Si tratta di una metafora che può descrivere molte situazioni della vita: quelle in cui uno va avanti senza accorgersi di nulla, finché si trova nei guai senza sapere come ha fatto. Si può applicare sia a situazioni del tutto personali che a intere società e a fatti storici: per esempio, la crisi morale e di valori che vive l'Europa è arrivata proprio così, passo passo. Ma non voglio mettermi a parlare di politica, anche perché c'è un processo molto più allarmante che ci accomuna alla rana della storia, in maniera peraltro piuttosto letterale. Parlo dei cambiamenti climatici in atto.
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Almeno gli abitanti dell'Isola di Pasqua come monito della loro cecità hanno lasciato delle statue affascinanti. Noi invece ci lasceremo dietro solo bottiglie di plastica. |
Qualcuno può obiettare che gli esseri umani siano più intelligenti di una rana. Di sicuro, non saranno così stupidi da suicidarsi: più il problema si farà evidente, più verranno inventate soluzioni per intervenire. Anche io penso che la tecnologia potrà aiutarci; ma se fosse troppo tardi per riuscire a fare qualcosa anche coi nostri mezzi tecnologici? Se la nostra inazione nel frattempo ci avesse reso impossibile qualsiasi possibilità di salvezza?
Del resto, questo collasso a cui stiamo assistendo è già successo agli uomini nel corso della storia: un grande esempio può essere quanto è successo a Rapa Nui - la famosa Isola di Pasqua. Un'isola che sviluppò una cultura ricca e fiorente, ma che col tempo implose: colpa della deforestazione, che causò il crollo non solo del sistema vitale e religioso degli isolani, ma persino della biosfera di Rapa Nui, con conseguente decimazione della popolazione. Ricorda qualcosa?
Certo, l'abbattimento delle foreste si dovette alla necessità di costruire i Moai, le iconiche teste giganti di pietra; lo facevano per un credo religioso tribale che a noi moderni può sembrare alquanto sciocco. Ma noi possiamo dirci più furbi di loro? Stiamo rendendo irrespirabile l'aria che tutti respiriamo per vivere, e lo facciamo solo per ingordigia di soldi. Soldi che non ci serviranno più a nulla quando il clima comincerà ad ucciderci nei modi più svariati: siamo sicuri che le nostre strutture economiche siano più progredite e razionali rispetto alla religione di Rapa Nui?
Per quanto mi riguarda, io penso di no. Stiamo andando verso la stessa conclusione, e lo facciamo continuando a non fare nulla - o peggio, negando persino il problema. Ci sarebbe bisogno di un'inversione a U, di ripensare del tutto il nostro sistema economico e produttivo, e di interventi seri per salvare il pianeta. Ma ciò non avverrà mai: sono azioni impegnative e poco vantaggiose a livello economico. E forse molti umani preferiscono davvero bollire come la rana che fare lo sforzo di saltare fuori, rischiando di essere poveri e con meno benessere, ma almeno ancora vivi.
La domanda: tu cosa pensi del cambiamento climatico, e di quanto (non) si sta facendo per contrastarlo?
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