martedì 15 maggio 2018

Disoccupazione e felicità

Disoccupazione: una condizione che nella stragrande maggioranza dei casi viene percepita come negativa. Il disoccupato è spesso immaginato come una persona triste, costantemente angosciata, al limite della dignità umana. È un condizionamento così forte che spesso diventa davvero reale: la disoccupazione allora viene vissuta con sensi di colpa, ci si sente inutili o persino fannulloni. Ma essere senza lavoro deve per forza essere deleterio?

Personalmente, direi proprio di no. E sai perché? Perché da alcuni giorni, anche io vivo questa condizione, almeno di fatto. In teoria, sarei ancora proprietario della gelateria, ma al momento è chiusa e sto cercando un compratore, per poter così trovare i soldi per ripianare i vari debiti. Forse è una situazione ancor più difficile della disoccupazione: ma anche così, io non la soffro granché e riesco a stare bene con me stesso.

Nessuno di loro ha un lavoro, ma (quasi) tutti sono felici e
beati. Ah, quanto i gatti hanno da insegnare a noi umani!
Sì, ogni tanto qualche ansia mi viene, ma in generale non mi lamento. Di sicuro, sto molto meglio ora di quando, fino a qualche mese fa, gli stessi problemi erano meno gravi. E, ovviamente, il merito è del grande cambiamento di mentalità che ho affrontato in questo periodo, e di cui ho già parlato tante volte.

È stato proprio questo il modo in cui ho capito che, per quanto grossi possano essere, quasi tutti i problemi si possono risolvere. Ma per riuscirci nella maniera più fruttuosa, è importante lasciare da parte angosce e paure, che in questo caso sono particolarmente dannose. Ti impediscono di vedere le soluzioni migliori, di valutare la situazione con razionalità, e ti tolgono persino la voglia di impegnarti nel farlo: sono insomma un vero ostacolo, e non solo perché ti portano a soffrire.

Ma soprattutto, grazie al mio cambiamento ho capito un fatto fondamentale: anche se la società vorrebbe il contrario e io per lungo tempo mi ci sono identificato, io non sono il mio lavoro. E se il lavoro è andato male, tanto da aver dovuto chiudere definitivamente, questo non rende me un fallito, né sminuisce la bella persona che sono. Ne lo fanno gli errori, per quanto gravi, che ho compiuto: errare è umano e visto che quel che è stato non si può cambiare, è inutile starci a piangere sopra.

E così, sono arrivato a capire che il lavoro è (anzi, ormai è stato) solo una parte della mia vita. L'unica negativa, peraltro: sotto tanti altri punti di vista, sto bene e non ho grandi problemi. Specie poi considerando dal punto di vista letterario: la mia vita di scrittore sta procedendo alla grande, con un romanzo finito, un altro già iniziato e tanti racconti nel mezzo. E senza più lo stress né le perdite di tempo del lavoro, andrà pure meglio in futuro.

Tu a questo punto dirai: sì, ma poi senza soldi come fai? Giusta obiezione, senza dubbio. Ma ho già un paio di piani per il futuro: piani che mi consentiranno, in caso di riuscita, di raggiungere l'indipendenza economica, e senza nemmeno faticare troppo. E in generale, sono convinto che i soldi non siano un problema: ci sono tante alternative per guadagnarne, anche se la società non vuole che tu lo sappia. Perché se chiunque lo sapesse, poi vivresti con serenità la tua condizione, e nessuno vorrebbe più fare quei lavori schifosi in cui ti sfruttano nei peggiori modi (e che la gente si tiene stretti solo perché pensa che non ci siano alternative).

In generale, sono convinto che anche situazioni considerate negative come la disoccupazione vadano prese così, con serenità e leggerezza. In fondo, in questa condizione non c'è nulla di male a priori - piuttosto, si può ragionare di come il lavoro sia innaturale, che siamo l'unica razza animale che lo fa, ma è un altro discorso e magari ne parlerò un'altra volta. E se qualcuno pensa il contrario, beh che si fotta faccia gli affari propri: la vita è mia, e me la gestisco io!

La domanda: e tu riusciresti/riesci a essere felice anche da disoccupato?

10 commenti:

  1. Come disse qualcuno: "Se i soldi non danno la felicità, figuratevi la miseria!".
    E' vero che io non sono il mio lavoro, ma è pure vero che più vai avanti con gli anni e più le possibili finestre si chiudono e spesso non hai realmente scelta: spero che i tuoi piani B e C ti consentano di proseguire dandoti grandi soddisfazioni e...un po' di pecunia, che non guasta mai! :-)

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    1. Permettimi di non essere d'accordo: le porte che si chiudono sono solo mentali. Penso che chiunque possa fare qualsiasi cosa, a patto di studiarsela bene e di avere la volontà vera di farla. Ecco perché sono abbastanza convinto che, in un modo o nell'altro, i miei piani andranno in porto :D .

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  2. Ci sono interi periodi in cui sono disoccupato, ma in realtà non resto mai con le mani in mano: il segreto è questo :)
    In bocca al lupo per i tuoi piani alternativi :)

    Moz-

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    1. Figurati se rimango io con le mani in mano: tra blog e scrittura, ho comunque giornate pienissime :D !

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  3. Mi piace molto questo post, la vedo allo stesso modo (come penso immagini!). Noi non siamo il nostro lavoro, a meno che ovviamente tale occupazione corrisponda con le nostre passioni, ma mi pare sia un caso rarissimo. E anche in quel caso non dovremmo identificarci. La disoccupazione viene vista da tanti in modo angosciante sia perché non riescono a concepire di poter fare altro, sia ovviamente per l'ansia dei soldi. Il secondo è un problema decisamente più serio, il primo è solo una questione mentale. Ma a questo punto vorrei tanto scoprire la faccenda di come fare soldi senza sforzo... ho paura però che non ce lo rivelerai :(

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    1. Sono d'accordo su tutto. E sul "come fare soldi senza sforzo", in realtà posso darti un bell'indizio: prova a informarti sul mondo del "cryptomining". E' una via non facile che va studiata bene per essere sfruttata - come sto facendo io, infatti - ma trovando il giusto modo può portare a buoni risultati. E secondo me, è il futuro del lavoro :) .

      P.S. non sono sicuro, ma è possibile che tu abbia mancato il mio post del martedì scorso, quello su come scrivere un romanzo in 4 mesi. Non te lo dico come "spam", ma visto che quando l'ho anticipato mi sembravi super-interessata, te lo segnalo, se ti è sfuggito ^_^ .

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    2. Hai fatto bene a segnalarmelo, perché mi era davvero sfuggito. Purtroppo ultimamente il feed di blogger non funziona tanto bene (forse perché ho troppi blog registrati) e mi perdo parecchia roba. Forse mi converrà iscrivermi alla tua newsletter...
      Ora vado a leggere il post ;)

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    3. Iscriviti pure, anche se la mia non è una vera newsletter :D. Quella che c'è qua a lato è lo strumento standard di blogger, quindi se ti iscrivi ti dovrebbero arrivare le notifiche dei post via mail, e nulla di più. Anche se comunque è già qualcosa :) .

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