giovedì 21 marzo 2019

Il giusto approccio alla socialità

Comportamento umano: qualcosa di così complesso e sfaccettato, che esistono intere scienze che se ne occupano. Io di sicuro non ho le competenze per parlarne in maniera approfondita; avendo però conosciuto diverse situazioni e tante persone nei miei trent'anni, qualche idea sull'argomento me la sono fatta. Per esempio, sono arrivato a pensare che tutti gli approcci nei confronti del prossimo si possano dividere in due macro-categorie.

La prima è quella dei rompicoglioni degli "estroversi": coloro che, insomma, vorrebbero vedere il mondo e ogni altra persona come esclusivo specchio di sé, e di conseguenza non fanno altro che intromettersi nei fatti altrui, cercando di imporre le proprie idee. La seconda invece è quella dei "vivi e lascia vivere", che invece rispettano di più le scelte e le opinioni degli altri, e pretendono il diritto di decidere solo su loro stessi. Inutile che ti dica quale tra i due approcci preferisca, giusto?

Nemmeno a farci apposta, ecco un rompicoglioni "estroverso" che ha
commentato martedì una recensione del mio Heavy Metal Heaven. E sì
che questo post è stato scritto poco prima che lo facesse!
Sarà che sono sempre stato introverso, ma a me non è mai interessato convincere nessuno delle mie idee, delle mie opinioni, delle mie visioni del mondo. Al massimo ho dato dei consigli, di tanto in tanto, ma erano appunto tali: di sicuro non mi è mai importato impormi.

Certo, qui su Hand of Doom mi esprimo su tanti argomenti; anche in questo caso, però, non ho mai la pretesa di avere la verità assoluta, o di essere un guru che parla ai comuni mortali. Se tu, lettore, hai opinioni diverse dalle mie o anche opposte, posso rispettarle in (quasi) tutti i casi. Basta che tu, dall'altra parte, fai lo stesso e non cerchi di importi su di me.

Il problema è che questo non sempre succede, e non parlo solo di internet. Nella mia situazione personale, il peggio sono i parenti: cercano sempre di farti pressioni su cosa fare, come comportarti, addirittura cosa e come pensare, quasi che tu fossi un burattino, un oggetto di loro proprietà, invece che un essere umano vero e proprio. Inutile dire quanto questo sia fastidioso, oltre che un vero e proprio problema.

Non è solo perché, nel mio caso, non serve a nulla se non a farmi incazzare irritarmi - io decido per me stesso, non c'è nessuno che possa obbligarmi a fare altrimenti, nemmeno se sono parenti stretti. Ma soprattutto, penso che molte storture di oggi verrebbero meno, con un maggior atteggiamento da "vivere e lascia vivere". Come dicevo in "Asocial network" la scorsa settimana, molti di quelli che insultano non guardano in faccia a nessuno per perseguire l'obiettivo di imporre le proprie idee: quanto sarebbe più pacifico e vivibile internet se così non fosse?

E non è solo internet: se tutti lasciassero vivere in pace il prossimo, si potrebbero evitare perfino nazionalismi, guerre e violenza di tutti i tipi. Purtroppo però le persone con questo approccio sembrano pochissime. Forse è solo un problema di percezione, forse siamo la maggioranza, ma per la nostra introversione non facciamo rumore come gli  "estroversi". Il che è un peccato: dovremmo cominciare davvero a farci sentire, a urlare che i fatti nostri sono solo nostri e che gli altri dovrebbero lasciarci vivere!

La domanda: e tu quale approccio preferisci? "Estroverso" o "vivi e lascia vivere"?

5 commenti:

  1. Diciamo che c'è modo e modo di dare consigli, sia in funzione della conoscenza reale della persona alla quale si vogliono dare (è un conoscente? un parente? il partner? il migliore amico?) che dell'argomento di cui si sta parlando.
    Sicuramente gli "estroversi" sono tra le categorie peggiori, sebbene, secondo me, si possano suddividere in "estroversi inconsapevoli" ed "estroversi consapevolissimi di rompere le palle"; i primi, forse in buona fede, credono di fare solo e soltanto del bene sparando giudizi e commenti non richiesti, mentre i secondi rompono le scatole e basta per mero desiderio di comandare la vita altrui e sentirsi superiori.
    Tra quest'ultimi spicca sempre almeno un parente (soprattutto nel mio caso), che ha sempre qualcosa da ridire spacciandola per un gesto di puro amore.
    Purtroppo il detto "vivi e lascia vivere" è solo una mera utopia, come a casa così nel mondo :( Quelle poche persone che seguono questo dogma sono solo delle mosche bianche, spesso schiacciate da chi invece è "estroverso".

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    1. Io non vedo la differenza che fai tu: per me non esiste affetto nel dare fastidio al prossimo o cercare di imporgli una qualsiasi cosa. Non è affetto: è solo ego.

      Per il resto, concordo col tuo ragionamento :) .

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  2. Io sono estroverso ma non invadente, e ovviamente sono per il vivere e il lascia... morire! :D
    Nel senso, non mi importa di ciò che fanno gli altri, a patto che nessuno mi rompa il cazzo. Ma se devo dire la mia, la dico :)

    Moz-

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    1. Appunto parlavo di "estroversi", e non di estroversi. Ok, messa così sembra uguale, ma nel primo ci sono le virgolette: non volevo parlare di tutte le persone con un carattere espansivo. Ma per non usare il termine "rompipalle", in assenza di un sinonimo (almeno, a me non è venuto) ho usato questa definizione un po' "alternativa" :D !

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