giovedì 6 dicembre 2018

Come trovare nuovi argomenti per il proprio blog

Quest'anno su Hand of Doom sta succedendo qualcosa che mai era capitata prima: dalla ripresa della pausa estiva fino a questo momento, non ho saltato nemmeno un post nella programmazione stabilita. Ogni martedì e ogni giovedì ne è uscito uno, con una costanza che non ho mai avuto fiin'ora. Ma soprattutto, a parte un paio, tutti gli altri erano articoli argomentati e significativi; di sicuro, nessuno era un riempitivo o una copia di qualcosa già detto in passato.

Vuoi sapere come ho fatto? Mi spiace deluderti, ma nonostante il titolo (che ammetto sia un po' "acchiappaclick"), in realtà non ho un metodo. Non vado alla ricerca di argomenti per forza: non mi serve, del resto, visto che riesco a trovarli con facilità. Il mio segreto? Non pormi nessun limite su ciò da cui posso prendere spunto.

martedì 4 dicembre 2018

Gli (improbabili) alieni cattivi

Anche se non sei un fan della fantascienza come me, avrai di sicuro in mente anche tu il cliché degli invasori alieni cattivi. Quelli che piombano giù dal cielo in armi con le loro astronavi e cercano di distruggere o sottomettere l'umanità - che poi finisce sempre, in un modo o nell'altro, per respingere l'attacco. Si tratta di un topos molto usato... che però, a pensarci, non è granché realistico.

Ci ho pensato un paio di mesi fa, mentre realizzavo il post "Scrivere contro la tua ignoranza". Si tratta di un topos che, se ben utilizzato, evitando i cliché più triti, in realtà non mi dà troppo fastidio: io stesso a volte l'ho usato nelle mie storie, e credo che non la eviterò categoricamente in futuro. Ma da quando ho imparato a scrivere davvero, l'ho fatto in una maniera allegorica - l'unica che per me abbia un senso.

giovedì 29 novembre 2018

L'odore della carta

Se mi leggi da un po', sai bene che io sono da sempre favorevole ai libri in formato digitale. Ma, al tempo stesso, non sono un fanatico, né amo solo gli ebook: sono convinto anzi che entrambi i formati abbiano i loro punti deboli e i loro punti di forza. Non per nulla, subisco ancora il fascino di un libro cartaceo, con tutti i suoi crismi: non ultimo, il famoso odore della carta, che tanti detrattori del digitale sbandierano come ragione principale per la loro avversione.

Ma non è solo quello dei libri. Ti confesserò un mio piccolo segreto, forse anche un po' perverso: ogni volta che arriva un CD per arricchire la mia collezione (che conta più di seicento titoli, al momento), tra le prime cose non riesco a fare a meno di odorarne il libretto. È un rituale davvero piacevole: tuttavia, non è fondamentale per l'ascolto della musica in sé. E posso farne a meno senza tanti problemi.

martedì 27 novembre 2018

8 pensieri di cui liberarti per scrivere meglio

Se anche tu hai svolto in maniera continuativa una qualsiasi attività in ambito creativo o artistico, sai bene che giudicare sé stessi  non è semplice. Ancora meno lo è capire il valore di una qualsiasi propria opera: essendo un parto della tua mente, il tuo giudizio è per forza il più soggettivo possibile, ed essere obiettivi è difficilissimo.

Quando, nella propria carriera artistica, uno si accorge di questo fatto, spesso reagisce sviluppando ansie e paure: paura per esempio di non essere bravo, o che semplicemente ciò che si sta realizzando non è all'altezza. Si tratta di qualcosa di comprensibile: dopotutto ogni arte creativa è anche un po' una forma di introspezione, e mette in campo quasi sempre una parte dell'anima dell'autore. Ma è anche una mentalità che, portata all'estremo, può causare danni. Specie se l'arte che affronti è la scrittura.

giovedì 22 novembre 2018

Moderne assuefazioni

Nel post di martedì scorso, ho raccontato di come i videogiochi non siano il male assoluto che alcuni credono. Ma visto che non sono un massimalista né un fanatico, so bene che ogni medaglia ha due facce: sempre in quell'articolo, non ho nascosto che i videogame possono avere diversi possibili effetti collaterali. E Grazia Gironella, nei commenti, me ne ha fatto notare uno a cui non avevo prestato la giusta attenzione: quanto questo genere di intrattenimento possa creare assuefazione.

