venerdì 1 luglio 2016

Ansia da concorso

Come vi ho già raccontato in "Un tour de force di scrittura", nella prima metà di giugno ho completato un racconto, con l'intenzione di partecipare al concorso Macchina Zero. Mi sono riservato la seconda metà del mese per rivederlo, e  in effetti questo ho fatto nelle scorse settimane. Infine, mercoledì scorso, ho inviato il racconto agli organizzatori del concorso, con ben un giorno di anticipo rispetto alla chiusura della finestra temporale il trenta giugno - anche se poi proprio quel giorno è stato annunciata una proroga (a saperlo prima!) fino al quindici agosto.

Tuttavia, quando c'è stato da inviare il racconto, ho incontrato alcuni problemi. Non di carattere tecnico, ovviamente: parlo di problemi ben più privati e personali. Per farla breve, nelle ore precedenti all'invio ho provato un'agitazione fortissima, rara anche per me, che pure non sono mai del tutto tranquillo. Sono stato quasi sul punto di lasciar perdere tutto, di non mandare più il racconto; ci sono riuscito solo grazie a uno sforzo di volontà.

Ebbene si. il personaggio di Inside Out in cui
mi rivedo di più è proprio Paura (anche se pure
Tristezza e Rabbia mi rappresentano bene)
Sono stati tanti i pensieri che mi hanno attraversato di quei momenti. Mi sono chiesto: il mio racconto piacerà? Sarà all'altezza della situazione, dal punto di vista stilistico, della storia, delle richieste del bando? E soprattutto: sarà degno non dico di vincere, ma di avere almeno qualche chance di difendersi contro i migliori? Tutte queste domande mi hanno fatto mettere in dubbio la validità del mio lavoro, sia in fase di scrittura che di revisione. Eppure, fino al giorno precedente, ero abbastanza convinto della sua qualità. Ho perso molta fiducia nel finale, per poi recuperarla in parte una volta passato un giorno intero.

Sicuramente, la causa di tutto ciò è la mia stessa essenza di persona ansiosa e insicura. Tendo ad angosciarmi per qualsiasi cosa succeda; per quanto riguarda ciò che mi sta più a cuore, è ancora peggio. Se si parla di letteratura, poi, mi basta pochissimo per andare fuori di testa. Non sono mai sicuro, di nulla di quello che scrivo - non solo racconti, parlo anche degli articoli qui sul blog. Quindi, per me, inviare un racconto per una valutazione altrui o addirittura per un concorso è sempre un piccolo trauma. E visto che Macchina Zero è un contest relativamente importante, stavolta è andata anche peggio.

L'ho già detto altre volte: non è bello (né facile) essere me. E mi chiedo se anche ad altri scrittori capiti di vivere situazioni simili, quando si trovano nella posizione di essere giudicati. Quel che è certo è che vorrei far di tutto per stare più calmo, per avere più sicurezza nei miei mezzi. Al momento però non vedo una strada per riuscirci. Eh, che bello sarebbe non avere più tutte queste ansie!

La domanda: vivi anche tu queste stesse esperienze, quando si tratta di far valutare un tuo testo?

4 commenti:

  1. Naturalmente! Ma poi mi dico che "se non lo fai non lo saprai mai"...e questo sistema ogni cosa!
    Una volta premuto il tasto di invio con l'allegato è fatta, nel bene e nel male.
    Ma non si dica mai che non ho tentato!

    ciao!

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    1. Buon per te che quando hai inviato è finito tutto. Io invece mi chiedo: gli sarà arrivato il racconto? Se non mi rispondono vuol dire che non gli è arrivato? E se gli scrivo per chiedere se è arrivato? E se invece gli dà fastidio il sollecito? Sono giorni che sto così, più o meno :D . Come ho già detto, non è bello essere me :D .

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  2. Credo che sia normale essere agitato, soprattutto se non sei un habitué dei concorsi. Se continui a partecipare, poi l'agitazione si trasforma in frizzante attesa. ;)

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    1. In realtà, è un po' che partecipo a concorsi, e ti dirò: una volta era meglio, stavo più tranquillo. Adesso invece la tensione è terribile. Sarà perché continuo a partecipare e non vinco mai, e ogni volta che succede la mia autostima si abbassa di un altro gradino, mentre sale la voglia di "appendere la penna al chiodo". Sta di fatto che io non vivo per niente bene i concorsi, e col tempo la cosa non è affatto migliorata :D .

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