Forse ne avrai sentito parlare anche tu, ma più probabilmente no, vista il poco eco che simili notizie hanno da noi: tra le centinaia di polemiche che scoppiano ogni settimana, la scorsa ne è piombata una su George R.R. Martin. Per quale motivo? Sembra che, durante la cerimonia per gli Hugo Awards - leggendari premi della letteratura fantasy e fantascientifica - il grande autore delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco si sia lasciato andare a comportamenti razzisti e transfobi. Il che sarebbe molto grave... se fosse, anche solo in minima parte, vero.
Per esempio, vuoi sapere dove starebbe la transfobia? Nel fatto che Martin ha definito "eunuco d'oro" la statuetta del Premio Oscar. Si tratta di una battuta che può divertire o meno (a me non ha fatto ridere, lo ammetto), ma in quanto a essere offensiva, verso chiunque, mi sembra un'esagerazione colossale. In generale, l'intera faccenda mi sembra un trionfo dell'irrazionalità più pura: lo dimostra con chiarezza l'altra accusa, quella di razzismo, che è del tutto delirante.
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martedì 11 agosto 2020
martedì 16 giugno 2020
Il coronavirus come siero della verità
Non credo che nessuno possa negarlo: il coronavirus è stata una tragedia a livello globale, probabilmente la più importante dai tempi della seconda guerra mondiale. Non sarò certo io a farlo, né a sminuire la portata dei disastri che ha causato. Tuttavia, chi mi conosce, o ha letto con attenzione i post precedenti sa qual è la mia opinione: che nell'epidemia ci siano stati anche dei lati positivi.
Al modo in cui ha messo in evidenza i problemi di un sistema ormai marcio ho dedicato un intero articolo, qualche mese fa. Ma non è l'unico esempio: ci sono stati diversi benefici, dal piccolo (per esempio, molti hanno avuto più tempo per sé) al grande (per un periodo l'ambiente ha giovato del lockdown). E anche tanti effetti interessanti: non ultimo, il modo in cui sotto la pandemia molte persone abbiano perso la propria maschera precedente e si siano rivelate per ciò che sono davvero.
Al modo in cui ha messo in evidenza i problemi di un sistema ormai marcio ho dedicato un intero articolo, qualche mese fa. Ma non è l'unico esempio: ci sono stati diversi benefici, dal piccolo (per esempio, molti hanno avuto più tempo per sé) al grande (per un periodo l'ambiente ha giovato del lockdown). E anche tanti effetti interessanti: non ultimo, il modo in cui sotto la pandemia molte persone abbiano perso la propria maschera precedente e si siano rivelate per ciò che sono davvero.
martedì 19 maggio 2020
La finta liberazione
Come di sicuro sai, ieri, 18 maggio, la quarantena è ufficialmente finita. Ci sono ancora dei limiti da non valicare e delle misure di sicurezza, ma almeno si può uscire di casa e girare in tutta la propria regione. Un traguardo che molte persone - anzi, diciamo pure quasi tutte - hanno accolto come una vera e propria liberazione.
Non lo nego: in parte è così anche per me. Non per nulla, oggi ho potuto usufruire del primo massaggio da mesi: visto che è l'unica cosa che fin'ora ha funzionato contro i miei problemi di cervicale, e che negli ultimi giorni sono stato davvero malissimo per questo, ben venga. Tuttavia, oltre a questo sollievo condiviso con gli altri, provo anche un po' di malinconia. Non tanto per il coronavirus in sé, quanto per la situazione in generale.
Non lo nego: in parte è così anche per me. Non per nulla, oggi ho potuto usufruire del primo massaggio da mesi: visto che è l'unica cosa che fin'ora ha funzionato contro i miei problemi di cervicale, e che negli ultimi giorni sono stato davvero malissimo per questo, ben venga. Tuttavia, oltre a questo sollievo condiviso con gli altri, provo anche un po' di malinconia. Non tanto per il coronavirus in sé, quanto per la situazione in generale.
