martedì 5 aprile 2011

Pale Blue Dot

La sonda spaziale Voyager 1 è stata una sonda statunitense lanciata il cinque settembre del 1977, allo scopo di visitare i pianeti Giove e Saturno, fino ad allora pressoché inesplorati, benché le sonde Pioneer 10 e 11 li avessero già sfiorati in precedenza. Dopo aver compiuto il suo lavoro, la sonda proseguì poi il suo viaggio, e ancora ora vaga nello spazio immenso.

Il 14 febbraio del 1990, quando già la sonda oramai era ben oltre l'orbita di Plutone, e al di ben sopra il piano dell'eclittica (quella in cui orbitano tutti i pianeti del sistema solare), alla sonda, che era attiva e lo è ancora al giorno d'oggi, fu ordinato di scattare una foto di tutti i pianeti del sistema solare; una di queste è quella che vedete qui a fianco (cliccate per ingrandire); a destra della foto c'è un minuscolo puntino blu, da cui il nome della foto, "Pale Blue Dot", ed è il nostro bellissimo pianeta Terra; i raggi sono invece riflessi interni alla macchina fotografica dovute alla luce del Sole.

Per una persona "comune" questa foto, in fin dei conti non è nulla, anzi, è una foto bruttina e un po' sfocata; ma per me, che oltre a studiare astronomia ho sempre avuto il fascino per queste cose, fa molto riflettere. Mi fa riflettere perché mi sento piccolo, sapendo che tutto ciò che ho, tutto quello che amo, è alla fine un granello di sabbia in confronto a quel puntino che è esso stesso una particella in un universo immenso, freddo e vuoto, ma così accogliente e così bello. Dall'altra parte, però, mi fa pensare con orgoglio al genere umano, il cui intelletto è riuscito a concepire una macchina capace di andare dove la Terra e gli altri pianeti non sono altro che puntini, e che se usato correttamente e sempre sarebbe capace di ogni cosa, persino di rendere questo nostro mondo perfetto, anche se, almeno al giorno d'oggi, così non è quasi mai,.

Queste sono le mie riflessioni, ma non è tutto. Vorrei trascrivere in questo post anche quelle di Carl Sagan, scrittore di fantascienza che apprezzo molto, per quanto poco abbia letto, e che materialmente ha suggerito di scattare la foto. Lo faccio perché le sue parole, a mio avviso, descrivono molto meglio delle mie la bellezza di questa fotografia. Ecco il commento di Sagan:
"Da questo distante e vantaggioso punto di vista, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un minuscolo granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odi. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto."
Questa la riflessione bellissima di Sagan. Concludo dicendo che su questa foto, probabilmente, scriverò un racconto, ci sto già pensando a come farlo. E' tutto, per ora.

Ringrazio Gabriele del blog fuffologi e creduloni... Se non li conosci ti uccidono per avermi fatto conoscere questa pagina poco conosciuta della storia dell'esplorazione spaziale

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