martedì 24 gennaio 2017

"Dracula" e la percezione di un'opera

Personalmente, penso di essere un tipo di lettore un po' strano. Per esempio, non sono un grande fruitore di classici della letteratura, preferisco comprare e leggere romanzi più moderni. Eppure, non li disdegno nemmeno, e se mi capita l'occasione di leggerne uno non mi tiro indietro. È per questo che a cavallo tra la fine del 2016 e la prima settimana di gennaio mi sono ritrovato a leggere Dracula di Bram Stoker.

Nonostante il romanzo sia un po' prolisso e risenta dell'epoca in cui è stato scritto, l'ho trovato una lettura molto piacevole: per esempio, ho apprezzato la trama, molto interessante, e l'ambientazione suggestiva in cui svolge. Tuttavia, il particolare migliore di questa esperienza è il fatto che mi abbia fatto riflettere, non tanto sul libro ma su quanto i luoghi comuni, la cultura generale e le aspettative possano influenzare la percezione di un'opera.

Devo confessare una cosa: prima di leggere Dracula, non avevo mai visto nemmeno un film dedicato al conte vampiro. Solo dopo la fine della lettura ho recuperato Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola (che tra parentesi mi ha un po' deluso), ma prima non mi era mai capitato. Per questo, la mia idea di come sarebbe stata la storia storia si basava solo su quello che da Dracula è filtrato in parodie, cartoni animati, citazioni di quarta mano e così via.

Così, quando ho letto la storia, pensavo già di conoscere a grandi linee come si sarebbe sviluppata. E invece, mi sono ritrovato tra le mani qualcosa di completamente diverso dalle mie aspettative. Giusto per fare un esempio - e senza fare grandi spoiler: ero convinto che gran parte della storia fosse ambientata nel castello di Dracula e nei dintorni, mentre invece si svolge a lungo in Inghilterra.

Mi aspettavo anche qualcosa di più orrorifico e moderno, una sorta di antenato della letteratura horror contemporanea. Invece il romanzo di Stoker è puramente ottocentesco, come linguaggio e come impostazione: non per niente per certi spunti della trama si potrebbe definire quasi come un "Orgoglio e pregiudizio col mostro" - non in senso dispregiativo, beninteso.

Insomma, pensavo di trovare una storia già conosciuta, e invece Dracula mi ha stupito. Si tratta di un romanzo lontano, a volte in maniera anche radicale, dalle tante versioni della storia del conte vampiro che si possono trovare qua e là, in opere che lo rielaborano in maniera molto libera. Da un lato, questo mi ha spiazzato, ma dall'altro è andata bene così: ho letto una storia che non conoscevo con personaggi che non avevo idea esistessero, il che ha contribuito al piacere della lettura.

C'è anche da dire che la fama del romanzo ha distorto la mia percezione del romanzo anche in un altro senso, stavolta negativo. Per metà libro, infatti, Stoker cerca di mantenere il mistero su una rivelazione che nelle sue intenzioni doveva essere inaspettata. A un lettore di oggi però il fatto che il conte Dracula sia un vampiro è una delle cose più ovvie che ci siano (di sicuro non vi ho spoilerato nulla, vero?) e non c'è nessuna sorpresa quando viene rivelato. È un fatto che non rovina la lettura - l'ho trovata piacevole lo stesso, come detto - ma fa perdere alla storia un po' dell'effetto originale.

In generale, credo che l'aver già sentito parlare - perché è famoso, o perché magari si è visto un film a esso ispirato - di un libro che si affronta distorca in automatico la sua ricezione - il che probabilmente è anche scontato, ma a rigor di logica non dovrebbe. Di sicuro,  nessuno ha mai detto che le citazioni contenute nei cartoni animati rispecchiavano il vero romanzo di Dracula, eppure è così che la pensavo prima di leggerlo.

Concludendo, leggere Dracula mi ha aiutato a capire quanto certe immagini, certi luoghi comuni e in generale un certo tipo di cultura popolare siano radicati nella nostra mente, in maniera forte, e quanto ci influenzino, anche se in maniera inconscia. È un fatto che forse intuivo anche prima, ma il romanzo di Stoker mi ha reso più consapevole. Forse è anche per questo che l'ho trovato una lettura così interessante!

La domanda: ti è mai capitato di leggere un libro di cui avevi già visto un film, oppure così famoso che alcuni suoi elementi sono nella cultura popolare? E come è andata?

2 commenti:

  1. Dracula di Coppola a me non è piaciuto particolarmente, anche per i diversi momenti ridicoli che ha. Avendo visto le versione con Bela Lugosi e Christopher Lee, le altre per me non sono all'altezza.
    Come già detto in un post precedente, dopo anni ho letto il libro da cui è tratto La Storia Fantastica, ovvero La Principessa Sposa e l'ho trovato pessimo. Stessa cosa mi è capitato con Stardust, mi spiace per Gaiman, ma ho trovato il film molto più avvincente. E ancora Shining: prima ho visto il film, che ritengo più bello del libro (pur essendo questo un ottimo romanzo).

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    1. Mi sa che la pensiamo allo stesso modo su Dracula di Coppola. Anche io ho trovato alcuni momenti ridicoli :D . Come detto nel post invece le altre due versione non le ho viste, ma magari recupererò a breve :) .

      Per quanto riguarda l'altro discorso, a me difficilmente piace più un film rispetto a un libro, anche se leggo quest'ultimo dopo aver visto il primo. Al momento non mi viene in mente nemmeno un film che mi sia piaciuto più del libro da cui è tratto, e se è successo si è trattato di qualche raro caso :) .

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