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martedì 12 maggio 2020
L'importante è distinguersi
Come ho detto più volte su questo blog, a me con l’emergenza coronavirus non è cambiato molto. O almeno, così è stato se considero a livello personale: per quanto riguarda invece il “sociale” qualcosa rispetto al passato si è modificato. Con mia sorella che è rimasta bloccata qui, le dinamiche familiari sono un po' diverse. Il che ha portato anche alcuni disagi.
Uno dei maggiori mi capita quando lei decide di ascoltare la musica da Spotify. È anche legittimo, per carità, non fosse altro che la sua selezione di musica è molto discutibile. Grazie a lei, infatti, ho potuto fare un'immersione all’interno dell’indie pop italiano: un genere che, con il suo infimo valore musicale, può quasi essere da lezione. Anche se magari non suoni musica ma la tua attività è invece la scrittura.
Uno dei maggiori mi capita quando lei decide di ascoltare la musica da Spotify. È anche legittimo, per carità, non fosse altro che la sua selezione di musica è molto discutibile. Grazie a lei, infatti, ho potuto fare un'immersione all’interno dell’indie pop italiano: un genere che, con il suo infimo valore musicale, può quasi essere da lezione. Anche se magari non suoni musica ma la tua attività è invece la scrittura.
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martedì 24 marzo 2020
Il pubblico e l'impoverimento culturale
Negli ultimi tempi, tutti noi non abbiamo fatto altro che pensare, parlare e scrivere dell'emergenza coronavirus. Comprensibile, visto che è un grosso problema e crea disagi, piccoli o grandi, più o meno a chiunque; tuttavia, finché l'epidemia non passerà, nulla di ciò che possiamo dire cambierà le cose. Perché non pensare ad altro, mi sono chiesto quindi? Dopotutto, ci sono tante altre cose che accadono nel mondo: per esempio, proprio oggi in Italia è arrivato Disney+.
In quanto fan di Star Wars ansioso di vedere The Mandalorian e altre serie TV di questo universo, non ci ho pensato due volte a fare il pre-abbonamento in sconto diversi giorni fa. Ma non è solo Star Wars: nonostante il costo superiore alla media, l'offerta di Disney+ è così ampia e interessante che ne vale la pena. Nonostante questo, l'ho fatto senza grande entusiasmo nei confronti dell'azienda che rappresenta.
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martedì 25 febbraio 2020
Quanto conta la commercialità di un'opera?
"Commerciale": nella nostra lingua, solo poche parole riescono a essere più controverse. Di solito, nella mia esperienza ho visto darle soprattutto un'accezione negativa, con molte persone che cercano di rifuggire dalle opere così bollate, di qualsiasi natura siano (libri, film, album, eccetera). Ma, dall'altro lato, so anche dei tanti, tantissimi che invece amano solo ciò che è "da grande pubblico", e snobbano tutto il resto. Quali dei due è l'approccio più giusto?
Per quanto mi riguarda, nessuno dei due: sono entrambi estremismi, e in quanto tali entrambi sbagliati. Perché basta un po' di apertura mentale per accorgersi di un fatto fondamentale: non è detto che un'opera molto di nicchia debba essere per forza valida. Come non è detto che una fatta soltanto per essere venduta alla maggior parte del pubblico sia per forza scadente.
Per quanto mi riguarda, nessuno dei due: sono entrambi estremismi, e in quanto tali entrambi sbagliati. Perché basta un po' di apertura mentale per accorgersi di un fatto fondamentale: non è detto che un'opera molto di nicchia debba essere per forza valida. Come non è detto che una fatta soltanto per essere venduta alla maggior parte del pubblico sia per forza scadente.
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giovedì 13 febbraio 2020
Traduzioni poco professionali
Come raccontavo a novembre, dopo aver letto il primo ciclo delle Cronache di Ambra di Roger Zelazny, non vedevo l'ora di poter leggere anche il secondo. Per fortuna, non mi ci è voluto molto tempo per averne la possibilità: lo sto facendo in queste ultime settimane, come avrai constatato anche tu se ogni tanto butti l'occhio al gadget di Goodreads qui a destra. Così facendo, ho trovato una saga che mi sta piacendo persino di più della prima; al contempo, però, non lo sta facendo. E no, non è un paradosso.
