martedì 30 luglio 2019

Una situazione difficile (ma non disperata)

Nella comunicazione di qualche settimana fa, ho detto che avrei dedicato questa pausa estiva, come gli scorsi anni, a post più leggeri e brevi rispetto al solito. Il mio intento era proprio di fare questo; tuttavia, negli ultimi tempi per me è un po' più difficile essere leggero, almeno in relazione a come ci riuscivo in precedenza.

Succede non solo che alcuni sogni si sono infranti - come dicevo nello stesso post, quello di andare a vivere da solo con Monica è sorto e tramontato in poco tempo. Soprattutto, nonostante sia chiusa da oltre un anno, la gelateria non ha ancora finito di far sentire il suo effetto nefasto sulle nostre vite. Mi riferisco in particolare ai gravi problemi economici che continua a causarci.

Questo sono io, ora come ora!
Sono problemi di debiti che in teoria non dovremmo nemmeno avere. Ma siccome, come forse sai, lo stato italiano tutela più i truffatori che la gente onesta, ci tocca pagare comunque. Il che però è difficile, contando che io non ho reddito e nemmeno Monica, essendo lei in pausa dal lavoro.

Sia chiaro: dicendo questo non questo non voglio lamentarmi, piagnucolare sul fatto di quanto sono povero e di quanto sto vivendo in miseria. Potrei anche, visto che la situazione è proprio questa, certo non sto esagerando per attirare l'attenzione; tuttavia, preferisco non farlo. Anche perché non mi sento depresso per la situazione.

Ho un po' di angosce, questo sì: angosce che speravo fossero scomparse per sempre da quando ho cambiato mentalità, e che preferirei non avere. Ma non mi sento in colpa o abbattuto come uno potrebbe immaginare dovrebbe sentire un debitore. Del resto, come ho accennato questi debiti sono colpa delle persone che ci hanno mentito, rubato soldi, fatto mancare un aiuto che era dovuto (se ti pago per darmelo, lo è senza dubbio). Io invece quello che dovevo fare l'ho sempre fatto.

No, non sono triste, né mi sento un fallito: se non altro, se mi ci sentissi sarebbe una vittoria di questa società, che mira soltanto a schiacciarti, a soffocare la tua individualità, a farti sentire inadeguato. Piuttosto, mi sento arrabbiato: ma è una rabbia positiva, che mi spinge ad andare avanti, a risollevarmi. E io ho tutte le intenzioni di farlo, e di rendere pan per focaccia a chi mi ha fatto del male.

Purtroppo per quelli che hanno pensato di rivalersi con facilità su di me, contando sul fatto che sono un signor nessuno senza mezzi per reagire, io ho una memoria eccellente. Mi ricordo di ognuno di loro, quindi devono pregare che io quei mezzi non li abbia mai. Perché semmai li avrò - e io ritengo la cosa non certa, ma molto probabile - a finire sul lastrico come me ora saranno loro. Ho già i miei progetti per farlo accadere. Anche se ovviamente non ho intenzione di parlarne qui sul blog.

Ok, ora mi rendo conto di sembrare quasi un supercattivo da fumetti supereroistici, di quelli pazzi. Ma forse è così, forse lo sono davvero: dopotutto, in un paese in cui a pagare non sono quasi mai quelli che sbagliano ma i poveracci, uno spiccato senso della giustizia come il mio non può essere che una malattia mentale. Del resto, ce l'ho da quando ero bambino, e da allora mi ha fatto sempre soffrire, alla vista delle profonde ingiustizie con cui sono venuto a contatto e che ho subito, molto più spesso di quanto avrei voluto.

Ma ora non sto più male. Come ho ripetuto mille volte su Hand of Doom, ora so che davanti a un problema è inutile intristirsi o arrabbiarsi: l'unico modo è lavorare per risolverlo. Ecco perché, nonostante le angosce, resto positivo e vado avanti, con la consapevolezza che questo periodo di incertezza finirà, che mi rialzerò e la mia situazione potrà anche migliorare a livelli mai raggiunti prima. Non so quando, se tra due mesi o vent'anni, ma riuscirò a cavarmi da questo impiccio e a vivere la mia vita come voglio, prima o poi: di questo sono certo!

La domanda: oggi in realtà non ho nulla da chiedere. Ma se vuoi aggiungere qualche tua riflessione, sei il benvenuto.

6 commenti:

  1. Le difficoltà che una persona può incontrare sono tante, ma senza dubbio è il modo di reagire che fa la differenza. Chiunque lavori in proprio sopporta una quota di rischio non da poco. In bocca al lupo per tutto.

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    1. Hai centrato il punto: il modo di reagire non è importante, è l'unica cosa che conta (o quasi). Comunque, grazie per il tuo augurio ^_^ .

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  2. Spero che le vendette che hai in mente siano legali ! Per il resto sono con te e Monica

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    1. Tutto legale, ovvio. Altrimenti non ne avrei parlato qui :) .

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