martedì 6 ottobre 2020

La spietata giustizia del coronavirus


È notizia ancora recente: l'ultima vittima illustre a risultare positiva al coronavirus è stato nientemeno che il presidente americano Donald Trump. Si tratta inoltre dell'ultimo caso di un curioso fenomeno: l'infezione di una lunga serie di personaggi che prima del contagio hanno negato o minimizzato la portata di questa epidemia.

Ci sono complottisti secondo cui questo fatto non è una coincidenza: secondo loro, è un piano ben preciso per mettere a tacere chi dice la verità, ossia che la malattia non esisterebbe, tramite l'infezione (che ora esiste: manco il gatto di Schrödinger si contorce così). Al di là di simili deliri, però, devo dire che per una volta su almeno una premessa sono d'accordo con loro: il fatto che tutte queste persone si siano ammalate non è per nulla un caso.

No, non voglio dire che dietro ci sia un disegno da parte di chicchessia. 
È vero però che il coronavirus riceve un prezioso aiuto per contagiare le persone che negano o minimizzano la sua portata, senza cui forse ciò non avverrebbe. Chi è ad aiutarlo? Senza dubbio, quelle persone stesse.

Se non hai vissuto in una grotta per l'ultimo anno, sai benissimo anche tu quanto questa malattia possa essere virulenta e aggressiva. Vista la sua estrema facilità nell'espandersi e nel contagiare, non bisognerebbe mai sottovalutarla: lo dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, la seconda ondata che sta colpendo diversi paesi europei (il nostro un po' meno per fortuna, almeno per ora). 

Neppure l'esperienza maggiore di convivenza che abbiamo ora è un buon motivo per prenderla sotto gamba: parliamo di una malattia che ancor oggi può essere letale. Ma se tu neghi quest'evidenza, se lo sottovaluti, e quindi non metti in atto le misure di sicurezza che possono limitare la diffusione dell'epidemia, è chiaro che le possibilità di contagiarti aumentano.

È proprio questo, credo, il caso dei tanti celebri negazionisti, riduzionisti e altre persone simili. Trump è un esempio davvero perfetto di ciò: si è vantato più volte di non indossare la mascherina, e la sua positività è stata una semplice conseguenza. Mentre chi, al contrario di lui, si è difeso in maniera più efficace, ha una possibilità molto minore di beccarsi il virus. 

Non voglio sminuire la portata di questa epidemia, che è stata una tragedia senza se e senza ma; tuttavia, come ho già sottolineato altre volte, ha avuto anche dei lati positivi. E ciò di cui sto parlando adesso lo è: a guardare chi contagia, sembra quasi che il Covid abbia un suo senso di morale e di giustizia. Un senso che, per assurdo, funziona molto meglio di quello umano

Lo abbiamo visto spesso proprio qui da noi, in Italia: negli scorsi anni, chi faceva il "furbo" e non rispettava le regole spesso se la cavava meglio di chi era invece ligio e onesto. Ma con la pandemia, tutto è cambiato: non c'è furbizia che tenga davanti al coronavirus. O rispetti le regole e ti difendi, oppure rischi grosso: non ci puoi scherzare né svicolare.

Certo, non è una regola matematica: c'è anche chi si è contagiato senza mettersi a rischio, per pura sfortuna, o perché si è trovato nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Diciamo però che il fatto di non guardare in faccia nessuno (che sia uomo comune o presidente degli Stati Uniti) e di colpire con molta più probabilità chi non si comporta in maniera positiva, per sé stesso ma soprattutto per il resto della società, rende il virus a suo modo democratico.Oltre a dimostrare anche che ogni tua azione può avere delle conseguenze, anche terribili

Io poi, come sai se mi segui da un po', non sono molto ottimista nei confronti delle persone. Penso che l'umanità abbia dimostrato, lungo tutta la sua storia, di non saper imparare dai propri errori. Se però almeno qualcuno riuscirà ad aprire gli occhi, e ad accettare che forse è meglio seguire le regole e pensare alla portata del proprio comportamento, sarà già un buon risultato. Nonché un altro effetto positivo di questo funesto male che affligge il mondo in questo 2020. 

La domanda: credi anche tu che il coronavirus, pur nella sua minaccia terribile, possieda una sua forma di "giustizia" e di "democrazia"?

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