Da un lato, sono evidenti gli anni passati tra i due cicli: questa nuova saga, con nuovi protagonisti, è più colorata, più matura, più piena di magia e in generale più divertente. C'è però un fattore che mi stona molto: qualcosa però di cui cui non si può certo incolpare Zelazny. Oggi infatti non voglio parlare di Ambra in sé, ma della sua traduzione incoerente - qualcosa peraltro quasi di tradizione, per quanto riguarda la nostra lingua.
Da un lato, sono evidenti gli anni passati tra i due cicli: questa nuova saga, con nuovi protagonisti, è più colorata, più matura, più piena di magia e in generale più divertente. C'è però un fattore che mi stona molto: qualcosa però di cui cui non si può certo incolpare Zelazny. Oggi infatti non voglio parlare di Ambra in sé, ma della sua traduzione incoerente - qualcosa peraltro quasi di tradizione, per quanto riguarda la nostra lingua.
martedì 28 gennaio 2020
Letteralmente stufo
È noto: sia che si parli di televisione, di giornalismo o di semplice comunicazione web, la lingua italiana viene spesso usata in maniera scorretta. Da piccoli, semplici sbagli a grossi svarioni grammaticali, nel corso degli anni ne ho sentite, viste, lette di tutti i colori; peraltro, alcuni di questi errori, specie se ripetuti in molti ambiti e quasi sdoganati, mi danno un fastidio indicibile. Come succede per esempio, negli ultimi tempi, per l'avverbio "letteralmente".
Facci caso: se guardi la TV o leggi qualche articolo c'è un altissima probabilità che tu senta/legga prima o poi questa parola, visto quanto è diffusa. E anche se può non sembrare, in realtà non è un fatto positivo: non è solo perché in ogni corso di scrittura serio insegnano che l'uso di avverbi che terminano in "mente" sarebbe da limitare, se non si vuole appesantire il testo. In fondo, per la lingua parlata è diverso: il problema vero, che poi è anche quello che mi irrita, è che "letteralmente" viene usato in maniera del tutto sbagliata rispetto al suo vero significato.
Facci caso: se guardi la TV o leggi qualche articolo c'è un altissima probabilità che tu senta/legga prima o poi questa parola, visto quanto è diffusa. E anche se può non sembrare, in realtà non è un fatto positivo: non è solo perché in ogni corso di scrittura serio insegnano che l'uso di avverbi che terminano in "mente" sarebbe da limitare, se non si vuole appesantire il testo. In fondo, per la lingua parlata è diverso: il problema vero, che poi è anche quello che mi irrita, è che "letteralmente" viene usato in maniera del tutto sbagliata rispetto al suo vero significato.
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martedì 26 novembre 2019
Originalità vs idee
Per essere bello, un romanzo deve anche essere originale? È una questione su cui, negli scorsi mesi, mi sono ritrovato a leggere più di un'opinione sui blog amici e in generale nel web. Peraltro, lo trovo un argomento interessante, se non altro perché mi è capitato di rifletterci molto in passato. Tuttavia, non in relazione alla letteratura quanto, piuttosto, alla musica.
Come saprai se mi segui da un po', gestisco da anni Heavy Metal Heaven, webzine su cui recensisco almeno un paio di dischi a settimana: lo faccio da molti anni, e ciò mi ha dato modo di conoscere in maniera approfondita il ristretto mondo del metal. Tra i vari insegnamenti che mi ha portato questa esperienza, uno dei più importanti è stato scoprire il valore dell'originalità in questo ambito: per chi la sa usare è un fattore molto positivo, ma non è fondamentale.
Come saprai se mi segui da un po', gestisco da anni Heavy Metal Heaven, webzine su cui recensisco almeno un paio di dischi a settimana: lo faccio da molti anni, e ciò mi ha dato modo di conoscere in maniera approfondita il ristretto mondo del metal. Tra i vari insegnamenti che mi ha portato questa esperienza, uno dei più importanti è stato scoprire il valore dell'originalità in questo ambito: per chi la sa usare è un fattore molto positivo, ma non è fondamentale.
