martedì 18 settembre 2018

Facile come un cubo di Rubik

Forse l'avrai vista anche tu qualche mese fa: in televisione, passava spesso questa pubblicità di un talk-show di attualità. Parlo di quella in cui il conduttore (mi pare fosse Massimo Giletti, ma non vorrei dire una scempiaggine) sosteneva che la confusa situazione politica di allora (era il periodo di prima del governo) fosse intricata e difficile "come un cubo di Rubik". E a distanza di mesi, ricordo ancora come questa affermazione mi avesse un po' stupito allora.

Non è solo la maniera tragicomica il conduttore teneva in mano quel povero cubo, quasi fosse un artefatto alieno invece che un giocattolo di plastica colorata costruito in Cina. No, la perplessità maggiore è che per me il cubo di Rubik non è affatto difficile da risolvere: sono capace di farlo in pochi minuti e senza difficoltà. E visto che messa così sembra una vanteria - un po' vuota, per giunta - mi è venuta un'idea. E così, per la prima volta nella storia di Hand of Doom, ho fatto un video. Quello che puoi vedere qua sotto.

giovedì 13 settembre 2018

Furto d'auto

Quello che leggi è il post numero seicento di Hand of Doom. Forse non è un risultato molto significativo, ma a me le cifre tonde sono sempre piaciute: ecco perché ho deciso di festeggiare questo piccolo evento. E quale modo migliore di farlo, se non con un bel racconto?

Questo l'ho scritto ad agosto, mentre facevo la fila dal medico (sì, il mio medico ha dei tempi abissali, sono riuscito a cominciarlo e a finirlo mentre aspettavo lì). È uno dei miei racconti brevi, surreali e fulminanti: in questo caso, ironizza sul fatto che molti scrittori alle prime armi non abbiano la più pallida idea su come far parlare i propri personaggi.

martedì 11 settembre 2018

Don't worry, be happy

Ti è mai capitato di leggere, in un blog, uno sfogo di tono negativo su quanto le persone/il mondo/tutto faccia schifo? Sono sicuro di sì: se non altro, se mi segui da più di un anno, ne avrai letto qualcuno apparso qui su Hand of Doom. Anche se poi in virtù del mio cambio di mentalità dell'anno scorso (di cui ho parlato fino alla nausea) ho smesso di pubblicarne.

Ci sono però blogger che - ovviamente - continuano a farlo tutt'ora. Mi capita spesso di leggere, nei loro luoghi digitali, di come per esempio per il mondo del blogging (o per la scrittura) in Italia non c'è speranza: tutto va male, e in futuro di sicuro andrà anche peggio. Vuoi sapere la verità? Hanno pienamente ragione. Ma non in generale: soltanto riguardo a loro stessi.

giovedì 6 settembre 2018

"Nicolas Eymerich" e i miei pregiudizi

Nella mia vita, cerco di non avere pregiudizi di alcun tipo, verso nulla e nessuno. In molti casi è semplice: per esempio tutti i preconcetti razziali che moltissimi italiani hanno sono lontani mille miglia dal mio sentire. A volte però mi capita anche, in maniera involontaria, di cadere in pregiudizi (e di pentirmene, visto che nella maggior parte dei casi sono sbagliati). Pregiudizi che non pensavo nemmeno di avere, ma che scopro quando accadono determinati fatti.

È successo per esempio quest'estate, quando, tra i tanti libri che ho letto, mi è capitato di leggere Nicola Eymerich, inquisitore di Valerio Evangelisti. Conoscevo la fama di questo personaggio e dello scrittore, come il fatto che fosse uno dei pochi casi - anzi, forse l'unico - di autore italiano divenuto famoso con un'opera almeno in parte di fantascienza. A parte questo, però, non avevo grandi aspettative su questo romanzo: e invece, ne sono rimasto molto stupito in positivo.

martedì 4 settembre 2018

Scrittura e misantropia

Uno dei consigli più diffusi, all'interno dei manuali di scrittura è: per creare una storia efficace, immedesimati nel tuo lettore, conosci chi è e che cosa vuole, e poi scrivi la storia che desidera. Si tratta di un consiglio valido sotto molti punti di vista: se scrivi per essere letto, di sicuro non puoi fare come ti pare. Penso però che sia necessario attuarlo entro certi limiti: il "troppo" può essere dannoso quanto il non tenere conto affatto del proprio pubblico.

Non è solo una questione di creatività - scrivere solo per il pubblico e non per te stesso può essere mortificante (a meno che non lo fai con l'unico obiettivo di vendere, nel qual caso è proprio ciò a cui punti e quindi può andare bene). Soprattutto, pensare troppo a chi leggerà la storia invece che alla storia stessa non può che rendere la trama piatta, fiacca. Vuoi sapere perché?

giovedì 30 agosto 2018

Fine modalità estiva

Ci siamo: dalla prossima settimana, Hand of Doom si lascerà alle spalle la sua modalità estiva e tornerà a "fare sul serio", con di nuovo due post a settimana e argomenti più interessanti di quelli faceti e leggeri di cui ho parlato (quasi sempre) quest'estate. Curioso di sapere di più? Ti posso solo anticipare che ho già molti post in programma e che ci aspetta una bella fine estate e un autunno caldo. Preparati, insomma: presto su Hand of Doom ne vedrai delle belle. O almeno, io sono carico: spero che anche per te l'estate sia stata stimolante e che ci ritroveremo entrambi al meglio delle nostre forze!

martedì 28 agosto 2018

10 cose che non mi mancano della gelateria

È una tradizione che va avanti ormai dal lontano 2014: negli scorsi quattro anni, l'ultima settimana di agosto è sempre stata dedicata a un post ironico e irriverente a tema gelateria. Quest'anno però la situazione è diversa: non solo a questo punto ho trattato l'argomento "clienti che non vorresti nel suo locale" in maniera esaustiva, e non ho più nulla da aggiungere. Soprattutto, la novità principale è che ora non ho più la gelateria, andata in bancarotta e venduta qualche mese fa.

Potevo cambiare argomento e lasciare da parte questa tradizione: ora che la mia esperienza di gelataio si è conclusa (o almeno, lo è per ora), potrebbe sembrare addirittura insensato parlarne. Invece, ho deciso di scriverci un altro post per mettere una sorta di pietra tombale sopra all'argomento e poi non trattarlo più. Perché nonostante l'ironia con cui l'ho descritta, per me è stata un'esperienza molto negativa.

martedì 21 agosto 2018

Vacanze su Facebook

Ho un amico su Facebook che mi lascia perplesso. Mi lascia perplesso in particolare il comportamento che ha messo in atto nelle ultime settimane, grazie al quale ho potuto seguire senza volerlo tutte le sue vacanze, attraverso le tonnellate di fotografie e di aggiornamenti da lui riversati sul social network di Zuckerberg.

Ma sai una cosa? Non ho paura che scopra questa mia perplessità, anche se pubblicherò il link di questa riflessione proprio su Facebook. E sai perché? Perché in realtà la persona di cui sto parlando non è una sola in realtà. Sono invece diversi amici, tutti accomunati dal proporre sui social questo report ossessivo e continuato delle proprie vacanze.