martedì 26 gennaio 2016

L'impatto di "On Writing" su di me

Tra i vari regali di Natale che ho ricevuto, uno di quelli arrivati da parte di Monica è stato "On Writing" di Stephen King. È stato un dono molto apprezzato: visto tutti i giudizi positivi che ho letto online in passato, era nella mia "wishlist" già da qualche tempo. Così, poco dopo Natale l'ho cominciato, e mi subito catturato: l'ho divorato in una manciata di giorni, il che è speciale contando che in quel periodo, tra visite ai parenti e gite culturali, di tempo per leggere ne ho avuto davvero poco. Prima di parlarne qui, ho però deciso una pausa di qualche settimana per riflettere: erano così tante le cose da dire che ho avuto bisogno di riordinare le idee. Di sicuro non bastava una delle mie piccole non-recensioni per parlare dell'impatto che ha avuto su di me questo libro: c'era troppo da dire, anche se con questo articolo sono riuscito (spero) a sfoltirle e a non dilungarmi troppo.

Inizierei col dire che ho trovato "On Writing" illuminante, ma poi lo stesso King si arrabbierebbe: è troppo un luogo comune! È pur vero, però, che in qualche modo il suo libro è riuscito ad aprirmi gli occhi. Questo pur non essendo un vero e proprio manuale di scrittura: non c'è una disamina sistematica della tecnica, anzi l'autore elenca giusto poche semplice regole di base, che peraltro conoscevo già. Eppure, la lettura è riuscita lo stesso ad arricchirmi. Molti dei particolari che una volta mi erano un po' nebulosi grazie a "On Writing" mi sono divenuti chiari, e ho cominciato a prestare ancor più attenzione a dettagli della mia scrittura che una volta tendevo a trascurare. Non che prima di leggerlo scrivevo male e ora lo faccio come un maestro: come sostiene lo stesso King, il vero segreto non sono le regole ma fare esperienza pratica. Tuttavia, sicuramente questo libro è stato un piccolo passo in avanti per il mio bagaglio di "attrezzi del mestiere", che reputo decente, ma che può sempre essere soggetta a migliorie.

Oltre a questo, ho apprezzato molto anche il King uomo che viene fuori dal libro. Una delle sue caratteristiche più apprezzabili è l'umiltà: nei giudizi che dà, anche quelli più categorici e drastici, non c'è mai arroganza. E si che forse potrebbe anche permettersela, visto il suo status leggendario e i numeri stratosferici in termini di copie vendute; eppure, dalle sue parole spicca comunque molta più modestia di tanti che si sentono superiori all'umanità solo perché hanno pubblicato qualche libro senza molto successo (la blogosfera ne è tristemente piena). Il lato che è stato più bello conoscere  è però un altro: quello che ne emerge dalla prima parte del libro, l'autobiografico "curriculum vitae". È lì che si scopre che dietro a un'icona della letteratura mondiale si nasconde una persona coi suoi difetti e le sue debolezze, che ha avuto problemi di alcool e di droghe, anche se è riuscito poi a uscirne. E, soprattutto, è piacevole sapere che anche lui all'inizio, è stato rifiutato più volte dagli editori, e aveva le insicurezze e le paure ogni esordiente. Per chi come me (e come molti di voi) cerca di muoversi in questo difficile campo, è confortante: forse lavorando di più, anche uno come me può arrivare, se non al suo successo, almeno a essere considerato un buon autore.

Insomma, On Writing è stata una lettura grandiosa in tantissimi modi diversi, di alcuni dei quali forse neanche mi rendo conto. Di certo, se prima non avevo letto granché della sua sterminata bibliografia (non per una scelta precisa, semplicemente permancanza di occasioni), devo cominciare a recuperare. Sarà quasi una forma di riconoscenza: in fondo, sono abbastanza sicuro che se mai diverrò un autore almeno decente, sarà merito anche di questo suo libro. Non dico che mi abbia cambiato la vita, ma diciamo che ci è andato vicino!

La domanda: hai mai letto On Writing di Stephen King?

2 commenti:

  1. "On Writing" è un testo importante anche per me, sia per i molti spunti interessanti, sia perché inquadra la scrittura nella vita e fa conoscere la persona-King (questa è una delle cose che preferisco!).

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    1. Già, come ho detto anche per me sono questi gli elementi principali :) .

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