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martedì 19 novembre 2019
6 cose considerate da bambini che non lo sono per forza
Ricordi il mio post "Roba da bambini", uscito alla fine del mese scorso? Al suo interno, argomentavo sul perché credo che sia sempre sbagliato considerare una qualche opera o oggetto o pezzo della cultura pop come qualcosa da ragazzini, e quindi giudicare un adulto che ne usufruisca come infantile. Ma quali sono queste opere in realtà? Forse è una domanda un po' ovvia, ma mi piaceva comunque l'idea di approfondire; e così, eccoci qui.
Ho voluto fare una breve lista con tutto ciò che, in vita mia, ho avuto modo di scoprire sia considerato per bambini da almeno qualcuno. Che poi quel qualcuno a volte sia stato uno dei tanti sciroccati che si possono trovare in rete è poco influente: spesso anche la mentalità di simili individui non è altro che il riflesso della società in cui vivono. Una società a cui tentano di conformarsi, e che quindi trasmette loro certi valori, condivisi quindi da molte persone.
Ho voluto fare una breve lista con tutto ciò che, in vita mia, ho avuto modo di scoprire sia considerato per bambini da almeno qualcuno. Che poi quel qualcuno a volte sia stato uno dei tanti sciroccati che si possono trovare in rete è poco influente: spesso anche la mentalità di simili individui non è altro che il riflesso della società in cui vivono. Una società a cui tentano di conformarsi, e che quindi trasmette loro certi valori, condivisi quindi da molte persone.
martedì 29 ottobre 2019
"Roba da bambini"
Se segui Hand of Doom, sono sicuro che tu sia una persona speciale. No, non lo dico per farti un complimento (beh, non solo): visto che qui parlo di libri, di fantascienza, di cultura e di tanti altri temi ben poco popolari tra il grande pubblico, devi esserlo per forza. E lo sei anche nel caso alcuni di questi non facciano per te: di sicuro se sei tra i pochi reduci che ancora frequentano la blogosfera, devi per forza essere una persona con gusti diversi dalla media. Proprio come me.
Ebbene, se è così sono sicuro quasi al cento percento che ti sarà capitata una situazione (o più probabilmente molte) in cui qualcuno ha commentato una tua passione in maniera negativa. In particolare, che l'abbia fatto dicendo che ciò che ti piace è "roba da bambini" o qualche variazione su questo stesso tema. Ebbene, per quanto mi riguarda questo è uno dei concetti più sbagliati che si possano esprimere!
Ebbene, se è così sono sicuro quasi al cento percento che ti sarà capitata una situazione (o più probabilmente molte) in cui qualcuno ha commentato una tua passione in maniera negativa. In particolare, che l'abbia fatto dicendo che ciò che ti piace è "roba da bambini" o qualche variazione su questo stesso tema. Ebbene, per quanto mi riguarda questo è uno dei concetti più sbagliati che si possano esprimere!
giovedì 10 ottobre 2019
Perché "Joker" piace a tutti
Martedì scorso a quest'ora non ero al computer (il che è il motivo per cui il post non è uscito: era programmato ma qualcosa non ha funzionato, quindi l'ho fatto slittare a martedì prossimo). Ero invece al cinema a guardare Joker di Todd Phillips, un film diventato un vero caso in fatto di critica e di botteghino in questo periodo. Anche per questo, penso che dire la mia sul film sia inutile: ci sono talmente tante recensioni online che non aggiungerebbe molto.
In effetti, più che su Joker in sé vorrei concentrarmi su un fatto che mi ha colpito molto, arrivato al cinema. Non solo la sala era piena, molto più di quanto sono abituato (il mio cinema di fiducia è piccolo in una città altrettanto piccola): soprattutto, il pubblico che la affollava era vario. C'erano persone della mia età o più giovani, ma altre molto più anziane: qualcosa che non si vede spesso, specie per un cinecomic. Il che mi ha fatto pensare subito al post di due martedì fa.
