mercoledì 28 maggio 2014

26

Oggi con tutto quello che ho avuto da fare quasi me ne scordavo, ma sono ancora in tempo per un ora. Con oggi sono 26 anni. Troppi, davvero troppo, sto veramente diventando troppo vecchio :D .

martedì 20 maggio 2014

L'irrazionalità del "grillismo"

C'è una cosa che, man mano che si avvicinano le elezioni europee, mi allarma: l'incoscienza, l'irrazionalità e l'ignoranza sempre più intense e fanatiche che vedo in chi si propone come sostenitore di Beppe Grillo e del Movimento a 5 Stelle. Per me è veramente assurdo ed inconcepibile, infatti, di come dei messaggi terribili, pieni di odio, ma anche semplici concetti non atroci ma soltanto idioti siano recepiti tranquillamente da persone in apparenza anche intelligenti, ed anzi esaltate come qualcosa di assolutamente giusto e razionale, e venga invece "redarguito" (usiamo questa parola, va) chi invece giustamente critica o si indigna davanti alle parole forti del leader e degli esponenti del Movimento.

Tralasciando paragoni scomodi con dittatori e "lupare bianche", ecco un esempio secondo me abbastanza calzante di questo fatto: Grillo continua a dire che se il Movimento a 5 Stelle vincerà le elezioni europee, Renzi dovrà dimettersi e si formerà un governo guidato proprio dal suo partito. Non succederà mai, ma ammettiamo che accada: come pensa di farlo funzionare, questo governo? Ci sono due cose (o almeno quelle legali sono solo due) che può fare:
- potrebbe cercare consensi all'interno del parlamento, per formare una maggioranza: del resto la politica è soprattutto questo, la ricerca di un compromesso. Un alleanza col PD, almeno su alcuni punti, sembra fattibile (meno con Forza Italia, ma non si può mai dire); tuttavia, potrebbe veramente il partito di Grillo, che vive da anni sull'antipolitica, formare una coalizione con qualcuno di questi, che fino a qualche giorno prima è stato avversato tanto, col conseguente danno d'immagine? Teoricamente anche si, visto che sempre in linea di principio il M5S serve solo il paese e non ha altro interesse, ma visti i precedenti mi pare alquanto improbabile. Un'altra strada sarebbe cercare una coalizione che comprenda tutti i partiti minori ed escluda solo PD e FI, ma sarebbe poi impossibile governare (credo proprio che una maggioranza che vada dalla Lega a Sinistra Ecologia e Liberta passando per i partiti di Monti ed Alfano imploderebbe in meno di un secondo); e, a parte questo, non si riuscirebbe comunque a raggiungere la maggioranza, né al Senato (senza PD e FI ci sono 153 parlamentari, dove la maggioranza è 161) né tantomeno alla Camera  (servono 316 voti per avere la maggioranza, e senza i due partiti suddetti ce ne sono appena 269).
- potrebbe non cercare alcuna maggioranza, e presentare un governo in solitaria, il che però significa, prima di poter nascere effettivamente come governo, di dover passare per la fiducia del parlamento. Ovviamente questa non avrà mai luogo: solo i membri del M5S voterebbero la fiducia, con numeri ovviamente di molto insufficienti a garantire al governo una maggioranza, ed il governo morirebbe prima ancora di nascere.
Se non impossibile, insomma, un governo a Cinque Stelle sembra quantomeno improbabile, eppure gran parte dei suoi sostenitori sembra convinto del contrario, ed anzi è disposto a credere che dopo queste elezioni  (che ovviamente non cambieranno una virgola della situazione politica italiana, ma solo di quella europea) la "vecchia politica" verrà definitivamente accantonata. Come è possibile?

E qui torniamo appunto al punto di partenza: è possibile perché non abbiamo altro che un mix letale ignoranza e fanatismo. Non è di questo che abbiamo bisogno per diventare un grande paese: abbiamo necessità al contrario di puntare sulla razionalità e sulla cultura, e soprattutto di smettere di ascoltare tutta questa genere che urla (e non parlo solo di Grillo, che è solo il caso più eclatante, ma di gran parte dei nostrani politici) e cominciare a pensare con la propria testa. Spero quindi che succeda, in un futuro si spera il più presto possibile, che i grillini (che non ritengo stupidi, ben inteso, solo ingenui e mal guidati) possano capire dell'assurdità di quanto sta accadendo e fare marcia indietro. Sveglia! (cit.)

