martedì 15 marzo 2016

I crociati del web

L'ho già scritto nello scorso post: mi trovo attualmente in un periodo di forte nervosismo, che condiziona soprattutto le mie interazioni online. In particolare, mi irritano certi post che mi capita di trovare in giro e che reputo poco intelligenti. Di solito, quando leggo cose del genere passo avanti senza farmi problemi; solo in questi giorni mi agito quando capita. Eppure, neanche in questo periodo ho fatto nulla: odiando le polemiche, ho preferito vivere il mio nervosismo da solo che cominciare a litigare inutilmente con gli altri.

In rete, esistono persone che si comportano in maniera opposta alla mia. Invece di lasciar perdere, si impuntano e cominciano a discutere. A volte succede che riescano a essere così pacati da non innescare flame; più spesso però non hanno il giusto tatto per farlo, e si litiga. Alcuni apprezzano anche questo tipo di persone: se non altro sono più oneste di chi come me preferisce stare in silenzio e non affrontare i problemi. Anche io una volta ero così, come ho già raccontato una volta. Il risultato però è stato dannoso per me, per i miei rapporti umani e per gli altri, e ora non mi sognerei più di farlo.

Non sempre tutto il male viene per nuocere. Ogni tanto uno scontro frontale può essere liberatorio, e può anche portare, dopo essersi chiariti, a una migliore comprensione di una persona. Il brutto è che in molti casi non ci si ferma solo a questo: spesso anzi si fa molto di peggio che contestare un'idea. Ultimamente mi capita molto spesso di leggere, su alcuni blog, sfoghi di persone che non si limitano a criticare ciò che non piace loro. Spesso citando la famigerata frase di Umberto Eco sugli idioti da bar, negano che tutte le opinioni abbiano il diritto di essere espresse. Tutto ciò che è sbagliato nella loro opinione andrebbe bandito, non è nemmeno degno di esistere. È quasi come se si ritenessero illuminati e volessero lanciare una crociata informatica verso gli altri, "rei" semplicemente di avere semplicemente idee impopolari, o almeno diverse dalle loro.

Molte volte condivido anche l'obiettivo di queste battaglie, visto che di norma io e queste persone siamo contrari alle stesse idee. Tuttavia, non posso condividere la sostanza del loro pensiero. Io, purtroppo per me, sono convinto che la libertà di espressione sia una di quelle fondamentali da garantire a ognuno. Se lo si fa, sicuramente c'è un bel costo da pagare: la possibilità che venga usata per esprimere idee che non ci piacciono. Ma questo è il male minore, a mio avviso: di sicuro sarebbe peggio usare uno strumento come la censura, per eliminare opinioni ritenute stupide o semplicemente non valide. Come altri hanno idee che non ci piacciono, così le nostre idee potrebbero non piacere a qualcun altro: che fare se questo è colui che decide le idee non valide? Si verrebbe a creare una situazione in cui chiunque può essere censurato: una situazione più degna di una dittatura che di una democrazia. Certo, anche la libertà di espressione ha dei limiti: per esempio, non la si dovrebbe usare per diffondere bufale (che però non credo siano opinioni, quanto più di falsità comprovate) o idee che possono recare danno a qualcun'altro. Per il resto, però, se un'idea è semplicemente idiota ai nostri occhi, perché invocare una censura su di essa?

Se fin'ora il discorso è stato astratto (forse non ci avete capito niente - nel caso, faccio mea culpa), vorrei fare un esempio concreto. Forse saprete che tra molte giovani lettrici amano particolarmente la saga di Twilight di Stephenie Meyer. Allo stesso modo, sarete a conoscenza dell'opinione negativa che molti fan del genere fantasy hanno di quest'opera. Per inciso, io non l'ho letta, non mi posso sbilanciare in un giudizio; dalle recensioni e dalle opinioni lette in giro, però, sono abbastanza sicuro che anche a me non piacerebbe. Ma nel caso l'avessi fatto e l'avessi trovato la serie più abietta mai concepita, non sarei comunque qui a fare crociate, come alcuni farebbero. Di sicuro scriverei le mie idee negative in proposito; di sicuro però non criticherei direttamente le fan della saga. Che mi dovrebbe importare se a qualcuno piace? E anche se mi importasse, cosa cambierebbe bollare come "stupide" tutte quelle persone? Mi arriverebbe qualche applauso e qualche critica, ma di sicuro non cambierei le opinioni di qualcuno. Eppure ci sono anche blogger che direbbero a quelle ragazze di tacere, perché non capiscono nulla. Ragazze immature e senza esperienza, che sarebbero cresciute e un giorno avrebbero scoperto romanzi più apprezzabili, ma che magari si allontaneranno dalla letteratura dopo questa brutta esperienza.

Io, sinceramente, non so se mi spaventi di più la stupidità di certa gente o chi propone misure drastiche per impedire a quella stupidità di esprimersi. Sembrano posizioni radicalmente diverse, ma in fondo sono simili: sono entrambe idee dannose, che quando degenerano creano dei veri e propri mostri - lo dimostra se non altro la storia del novecento. Se quindi vi ritenete più intelligenti di chi pubblica stupidaggini sul web, dimostratelo. Spiegate perché si sbagliano, criticate con la ragione le loro idee, ma non mettetevi ad attaccare la libertà d'espressione di cui voi stessi state beneficiando. Non sarete meglio di quelli che criticate, in quel caso.

La domanda: vi è mai capitato di avere a che fare con un "crociato del web"?

4 commenti:

  1. La libertà di espressione è sacrosanta. Quando Eco attacca una certa massa di persone che popolano i social, credo si riferisca a quelle che giudicano senza argomentare, quelli che danno giudizi anche violenti e superficiali. Se dico che quello scrittore è un fesso perché è un fesso, quel gruppo rock fa vomitare, quell'attrice è una raccomandata, e in mille mi vengono dietro con comm noti simili che comunque fanno massa e orientano le discussioni perché tutti sono d'accordo, non è valorizzare il web, è parlare al bar.

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    1. Ti do ragione su tutto. Anche io non sopporto il tipo di commenti superficiali che dici tu, e di sicuro non volevo difenderli. Semplicemente, credo che per quanto non mi (ci) piaccia, anche loro purtroppo hanno il diritto di esprimersi, e che la libertà d'opinione sia il male minore. Per il resto però sono d'accordo che le chiacchiere stupide da bar tali sono, e di sicuro non arricchiscono nessuno :) .

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  2. Sono per la libertà di espressione anch'io, ma anche per l'opportunità di dire una determinata cosa, perché ci sono volte in cui è meglio rimanere in silenzio: essere liberi di esprimersi significa non sentirsi vincolati nel dire ciò che si pensa, ma è importante capire quando è quanto possa essere utile dirla. Certe volte serve solo ad aizzare polemiche: dove non c'è intenzione di dialogo, non c'è nemmeno necessità di dare un'opinione.

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    1. Sicuramente, spesso è meglio non scrivere (o parlare), se si vuole evitare una figura pessima oppure un litigio. Purtroppo però la libertà di espressione è anche la libertà di fare figuracce e di aggredire una persona, almeno nei limiti - mettere in giro falsità su qualcuno o tormentare una persona debole non sono libertà di espressione, sono rispettivamente diffamazione e bullismo :) .

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