In effetti, più che su Joker in sé vorrei concentrarmi su un fatto che mi ha colpito molto, arrivato al cinema. Non solo la sala era piena, molto più di quanto sono abituato (il mio cinema di fiducia è piccolo in una città altrettanto piccola): soprattutto, il pubblico che la affollava era vario. C'erano persone della mia età o più giovani, ma altre molto più anziane: qualcosa che non si vede spesso, specie per un cinecomic. Il che mi ha fatto pensare subito al post di due martedì fa.
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martedì 1 ottobre 2019
"Dare al pubblico ciò che vuole"
Se ti è mai capitato di studiare marketing anche a un livello base, avrai sicuramente sentito parlare di un concetto come "bisogna dare al pubblico ciò che vuole". È anche ovvio: come materia, il marketing è proprio l'arte di intercettare i desideri delle persone e andar loro incontro. Ma è un principio che funziona anche per le arti propriamente dette? In molti sono pronti a giurare di sì; per quanto mi riguarda, però, la risposta è negativa.
Alcuni sostengono che un'opera per essere valida deve nascere dall'animo dell'artista. Per me non è necessario: credo però che anche nelle espressioni artistiche più "leggere", come per esempio il cinema di massa, ci sia bisogno di focalizzarsi e lavorare bene su un'opera per renderla di qualità. Mentre chi lascia da parte questa cura per concentrarsi solo su dinamiche commerciali molto spesso tende a perdersi.
giovedì 19 settembre 2019
Abbasso Stranger Things!
Ho avuto qualche dubbio, prima di scrivere un post su Stranger Things. E no, non è perché potrei scontentare qualche fan di questo telefilm tanto amato (anche se in effetti potrebbe essere proprio così): soprattutto, c'è il fatto che io non l'ho visto. Non del tutto, almeno: ho avuto modo tuttavia di vedere alcune puntate qua e là, senza seguire la trama, e anche se non posso giudicarla come opera in toto, un'idea me la sono fatta. Un'idea negativa.
Non è solo perché la storia dei ragazzini amici intimi che combattono mostri è vecchia di decenni (It è del 1984, e ci sono così tanti riferimenti ai libri di King che spero i creatori di Stranger Things gli paghino i diritti). Quello che mi ha fatto storcere il naso di più prescinde dalla trama e dall'originalità (su cui del resto, come detto, non posso dare che un'opinione parziale e imprecisa): non sopporto il suo continuo ed esasperato puntare sulla nostalgia.
Non è solo perché la storia dei ragazzini amici intimi che combattono mostri è vecchia di decenni (It è del 1984, e ci sono così tanti riferimenti ai libri di King che spero i creatori di Stranger Things gli paghino i diritti). Quello che mi ha fatto storcere il naso di più prescinde dalla trama e dall'originalità (su cui del resto, come detto, non posso dare che un'opinione parziale e imprecisa): non sopporto il suo continuo ed esasperato puntare sulla nostalgia.
martedì 13 agosto 2019
La rana nella pentola siamo noi
Forse anche tu conoscerai una storiella molto famosa che riguarda una rana e una pentola d'acqua. Recita pressapoco così: se getti una rana in una pentola d'acqua bollente, essa salterà fuori di scatto, senza quasi scottarsi. Ma se invece la metti nell'acqua fredda e poi cominci a scaldarla, lei se ne accorgerà a malapena, e continuerà a nuotare senza saltare via fino alla morte.
Si tratta di una metafora che può descrivere molte situazioni della vita: quelle in cui uno va avanti senza accorgersi di nulla, finché si trova nei guai senza sapere come ha fatto. Si può applicare sia a situazioni del tutto personali che a intere società e a fatti storici: per esempio, la crisi morale e di valori che vive l'Europa è arrivata proprio così, passo passo. Ma non voglio mettermi a parlare di politica, anche perché c'è un processo molto più allarmante che ci accomuna alla rana della storia, in maniera peraltro piuttosto letterale. Parlo dei cambiamenti climatici in atto.
