giovedì 21 marzo 2019

Il giusto approccio alla socialità

Comportamento umano: qualcosa di così complesso e sfaccettato, che esistono intere scienze che se ne occupano. Io di sicuro non ho le competenze per parlarne in maniera approfondita; avendo però conosciuto diverse situazioni e tante persone nei miei trent'anni, qualche idea sull'argomento me la sono fatta. Per esempio, sono arrivato a pensare che tutti gli approcci nei confronti del prossimo si possano dividere in due macro-categorie.

La prima è quella dei rompicoglioni degli "estroversi": coloro che, insomma, vorrebbero vedere il mondo e ogni altra persona come esclusivo specchio di sé, e di conseguenza non fanno altro che intromettersi nei fatti altrui, cercando di imporre le proprie idee. La seconda invece è quella dei "vivi e lascia vivere", che invece rispettano di più le scelte e le opinioni degli altri, e pretendono il diritto di decidere solo su loro stessi. Inutile che ti dica quale tra i due approcci preferisca, giusto?

martedì 19 marzo 2019

Scrittura scorrevole o complicata?

Questa riflessione parte dal fatto che, qualche giorno fa, mentre navigavo per la rete mi è capitato sotto gli occhi un racconto. No, non dirò dove l'ho letto, né chi l'ha scritto: come sempre, quando non apprezzo qualcosa preferisco non fare nomi, evitando così ogni possibile (per quanto improbabile) polemica. Ed è questo il caso: quel racconto non mi è piaciuto per nulla.

O meglio: la trama per quanto semplice era molto carina, a tratti persino toccante. Ma per scoprirlo, ho dovuto impegnarmi: lo stile che l'autore ha scelto infatti è davvero difficile da leggere. Ho faticato parecchio per riuscire ad arrivare in fondo, e sforzandomi per resistere all'istinto primario: quello di abbandonare la lettura a metà. Non sarebbe stato meglio scriverlo in maniera più semplice?

giovedì 14 marzo 2019

Vecchi Urania: odi et amo

Urania: un marchio che chiunque conosca almeno un po' il mondo della letteratura riconosce come la più longeva e importante collana di letteratura di fantascienza in lingua italiana. Nonché una manna dal cielo per chi, come me, ama il genere e non ha la capacità di poterlo fruire in lingua originale.

Tuttavia, non posso dire di avere un rapporto del tutto positivo con la collana Urania. O meglio: sui libri più recenti (e parlo quelli degli almeno ultimi vent'anni, forse anche di più) non ho nulla da ridire; sono quelli più vecchi a non lasciarmi del tutto soddisfatto. Ma non sono i romanzi in sé il problema - alcuni buoni, altri meno, come capita in tutte le collane, specie se dalla storia così lunga - quanto il loro formato.

martedì 12 marzo 2019

Asocial network

Anche se fin'ora l'ho tenuto segreto, oltre a Facebook ho un account anche su Twitter. No, non andarmi a cercare: di sicuro non troverai nessuno col mio nome e cognome (e se c'è, è qualcuno che mi ha rubato l'identità), visto che lì ho un nickname che mi rende anonimo. Per quale motivo ce l'ho? Lo uso per scrivere qualche brutta battutaccia ogni tanto, ma soprattutto per una curiosità che si potrebbe definire quasi "scientifica".

Visto che le dinamiche sono diverse da Facebook, ogni tanto su Twitter mi capita di assistere a situazioni differenti rispetto a quelle che vedo sul social network blu. Mi sono capitate un sacco di esperienze in tal senso, a volte molto diverse tra loro. Tutte accomunate, però, da un dettaglio: la spiccata incapacità delle persone coinvolte a interagire nella giusta maniera con me.

giovedì 7 marzo 2019

Una crisi politica agrodolce

Come sai se mi segui da un po', su Hand of Doom non parlo mai di politica. E, nonostante il titolo, non ho intenzione di farlo nemmeno stavolta - o almeno, non in maniera diretta. Anche perché questo mio nuovo racconto, che ho scritto di getto domenica scorsa, non vuole criticare nessun uomo politico.

Un po' satirico lo è, questo è vero, ma il suo bersaglio non è la politica in senso stretto, quanto piuttosto il popolo italiano. Un popolo che, fondamentalmente, vota male ed è capace solo di protestare per problemi di poco conto, mentre quelli reali, gravi non gli interessano affatto. Ed è per questo che sono abbastanza convinto che il mio racconto non sia del tutto irrealistico e anzi più che plausibile. In ogni caso, sarai tu a dovermelo dire: come sempre, buona lettura!

martedì 5 marzo 2019

Le mie 10 serie TV preferite

Se c'è una cosa che mi piace fare è approfondire, in tutti i sensi in cui uno può intendere il termine. Può sembrare quasi una bizzarria nel mondo dominato dai social network, in cui frivolezza e superficialità sono il must, ma a me non importa. Se c'è un'occasione per poterlo fare, non mi tiro mai indietro. Ed è proprio questo il caso.

Un paio di settimane fa, sul suo Il Manoscritto del Cavaliere, Cristina M. Cavaliere ha pubblicato la classifica delle sue serie TV preferite, e poi ha chiesto al suo pubblico di realizzare la propria. Anche io ho partecipato nei commenti, postando una semplice lista di dieci titoli. Tuttavia, in seguito ho pensato che potessi fare di meglio, e spiegare il perché sono i miei preferiti, magari sulla scia del post di Cristina. E così, eccoci qui.

giovedì 28 febbraio 2019

Polemico?

Forse non sembra, ma il lavoro che faccio per Hand of Doom non è limitato a programmazione e scrittura degli articoli. Oltre a quello di condivisione sui social (che comunque è nulla, mi porta via giusto qualche minuto), dietro a questo blog c'è anche un serio lavoro di riflessione, che si proietta sia nel futuro, su quali direzioni prendere e quali articoli scrivere, sia nel passato, guardando a quelli che sono stati pubblicati.

Proprio facendo questo, negli ultimi tempi mi è capitato di chiedermi: come mi percepisce il mio pubblico? Come mi vedi tu, insomma? Succede perché, ogni tanto, ho come l'impressione che il mio parlare spesso di argomenti di carattere "problematico" mi faccia apparire un po' polemico, almeno agli occhi di chi non mi conosce - o mi conosce in maniera superficiale. Ma non è così che vorrei sembrare.

martedì 26 febbraio 2019

Concorsi letterari a pagamento

Forse lo ricorderai anche tu: circa un anno fa, nel marzo del 2018, ho pubblicato Concorsi letterari: l'utilità nell'inutilità. Un articolo in cui, volendo riassumere all'osso, sostenevo che i concorsi letterari non servono, se l'intento è farsi conoscere, ma sono comunque una bella sfida a sé stessi, e per questo trovo costruttivo partecipare.

Non per questo, tuttavia, vale la pena competere in tutti i concorsi che ci sono. Proprio su questo mi è venuto da riflettere la scorsa settimana, quando mi sono accaduti due fatti: il primo è che il mio racconto FOSCO è stato incluso tra le menzioni d'onore della sesta edizione del premio Hypnos. Il secondo è che mi è arrivata una mail di invito a partecipare a un altro concorso (non faccio nomi, in questo caso). Una mail che mi ha lasciato parecchio perplesso.