P.S. probabilmente il post necessitava di un maggior approfondimento, ma il tempo è quello che è, quindi scusate se è forse troppo stringato.

martedì 6 maggio 2014

Giorni di gloria

In queste ultime settimane, ho avuto così tanto da fare per la gelateria che non ho avuto molto tempo per fare altro: ecco perché ho latitato, anche e soprattutto qui, su queste pagine. Come vi avevo promesso, però, avrei comunque postato un nuovo racconto e adesso il momento è giunto: eccolo qui a voi. Anche questo racconto è stato scritto per un contest in un forum, come tanti altri, anche se rispetto agli ultimi è più lungo; è inoltre un racconto abbastanza classico per il mio genere di scrittura. Senza anticiparvi di più, vi lascio direttamente al racconto, con l'unica speranza che vi piaccia!

Giorni di gloria

“Oggi sarà il mio giorno di gloria” pensò Odan Orius, guardando il suo gemello Todan quasi con sfida mentre il gruppo di caccia avanzava lungo la strada. Erano nati nello stesso momento, loro due, ma non potevano essere più diversi: tanto suo fratello era alto e di bell’aspetto, quanto lui era basso e brutto. A causargli i problemi maggiori però era come ciò si ripercuoteva nel rapporto con la sua famiglia: mentre Todan era stimato, tanto da esser stato portato a cacciare già a quindici anni, Odan veniva sempre per secondo, ed aveva dovuto aspettare la maturità per poterlo fare. Il giorno che aveva tanto atteso era però arrivato: si era per la prima volta unito al gruppo di caccia capeggiato da suo padre Wodan.
“Ti dimostrerò che sono io il migliore, padre, nonostante tutto” si disse tra se il giovane, prima di tornare a concentrarsi sulla strada.

Dopo un’ora di cammino, il gruppo si fermò. Si trovavano al limitare di un bosco di bassi alberi e davanti a loro si apriva una vasta pianura erbosa, dove un ampio branco di Ensen pascolava placidamente insieme a qualche grosso Rinok.
«Quello laggiù andrà benissimo.» disse Wodan Orius, indicando un piccolo Ensen dall’aspetto malaticcio. Odan capì subito che la scelta era stata fatta per favorirlo: se non fosse stato il suo esordio come cacciatore, forse ne avrebbero attaccato uno più grande, o avrebbero addirittura affrontato il rischio delle corna del Rinok; stavolta non contava la quantità di carne, ma solo fargli fare esperienza.
“Dimostrerò il mio valore anche se la preda è facile” si esaltò il giovane, mentre il gruppo, acquattato nell’erba alta, si avvicinava di soppiatto. Erano quasi nelle vicinanze della preda scelta, quando dal bosco alle loro spalle venne un forte rumore, come di un grosso ramo che si spezzava. Gli Ansen alzarono la testa, ed in un attimo si misero a correre, mentre dall’intrico degli alberi, ruggendo, si precipitava fuori un Drago di Terra, la bocca aperta che lasciava vedere i terribili denti.
«Via! Via!» gridò Wodan Orius a pieni polmoni, e in un attimo il gruppo di caccia si disperse in tutte le direzioni; Odan tuttavia rimase in piedi immobile dov’era, spinto da una forza arcana dentro se, venuta da chissà dove. Il Drago lo avvistò, e subito cominciò ad avvicinarsi con fare minaccioso: in brevissimo, gli fu addosso.
“Ora!” pensò il giovane, e si mosse fulmineo proprio un attimo prima che le fauci si chiudessero dove si trovava; quindi, con un repentino scatto, si volse all’indietro, scagliando una freccia dritta nell’occhio del mostro. Il Drago ululò rialzando la testa, poi si girò, cercando di inquadrare il suo nemico con l’unico occhio rimastogli.
“Proprio ciò che volevo!” pensò Odan lasciando partire la seconda freccia, che ancora colpì in pieno l’obiettivo, facendolo nuovamente ruggire di dolore.
«Ehi, enorme idiota! Sono qui, perché non vieni a prendermi!» gridò il giovane al gigantesco animale accecato, che subito si buttò rabbiosamente al suo inseguimento, seguendo la voce che continuava a stuzzicarlo. Odan lo condusse fino al limitare della foresta, dove cominciò a zigzagare tra gli alberi; in breve, il Drago si scontrò contro un tronco, e cadde a terra pesantemente. Il giovane gli fu allora subito sopra, e lo colpì violentemente con l’ascia alla gola ed alla testa, ferendolo finché non smise di muoversi: solo allora uscì dalla sorta di trance in cui era piombato, e la prima cosa che udì furono le urla entusiaste dei suoi compagni, che tutto attorno lo applaudivano ed acclamavano con vigore.
“Ora non sarò più secondo né a Todan né a nessun’altro” pensò il giovane, esultante.

