martedì 19 giugno 2018

10 brutture fastidiose nelle opere fantasy

Giusto tre mesi fa, pubblicavo su Hand of Doom "8 brutture fastidiose nelle opere di fantascienza": un piccolo compendio di ciò che non mi piace trovare in un libro o in un film del mio genere preferito. Ma se non mi segui da ieri, sai anche che io non sono monotematico: per quanto ami così tanto la fantascienza, nella mia carriera di lettore/spettatore ho anche esplorato tanti altri generi. Come per esempio il fantasy.

Non lo conosco bene come la fantascienza, ma nel corso degli anni ne ho letto parecchio, sia classici che opere sconosciute. Non mi ritengo un esperto (ma nemmeno della fantascienza, più che altro sono un appassionato), però un po' di esperienza ce l'ho. Viste queste premesse, negli ultimi giorni mi sono chiesto: perché non fare un altro post come quello del marzo scorso? E così, eccoci qui.

giovedì 14 giugno 2018

Le pause fisiologiche di un blog

No, caro lettore, non preoccuparti: anche se ho scelto un titolo un po' ambiguo per questo post - e in maniera anche un po' voluta, devo confessare! - non ho la minima intenzione di mettere Hand of Doom in pausa. E nemmeno, in realtà, di parlare dei blogger che decidono di chiudere il proprio sito in maniera provvisoria, come è successo a me poco meno di un anno fa.

Piuttosto, oggi mi andava di parlare di quelle occasioni come l'altroieri, in cui in teoria avrebbe dovuto uscire un post ma, per un motivo o un altro, questo non è stato possibile. Nell'ultimo periodo, peraltro, mi è accaduto abbastanza spesso di saltare un appuntamento fisso programmato. E sai che? Anche se mi piacerebbe essere più costante, in fondo non ci trovo nulla di male.

giovedì 7 giugno 2018

Scrivere senza sensi di colpa

Da allora è passato quasi un anno esatto: era il 13 giugno del 2017 quando su Hand of Doom pubblicavo "Scrivere col senso di colpa". In quell'articolo, esponevo il metodo che avevo sviluppato nei mesi precedenti: contare le parole scritte giorno per giorno, monitorare la situazione mese per mese. E, attraverso questo metodo, cercare di spronarmi a scrivere di più, guidato dal senso di colpa che avrei dovuto provare nei confronti dei giorni in cui scrivevo meno - o addirittura per nulla.

In questi dodici mesi, molte cose sono cambiate. Ho trovato nel tempo altre idee, una mentalità nuova, e soprattutto un metodo che ora mi consente di scrivere al triplo della velocità che riuscivo ad avere allora. O almeno, questo succedeva fino ad aprile: da maggio in poi, ho rallentato parecchio la mia attività. Una volta, mi sarei sentito, appunto, in colpa: oggi però questo non succede.

martedì 5 giugno 2018

Il fanatismo della politica

Di sicuro, se non vivi sulla Luna anche tu avrai sentito parlare della recente crisi istituzionale che l'Italia ha attraversato dal 4 marzo fino a venerdì scorso, quando si è insediato il nuovo governo. E, soprattutto, avrai assistito anche tu agli scontri incredibili che si sono scatenati tra i fan delle varie parti politiche sui social. Scontri persino più accesi e più violenti - almeno a livello verbale - di quanto mai visto fin'ora, il che è tutto dire.

No, non voglio mettermi a parlare di politica - viste le polemiche e i flame che può creare, è un argomento bandito da molti anni da Hand of Doom - né a indicare chi, tra le varie fazioni abbia ragione o torto. Anche perché, per quanto mi riguarda, tutte hanno un barlume di ragione, chi più chi meno. E tutti, nessuno escluso, hanno una percentuale enorme - vicina al novantacinque percento, direi - di torto.

giovedì 31 maggio 2018

Gli spettatori del piacere perduto

Qualche sera fa, grazie al servizio Prime Video di Amazon (in cui si trova tutta la saga) mi sono ritrovato a guardare I predatori dell'arca perduta, primo film della serie di Indiana Jones. Lo avevo già visto, e non solo una volta: in fondo chi non l'ha mai fatto? Tuttavia, dall'ultima volta erano passati decenni: ero ancora adolescente, e da allora nonostante l'abbiano passato in televisione con costanza (o forse proprio per questo) non mi è venuta mai voglia di recuperarlo. Almeno fino a ora.

Ovviamente, il modo in cui si fruisce di un'opera cambia col passare degli anni: da giovani non si può avere lo stesso spirito critico che si acquisisce col tempo e l'età. Così, mentre l'ultima volta che l'ho visto ho (probabilmente) pensato che I predatori dell'arca perduta fosse un film divertente e basta, con quest'ultima visione sono divenuto consapevole dei suoi difetti. E sì, I predatori dell'arca perduta ne ha diversi

lunedì 28 maggio 2018

30

Può sembrare una stupidaggine, ma in realtà sono serio: decidere se pubblicare o meno questo post non è stata una decisione immediata, presa a cuor leggero. Mentre scrivo, in effetti, ho ancora in mente l'analogo post di compleanno dell'anno scorso: quello in cui mi aspettavo, come negli anni precedenti, una valanga di auguri, e che invece commentarono solo in due. E ricordo bene come mi sentii male all'epoca.

Tuttavia, in questi 365 giorni tantissime cose sono cambiate, in primis la mia mentalità. Così, guardando indietro ho capito per esempio l'anno scorso era domenica: per questo, forse quel post non è nemmeno stato visto, non è che nessuno lo ha voluto commentare. Ma soprattutto, ho capito che la mia reazione così negativa era dovuta al periodo orribile che vivevo, in cui andava tutto storto e in cui vedevo tutto nero.

venerdì 25 maggio 2018

Pelle e metallo

Oggi pomeriggio, un post fuori dalla solita programmazione e dal solito orario di Hand of Doom. Giusto per una breve segnalazione: se te lo sei perso, il mio guest post "Pelle e Metallo" è apparso stamattina sul blog del buon The Obsidian Mirror, nell'ambito del suo speciale tematico del mese The Pleasure of Pain - di cui ti avevo già parlato in precedenza.

L'argomento del post? Quello che conosco meglio, ovviamente: l'heavy metal! Ma in questo caso, non parlo della musica in sé, quanto di una questione culturale che va a scavare nella storia profonda del genere - e che a mio avviso può interessare anche chi non è molto avvezzo a questo stile musicale. Mi sbaglio? Leggilo pure e poi dimmi la tua!

giovedì 24 maggio 2018

La cultura del non rispetto

Non ne ho mai parlato qui su Hand of Doom (se non di striscio), ma quella per la Formula Uno è una passione che coltivo ormai da decenni. Forse il primo sport che ho seguito davvero, grazie a mio padre, è anche il primo di cui ho dei veri ricordi: lo seguo in pratica dai tempi delle prime vittorie di Schumacher con la Ferrari. E, ormai da moltissimi anni, è lo sport che amo di più, e quello per cui faccio il tifo più appassionato.

Tuttavia, negli ultimi tempi seguire la Formula Uno è diventato faticoso e irritante, almeno per il pubblico italiano. Se già negli scorsi anni era un fastidio evitare gli spoiler dei gran premi prima della differita Rai - mentre in diretta li mostravano solo su Sky - quest'anno la situazione è ulteriormente peggiorata. Ora, se non hai la possibilità economica di pagare un abbonamento, la Formula Uno è diventata quasi inguardabile.