Si tratta di una metafora che può descrivere molte situazioni della vita: quelle in cui uno va avanti senza accorgersi di nulla, finché si trova nei guai senza sapere come ha fatto. Si può applicare sia a situazioni del tutto personali che a intere società e a fatti storici: per esempio, la crisi morale e di valori che vive l'Europa è arrivata proprio così, passo passo. Ma non voglio mettermi a parlare di politica, anche perché c'è un processo molto più allarmante che ci accomuna alla rana della storia, in maniera peraltro piuttosto letterale. Parlo dei cambiamenti climatici in atto.
martedì 16 luglio 2019
L'esplorazione spaziale non serve?
Quasi di sicuro, lo saprai anche tu: questo sabato è il cinquantesimo anniversario di una delle più grandi imprese della storia dell’umanità. Beh, in realtà anche oggi lo sarebbe, visto che è la data di partenza della missione Apollo 11 da Cape Kennedy; tuttavia, il 20 luglio è di sicuro più significativa. È la data in cui il modulo lunare Eagle, con a bordo gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin, atterrava sulla Luna, la prima volta per l'uomo la superficie di un altro corpo celeste.
Forse fu un evento piccolo per due uomini, ma uno epocale per tutti noi (come dice anche la famosa citazione di Armstrong, che di certo conoscerai anche tu): per questo, tra quattro giorni saranno tante le celebrazioni per un anniversario così tondo. Ma sul web ci saranno anche un mucchio "reazioni negative": per esempio i soliti complottisti, che giurano che non ci siamo andati. Per quanto a me dia molto più fastidio un altro tipo di manifestazione: quella di coloro che, puntuali come un orologio, ci faranno sapere che secondo loro l'esplorazione spaziale non serve a nulla.
Forse fu un evento piccolo per due uomini, ma uno epocale per tutti noi (come dice anche la famosa citazione di Armstrong, che di certo conoscerai anche tu): per questo, tra quattro giorni saranno tante le celebrazioni per un anniversario così tondo. Ma sul web ci saranno anche un mucchio "reazioni negative": per esempio i soliti complottisti, che giurano che non ci siamo andati. Per quanto a me dia molto più fastidio un altro tipo di manifestazione: quella di coloro che, puntuali come un orologio, ci faranno sapere che secondo loro l'esplorazione spaziale non serve a nulla.
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giovedì 20 giugno 2019
Live Quiz e il bello della cultura
Forse avrai sentito parlare anche tu di Live Quiz: app per smartphone Android (e non so se anche per altri sistemi operativi), è diventato un piccolo caso del web negli ultimi mesi. Ma se non la conosci, te la racconto in breve: è una app che propone ogni giorno uno o due quiz di dodici domande: se rispondi a tutte in maniera corretta, vinci una certa somma in buoni Amazon. Di solito in palio ci sono duecento euro (a volte di più), da dividere però tra tutti quelli che indovinano: quindi spesso la vittoria si aggira tra i pochi centesimi e un paio di euro.
Forse è anche questo il motivo per cui, dopo alcuni mesi di una forte crescita in fatto di giocatori giornalieri e quasi una febbre che serpeggiava sui social, la app stia vivendo una certa flessione. Ma non credo sia il principale, come non credo lo siano alcune scelte discutibili dei gestori del gioco. Secondo me la gente si è stancata di Live Quiz per una ragione su tutte: la mancanza di risultati.
Forse è anche questo il motivo per cui, dopo alcuni mesi di una forte crescita in fatto di giocatori giornalieri e quasi una febbre che serpeggiava sui social, la app stia vivendo una certa flessione. Ma non credo sia il principale, come non credo lo siano alcune scelte discutibili dei gestori del gioco. Secondo me la gente si è stancata di Live Quiz per una ragione su tutte: la mancanza di risultati.
giovedì 23 maggio 2019
L'importanza delle parole
Internet, si sa, non è il luogo più adatto per i puristi della lingua italiana. Già solo su Hand of Doom, ho dedicato diversi post agli errori tipici che si possono trovare in rete, dall'abuso dei puntini di sospensione a quello della d eufonica, oltre ad altri post in generale. Tuttavia, il problema non è limitato solo al web, né a questi semplici errori.