Il gruppo tornò al villaggio proprio mentre il Sole tramontava dietro la montagna sovrastante. Quando la gente vide la testa del Drago caricata su uno dei carri, lo stupore fu grande: la notizia si diffuse rapidamente, e la piazza dove la carovana si era fermata si riempì velocemente di una folla festante.
«Silenzio, stolti! » fece ad un tratto una voce, tanto alta da sovrastare il vociare. Il silenzio calò, mentre Tharen Gomier, lo sciamano del villaggio, avanzava, esprimendosi ancora a voce alta:
«La cattura di questo Drago è un sacrilegio nei confronti degli dei, e voi non dovreste celebrarla! Tornate alle vostre case, se non volete che la morte cali su di voi stasera stessa!»
“Non hai mai azzeccato una profezia in vita tua, come pretendi che ti crediamo?” pensò Odan, imitato dai suoi concittadini che cominciarono a ridere ed a sbeffeggiare lo stregone a gran voce.
«Fate come volete!» urlò Gomier arrabbiato, abbandonando la piazza. La festa proseguì ancora a lungo nonostante il freddo sopraggiunto col tramonto, facendosi sempre più animata e rumorosa. La carne del Drago era cotta, ed Odan stava per prenderne la prima fetta, quando sentì un lieve rumore sopra di se.
“Cos’è?” si chiese, ma guardandosi attorno vide che nessuno se ne era accorto.
“Me lo sarò immaginato” pensò, ma dopo qualche secondo né avverti un altro. Ne arrivò poi un altro ancora, sempre più forte finché un possente schianto zittì la folla, che si volse allora a guardare verso l’alto, proprio dove la montagna aveva improvvisamente cominciato a precipitare a valle. Per un momento il tempo sembrò fermarsi, poi il panico colse la gente, che cominciò a fuggire in tutte le direzioni; Odan tuttavia rimase fermo.
“E’ troppo veloce, scappare è inutile” realizzò, mentre per la paura le piume gli si arruffavano dalla testa alla punta della coda; poi il fronte della frana lo raggiunse, ed il suo mondo sprofondò nell’oblio.