In effetti, a quanto so, molti videogiochi sono realizzati proprio per incollarti allo schermo: agendo su certi meccanismi mentali che riguardano la gratificazione, diventa difficile anche solo pensare di smettere. Ma non è un'esclusiva dei videogiochi, sono molti i casi di prodotti concepiti proprio per questo scopo: costringerti a fruirne subito, e per il maggior tempo possibile

martedì 20 novembre 2018

Un piccolo esperimento

Di solito, quando un articolo esce su Hand of Doom non è mai programmato: ci sono sempre io dietro che schiaccio il bottoncino "pubblica". Oggi però questo non è possibile: mentre questo post vede la luce (si spera) all'orario che ho stabilito, sarò molto lontano da casa mia. Per la precisione, sarò a Milano, al concerto degli Slayer: piccola parentesi, non li ho mai visti ed è il tour d'addio, perciò non potevo mancare!

All'inizio, pensavo di lasciare il buco nella scaletta del blog e riprendere direttamente giovedì, ma poi ho cambiato idea. Non è solo perché dall'estate non ho saltato nemmeno un appuntamento, e vorrei continuare così: soprattutto, mi è venuto in mente di fare un esperimento. Un esperimento con cui punto a capire meglio come funziona la "pianificazione" di Blogger e se varrà la pena di usarla anche in futuro.

giovedì 15 novembre 2018

...

Perplesso per il titolo di questo articolo? Spiazzato? O addirittura infastidito? Non ti preoccupare: è un effetto voluto, che sono andato a cercare. L'ho fatto per un semplice motivo: se hai provato una di queste tre sensazioni, sei riuscito a immedesimarti in ciò che sento io spesso io di fronte a un fenomeno analogo: quello dell'abuso di puntini di sospensione all'interno della comunicazione digitale.

Tra i tanti orrori grammaticali che si trovano in giro per il web, quello dei puntini di sospensione è il morbo più diffuso in assoluto. Sono forse alla pari con le "d" eufoniche messe a caso, ma non ne sono sicuro: direi che i puntini sono ancora più frequenti. Ed è inutile sottolineare il perché questo non piaccia a un perfezionista pignolo come me, che cura ogni suo contenuto anche in fatto di precisione formale: forse dovrei lasciar perdere, ma mi dà proprio fastidio.

martedì 13 novembre 2018

Videogame e pregiudizi

Forse lo avrai letto altrove - o forse no, visto che la notizia non è girata molto: la scorsa settimana Carlo Calenda, esponente politico del PD ed ex-ministro, ha portato avanti per alcuni giorni una campagna su Twitter. Di norma non ne parlerei, visto che ho escluso la politica da Hand of Doom: neanche stavolta, in effetti, mi sbilancio sul personaggio o sul suo partito. Ma in questo caso non posso astenermi dal dire che Calenda ha scritto delle solenni stronzate scempiaggini, che ho trovato molto fastidiose. Del resto mi toccano da vicino, visto che il bersaglio della sua campagna sono i videogame.

Le sue affermazioni mi hanno irritato, ma non stupito: sono le ultime di una lunga serie che va avanti da decenni. Da chi addita i videogiochi come la fonte di tutti i mali (droga, perdizione, alienazione e tanto altro) a chi addirittura li accusa di essere alla radice di alcune stragi nelle scuole, questo genere di intrattenimento ha sempre avuto una cattiva fama. Sbagliata, ovviamente.