In effetti, negli ultimi tempi c'è stata proprio un'esplosione della tendenza a maltrattare l'italiano, non solo sul web ma per esempio anche attraverso la televisione o la carta stampata. E la questione va più in là della semplice grammatica e della sintassi: soprattutto, riguarda la semantica, il significato stesso delle parole. Che vengono usate con gran leggerezza o persino travisate del tutto.
In effetti, negli ultimi tempi c'è stata proprio un'esplosione della tendenza a maltrattare l'italiano, non solo sul web ma per esempio anche attraverso la televisione o la carta stampata. E la questione va più in là della semplice grammatica e della sintassi: soprattutto, riguarda la semantica, il significato stesso delle parole. Che vengono usate con gran leggerezza o persino travisate del tutto.
martedì 14 maggio 2019
Comportamenti inopportuni
Mentre scrivo queste parole, è domenica 12 maggio. Mancano ancora due giorni al 14, giorno in cui pubblicherò questo post: eppure, io so già cosa succederà quel giorno. Sono sicuro al cento percento che riceverò una chiamata da mia nonna. E no, non ho strani poteri e non sono un veggente: lo so perché succede ogni anno, visto che il 14 è san Mattia, il mio onomastico.
Confesso però che ogni anno, la cosa diventa sempre più fastidiosa. E non solo perché negli ultimi anni ho sviluppato una grande avversione per la comunicazione telefonica, che rasenta quasi la fobia (lunga storia, ne parlerò magari un'altra volta). Soprattutto, è perché sono convinto che mia nonna sappia bene che non credo, e che trovo inutili questi auguri: eppure, continua a farmeli lo stesso. Un fatto sopportabile? Sì... se fosse l'unico di questo tipo.
Confesso però che ogni anno, la cosa diventa sempre più fastidiosa. E non solo perché negli ultimi anni ho sviluppato una grande avversione per la comunicazione telefonica, che rasenta quasi la fobia (lunga storia, ne parlerò magari un'altra volta). Soprattutto, è perché sono convinto che mia nonna sappia bene che non credo, e che trovo inutili questi auguri: eppure, continua a farmeli lo stesso. Un fatto sopportabile? Sì... se fosse l'unico di questo tipo.
martedì 23 aprile 2019
La cattiva comunicazione nei social
Mi è capitato, qualche giorno fa, di assistere a un litigio in uno dei social network su cui ho un account. Sì, non è la prima volta che capita, e di sicuro non sarà l'ultima: dopotutto il termine "flame" esiste per un motivo. Stavolta però è stata una situazione nuova che mi ha lasciato un po' stranito: a scontrarsi non è stato uno che conoscevo con un troll o due di quest'ultima categoria, come capita di solito. Al contrario, sono stati due utenti conosciuti verso cui nutro una pari stima.
Ancor peggio è stato il fatto che entrambe le persone, sull'argomento di cui stavano discutendo, avevano dei punti interessanti a proprio favore. Ne poteva scaturire un dibattito interessante, con il confronto tra due posizioni diverse da cui trovare una sintesi. Invece, i due utenti di cui parlo per quasi un giorno intero non hanno fatto altro che lanciarsi l'un l'altro paroloni e ingiurie, con l'uno che sistematicamente fraintendeva i concetti espressi dall'altro e viceversa.
Ancor peggio è stato il fatto che entrambe le persone, sull'argomento di cui stavano discutendo, avevano dei punti interessanti a proprio favore. Ne poteva scaturire un dibattito interessante, con il confronto tra due posizioni diverse da cui trovare una sintesi. Invece, i due utenti di cui parlo per quasi un giorno intero non hanno fatto altro che lanciarsi l'un l'altro paroloni e ingiurie, con l'uno che sistematicamente fraintendeva i concetti espressi dall'altro e viceversa.
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