“Oggi sarà il mio giorno di gloria” pensò il paleontologo Malcolm Yard guardando la folla di giornalisti raccolta nella sala conferenze. Erano tutti lì per lui, per quella sua scoperta epocale che avrebbe rivoluzionato totalmente la visione umana della storia del mondo.
“Altro che l’Archaeopteryx!” si disse compiaciuto, proprio mentre il suo collega Kyle Jansen concludeva il suo intervento introduttivo:
«… senza ulteriore indugio, passo quindi la parola allo scopritore. Signore e signori, il professor Malcolm Yard!»
Il paleontologo si alzò, e dopo che il breve applauso fu terminato, attaccò col discorso:
«Grazie mille, Kyle. La maggior parte delle persone tende a pensare ai dinosauri come ai grandi e mansueti giganti erbivori e ai letali carnivori, grandi come il Tirannosauro o piccoli come i Velociraptor che siano; in realtà però questo gruppo di rettili presentava una grande varietà di forme. Una di queste, sconosciuta se non ad esperti ed appassionati, era il Troodon, un piccolo dinosauro carnivoro parente dei Raptor, anche se rispetto a questi ultimi presentava una struttura fisica più particolare: possedeva mani parzialmente prensili, occhi posizionati frontalmente e soprattutto una scatola cranica molto grande in proporzione. Per queste sue caratteristiche, sono stati molti nella storia i paleontologi che hanno fantasticato sul Troodon, immaginando che una sua possibile evoluzione potesse diventare qualcosa di simile ad un “rettile umanoide”; era questo tuttavia più un gioco intellettuale che altro, anche perché di questa evoluzione non era mai stata trovata nessuna prova. O almeno, ciò era vero fin’ora: il mio team ha infatti scoperto, nel corso dei tre anni di scavi intrapresi nei dintorni di Belt, Montana, una nuova specie di dinosauro, che abbiamo battezzato “Homodon”. E’ un evoluzione del Troodon che ne presenta intatte alcune caratteristiche, come la lunga coda e le poderose zampe posteriori, ma ne ha altre ancor più vicine all’Homo Sapiens, come le mani del tutto simili alle nostre, se si eccettuano gli artigli appuntiti, un muso più schiacciato ed una capacità cranica praticamente pari alla nostra. Già di per se, questa scoperta sarebbe di grandissimo spessore, ma c’è un particolare che la porta ad un livello superiore: insieme a vari esemplari della specie abbiamo infatti rinvenuto questo.»
Il paleontologo prese un telecomandino e schiacciò un pulsante: le luci si abbassarono, e subito dopo sullo schermo bianco alle sue spalle comparve un’immagine. Un intenso brusio invase la sala per alcuni secondi, poi Yard riprese:
«Ebbene si, è proprio ciò che sembra: gli scheletri fossili sono sparsi tra i resti di un vero e proprio insediamento. Eravamo scettici anche noi, in principio, sul fatto che l’abitato fosse correlato proprio coi dinosauri, ma la datazione con gli isotopi radioattivi non mente, e la verifica incrociata con etnologi, storici e paleoantropologi ci ha confermato che questo tipo di costruzioni non appartiene né agli indiani né tantomeno a qualsiasi altra cultura nota. Insomma, non è una burla e non è un’improbabile sovrapposizione di strati geologici: gli Homodon avevano una civiltà, forse primitiva ma pur sempre una civiltà, il che cambia per sempre la nostra concezione dell’unicità umana. Ad ogni modo, era una società di cacciatori-raccoglitori, avevano probabilmente una lingua ed erano sufficientemente intelligenti da adottare strategie di caccia complesse: insieme ai loro resti abbiamo trovato difatti addirittura quelli smembrati di un Tirannosauro. Questa è, insomma, la prima civiltà aliena a quella umana, ed il bello è che non l’abbiamo trovata su qualche pianeta lontano ma proprio qui, sulla Terra: è proprio questa l’eccezionalità della scoperta. Detto questo, passerei a parlare dei dettagli di quanto rinvenuto, ma se avete qualche domanda, preferirei prima ascoltarla.»
Molte mani si levarono nell’aria, e un fitto vociare riempì la sala.
“Ho proprio colto nel segno!” gioì tra se Yard mentre cominciava a rispondere, senza rendersi conto che una delle sue affermazioni non era corretta. Nessuno avrebbe mai saputo che il Tirannosauro, o meglio il Drago di Terra, era stato ucciso da Odan l’Homodon, nessuno avrebbe conosciuto la sua impresa solitaria: ma per lui era lo stesso giunto un secondo giorno di gloria, come parte di una scoperta fondamentale di un’altra razza intelligente, vissuta ben sessantacinque milioni di anni dopo.

giovedì 24 aprile 2014

Tentazioni della Gola

Come già vi avevo preannunciato qualche settimana fa (precisamente con questo post), io e Monica stiamo aprendo una gelateria/pasticceria: si chiamerà "Tentazioni della Gola", e l'inaugurazione è prevista per il prossimo 10 maggio. Visto che questo non è un blog di pubblicità, e non voglio fare una "marchetta", trovate tutte le informazioni che potete desiderare sul blog ufficiale del locale o sulla sua pagina Facebook; non siete obbligati a fare nulla, ma ogni forma di supporto sarà ben gradita, perciò vi ringrazio in anticipo se riuscirete anche solo a venire a prendere un gelato da noi!

Scusate in ogni caso per questo post solo promozionale: vi prometto che per farmi perdonare, a breve arriverà un nuovo racconto!

sabato 19 aprile 2014

La trilogia di "Hunger Games", di Suzanne Collins

Qualche settimana fa, ho letto tutti e tre i libri di Hunger Games, uno di fila all'altro; invece di fare il solito articolo su un libro solo, stavolta ho quindi deciso di farne solo uno per tutti e tre.

Glisserò sulla trama, a differenza delle altre volte: analizzando una saga comunque non breve e piena di particolari, la sintesi verrebbe troppo lunga (ci ho provato, ed è effettivamente così). Qualche accenno sull'ambientazione però ci vuole: la trilogia è ambientata in un futuro post apocalittico dove gli Stati Uniti sono stati sostituiti dalla nazione di Panem, che è divisa nei suoi dodici settori ed ha come governante la centrale Capital City; quest'ultima organizza anche gli Hunger Games, reality show che ricordano la profonda sconfitta dei settori contro di essa e servono a catalizzare l'attenzione, distraendo la gente dalla povertà e dalla mancanza di libertà. Gli Hunger Games funzionano così: ogni settore fornisce due persone, i "tributi", per i giochi (la protagonista, Katniss Everdeen, è proprio un tributo del settore 12), i quali poi nell'arena in cui il tutto si svolge si uccideranno a vicenda, finché non ne rimarrà uno solo. L'ambientazione è insomma suggestiva e particolare, di fantascienza distopica, qualcosa perciò di molto in linea con i miei gusti, come potete ben capire.

Il particolare che più salta agli occhi dei romanzi, è però lo stile della Collins. Tutti e tre i libri sono infatti narrati in prima persona da Katniss, per giunta al tempo presente ("io faccio questo", per intenderci), il che all'inizio mi ha un po' spiazzato; una volta fattoci il callo, però, i libri scorrono molto velocemente, visto che sono comunque scritti con uno stile basilare, leggibile da chiunque. Questo stile è messo al servizio di una trama, ben congegnata e con poche contraddizioni logiche, il cui punto di forza è il suo essere apparentemente semplice ma in realtà molto dettagliata, oltre che realistica: ecco quindi che la protagonista negli Hunger Games non deve solo combattere con gli altri, ma è importante anche l'approvvigionamento di cibo e di acqua. Dall'altra parte, la saga ha anche qualche difetto: forse la Collins è un po' ingenua in certi frangenti, e forse nel terzo libro (che nonostante ciò è il mio preferito dei tre) a volte sembra pure un po' frettolosa, ansiosa di terminare; tutto ciò a mio avviso non compromette tuttavia il valore dell'opera, non troppo, almeno.

La trilogia di Hunger Games non è un capolavoro della letteratura, o qualcosa di memorabile, insomma; è però una buona e veloce lettura di fantascienza, ambientata in un mondo affascinante e che risulta non solo interessante ma anche lontano cento miglia dagli altri "casi letterari per ragazzi" che a volte gli vengono accostati (niente a che vedere con Twilight, insomma). Se volete una lettura sci-fi godibile, senza alti contenuti letterari, insomma essa fa proprio al caso vostro!

venerdì 4 aprile 2014

Rabbia e delusione

In questi ultimi giorni, mi sto veramente chiedendo se non sia il caso di chiudere Heavy Metal Heaven. Alla fine sono certo che non lo farò, mi sto però semplicemente chiedendo se non sarebbe la cosa migliore per me. Ultimamente, infatti, anche quel poco di riconoscimento non ci viene dato più; i gruppi condividono tutte le recensioni (magari anche con voti minori!) tranne le nostre nei loro canali social, e più in generale il menefreghismo sembra sempre più in aumento.

L'apice si è toccato, comunque sia, in un concerto importante di Roma, nel quale abbiamo fatto volantinaggio a favore del sito, cosa su cui contavamo ma che è stata una totale delusione. Abbiamo infatti distribuito più di un centinaio di volantini, ed io non mi aspettavo certo cento "like" in più, ma almeno qualcuno, invece nemmeno uno ne è arrivato. Addirittura nemmeno il blog ha ricevuto una sola visita in più del normale (anzi, il giorno dopo il concerto abbiamo avuto persino meno visite della nostra media giornaliera), e a questo punto sembra quasi che nessuno li abbia nemmeno guardati, che siano finiti tutti nella spazzatura, cosa che ha quasi del sovrannaturale (che alcuni lo buttino via è possibile ed anche probabile, ma che proprio tutti, nessuno escluso, lo faccia, è una coincidenza che ha meno probabilità di accadere di essere colpiti da un asteroide). Non erano nemmeno pochi i volantini, tra l'altro, almeno in maniera relativa: ad un altro concerto di qualche mese fa ne abbiamo distribuiti tantissimi di meno, eppure quattro o cinque fan allora li avevamo guadagnati

Tutto ciò mi disturba abbastanza, come potete ben immaginare. Cosa c'è di sbagliato in Heavy Metal Heaven? E perché sta succedendo tutto questo negli ultimi mesi, in cui praticamente nulla è cambiato? Sinceramente non riesco a spiegarmelo, l'unica cosa che so è che la faccenda mi fa particolarmente arrabbiare. Sto provando a tutti i costi ad essere calmo, ma non riesco proprio a non essere infastidito se le band, per cui lavoro (perché di vero e proprio lavoro si tratta, quei cinque giorni in cui scrivo e correggo la recensione nonché gli approfonditi ascolti delle settimane precedenti), senza la minima retribuzione per giunta, non mi danno nemmeno la soddisfazione di farmi quel minimo di pubblicità che mi merito, e se nessun fan collabora o addirittura dimostra disprezzo, per ragioni che come appena scritto non riesco proprio a comprendere. Continuerò con ogni probabilità, comunque, a tenere aperto il sito, come già detto, perché dopotutto in gran parte ci scrivo per me stesso; solo, non chiedetemi di non essere arrabbiato e deluso, perché mi pare di averne tutti i motivi. Scusate lo sfogo e la tarda ora, in ogni caso.

sabato 29 marzo 2014

Guerra per il territorio

In questi mesi sono stato molto, molto prolifico: ecco perciò il quarto racconto in tre mesi (quinto se contiamo anche quello che ho inviato al concorso), non male se pensate che l'anno scorso ne ho postate solo tre in totale. E' in ogni caso un altro racconto per un contest su un forum, perciò è piuttosto breve, ed è anche "impegnato", avendo un messaggio anche importante (sarà colpa del titolo, preso in prestito dalla molto impegnata band metal Sepultura): bisognerebbe lottare uniti per le cose importanti, ed è idiota invece litigare tra noi per delle sciocchezze. Nonostante tutte queste stranezze, è anche un racconto di fantascienza come mio solito; per il resto, spero solo, come sempre, che vi piaccia.

Guerra per il territorio

Il nulla era ovunque, quel giorno. Era nell’aria, dove niente riusciva a rompere il silenzio assoluto che avevo attorno. Era a terra, dove non vi era alcun movimento, ma solo membra, sangue e corpi grotteschi sparsi ovunque. Ma era anche dentro me, nel mio cuore, che lungi dalla gioia per la vittoria era colmo solo di una stanchezza infinita. Mi sembravano passati anni, eppure tutto era cominciato solo qualche ora prima.

Voi della Metropoli non sapete molto di quella che chiamate discarica e su cui fate piovere rifiuti dall’alto dei vostri bei hovercraft della nettezza. Per noi che invece la chiamiamo casa, la protezione del territorio era però di importanza vitale: essendo il vostro prezioso Ordine inesistente qui, solo in questo modo noi potevamo evitare che la nostra società degenerasse nella barbarie. Mentre voi la domenica potete quindi dormire fino a tardi al sicuro delle vostre case, quella mattina uggiosa di fine marzo io ed i miei Polaris l’avevamo passata a pattugliare la nostra zona, a caccia di criminali e di spie delle bande rivali. Ad un certo punto, saranno state le dieci, ci ritrovammo sul confine orientale del nostro territorio: era una via stretta, circondata da palazzine e senza quasi sbocchi laterali.
«C’è qualcosa di strano» affermò Marc, il mio migliore amico nonché secondo in comando della banda. Era vero, notai: la strada, solitamente trafficata, era quasi deserta, e il silenzio regnava.
«Guardate là!» urlò improvvisamente mio fratello José, indicando il tetto di un piccolo edificio di lamiera al lato della strada: ci girammo tutti, e vedemmo un gran numero di persone che si alzava, il fucile a taglio laser spianato e la casacca che li identificava come membri della band nemica Orion.
“Oh” fu l’unica cosa che riuscii a dire prima che l’inferno si scatenasse su di noi. Per qualche momento non riuscii a muovermi, non tanto per lo spavento quanto per la sorpresa: se gli Orion avevano pianificato di coglierci impreparati, gli era riuscito perfettamente. Poi, però, vidi il colpo di un nemico partire, allargarsi come al rallentatore, e poi centrare Marc; lo prese proprio a metà del corpo, e subito lui iniziò a cadere a terra, mentre la sua parte sinistra si divideva da quella destra in un’esplosione rossa.
«No!» urlai riscuotendomi, e cominciai a fare fuoco.

Non ricordo nulla poi, è come se avessi perso conoscenza per qualche minuto; quando rinvenni, mi ritrovai al riparo dei colpi che continuavano a piovere sopra di noi, dietro a dei grossi fusti di metallo.
«Cos’è successo?» chiesi a José, che era nei pressi.
«Hai iniziato a sparare all’impazzata e ne hai ucciso qualcuno. Ti hanno preso di mira, ma sono riuscito a trascinarti qui dietro prima che ti colpissero» rispose in tono sofferente; solo allora mi accorsi che perdeva copiosamente sangue da sotto un’ascella, seppur tentasse di nasconderlo.
«Cos’hai fatto?» mi angosciai.
«Non è nulla, non ti preoccupare»
Intanto i nostri nemici continuavano a sparare contro i fusti: sapevano certo di non poterli distruggere coi laser, ma proseguivano comunque, contando di farci uscire allo scoperto per sfinimento.
«Andrés, ricordi quando ti parlai della devotio?» fece José ad un tratto.
Me ne ricordavo, si, di questa pratica in voga presso gli Antichi Romani in cui un generale si gettava tra gli avversari sacrificandosi per far ritrovare nuovo vigore ai suoi soldati.
«Non se ne parla assolutamente!» replicai, avendo capito dove voleva andare a parare.
«Non c’è altra scelta, abbiamo subito troppe perdite e nessuno ci aiuterà. Possiamo vincere solo così!»
«Se è l’unico modo, allora lo farò io, il capobanda. Fermati!» gli urlai, ma non ci fu nulla da fare. Lui senza preavviso si alzò di scatto, ed evitando il mio tentativo di afferrarlo cominciò a correre in avanti, iniziando a sparare, un fucile per braccio. Riuscì ad abbattere un paio di Orion, ma poi venne preso di mira dagli altri, e subito dopo scomparve in una nuvola scarlatta. Iniziai a gridare di rabbia, e poi ancora una volta persi coscienza. Mi risvegliai poco più tardi sul tetto dell’edificio, circondato da corpi.

E poi, come detto, il nulla. I superstiti dei miei erano andati ad inseguire gli ultimi Orion in fuga, ma io ero rimasto lì, solo con la mia stanchezza, a fissare il vuoto. Fu allora che una nuova consapevolezza si fece largo in me: combattere per una questione così insignificante come il potere su inutili pezzi di territorio era sbagliato, nonché stupido. Il nemico non erano gli Orion, né le altre bande rivali, no: erano i capi della Metropoli, che ci negavano gli stessi diritti dei “loro”, costringendoci a vivere nella miseria che generava poi quelle deleterie guerre. Ecco perché voi della Metropoli presto saprete molto di più sulla Periferia: le decine di bande che sono riuscito ad unire sotto il mio comando hanno iniziato una nuova battaglia, e combatteremo fin quando l’uguaglianza tra noi e voi non sarà accettata. Preparatevi, quindi: arriviamo!

lunedì 24 marzo 2014

La mia attività

Come sapete, su questo blog di solito o metto racconti, poesie ed articoli, oppure parlo delle mie opinioni; della mia vita privata invece parlo pochissimo, anche perché non la ritengo dopotutto degna di interesse da chi non mi conosce approfonditamente. Tuttavia, qualcosa ogni tanto mi viene voglia di raccontarvela, e questo è uno dei casi.

Ebbene si, sto per aprire un mio negozio! La cosa ovviamente mi spaventa un po', ma sono anche fiducioso; e soprattutto, sono molto emozionato per questa nuova avventura. In ogni caso, nel particolare l'attività che gestirò sarà una gelateria/pasticceria, in cui lavoreremo io e la mia Monica; abbiamo già molte idee per come rendere il locale unico e rinomato, di come guadagnare tanto, e speriamo di riuscire a fare tutto da quando apriremo, il prossimo 18 aprile. Questo forse significherà anche un po' di tempo in meno per scrivere, ma non temete: non trascurerò questo blog, è una promessa. Detto questo, non vi chiedo altro che augurarmi buona fortuna: non sono scaramantico, non credo possiate fare nulla di concreto per me in questo modo, ma comunque se anche solo col pensiero mi farete gli auguri, mi farà comunque piacere (ma se mi verrete a trovare lì in negozio, me ne farete ancor di più).Concludo col dire che tra qualche giorno, comunque, aprirò sicuramente un blog sul locale: da lì avrete tutte le informazioni che potrete desiderare, restate sintonizzati, perciò!