venerdì 3 giugno 2016

Non è una blogosfera per giovani

Sabato scorso ho compiuto ventotto anni. Qui sul blog, ho sottolineato l'occasione con la solita ironia, dicendo di essere sinceramente troppo vecchio - peraltro, a volte lo penso davvero. Nei tanti commenti successivi - a proposito, grazie ancora a tutti - un tema è venuto fuori più chiaro degli altri: perché dovrei lamentarmi, quando sono ancora un ragazzino?

Non me l'aspettavo, sinceramente, ma forse era ovvio: relativamente ai colleghi blogger che mi hanno fatto gli auguri, infatti, sono più giovane. Anche in generale, è la stessa situazione. La maggior parte dei gestori di blog che conosco ha più anni di me. Di miei coetanei, invece, ne conosco pochissimi, e di più giovani non se ne vede quasi ombra. Un'anomalia statistica, una casualità? Non sono un esperto, quindi non posso rispondere con certezza. Per quella che è la mia esperienza, tuttavia, io non credo.

Statistiche desolanti...
Non sono il primo blogger a sostenere che la parola scritta stia perdendo fascino. Purtroppo, più che un'ipotesi, sembra un allarmante dato di fatto: basta entrare su uno qualsiasi dei social network più famosi. A dominare sono brevi citazioni, immagini, video, frasi fatte, mentre gli articoli e i testi più complessi sono molto più rari, e hanno pochissima fortuna. Non solo sono spesso penalizzati dalle impostazioni stesse dei social network: sono soprattutto gli utenti a snobbarli.

Volete un esempio che vi chiarisca la situazione? Parliamo delle statistiche Facebook di Heavy Metal Heaven. La pagina della mia webzine sul social network per antonomasia ha poco più di cinquecento fan: una cifra non grandissima, ma nemmeno infima. Grazie al buon numero di condivisione dei miei articoli, attuato dai miei collaboratori, i link vengono visualizzati da un gran numero di persone (quattrocentotré, mi risultano ora). Eppure, quanti di quelle persone hanno cliccato sui miei articoli nell'ultima settimana? Zero. L'interesse per le mie lunghe recensioni da parte degli utenti di Facebook è praticamente nullo - e questo nonostante il blog faccia ottime visite, relativamente ai suoi numeri.

Insomma, tra il cosiddetto grande pubblico - quello che appunta affolla i social - non c'è grande interesse nel leggere articoli lunghi. Si preferiscono contenuti rapidi, fruibili in al massimo pochi secondi. E, purtroppo, il fenomeno è ben più diffuso tra i cosiddetti "nativi digitali", quelli così giovani da non ricordare un periodo prima di internet. Purtroppo, è proprio l'età bassa il problema. Se chi è cresciuto senza internet non sempre ha abbracciato la superficialità che domina in rete, per chi ha meno anni è più difficile, essendo nato proprio in questa cultura. Risultato: pochi giovani leggono i blog, e ancor meno ne hanno uno.

Da una parte è anche un fatto positivo: dopotutto, l'assenza di adolescenti ingenui - e per questo con il flame facile, come ero io qualche anno fa - è uno dei motivi per cui la blogosfera è un'oasi di pace, rispetto ai social e ai forum. Le prospettive future, almeno nel breve periodo, non sono però delle più rosee. Se la cultura dei "contenuti rapidi" continuerà ad allargarsi come gli altri, il pubblico dei blog si restringerà sempre di più. E questo, ovviamente, non può essere un fatto positivo, per noi blogger.

La domanda: secondo te, perché così pochi giovani hanno un blog?

6 commenti:

  1. Perché è un impegno che puoi gestire solo se ne hai veramente voglia e se hai un interesse specifico. Il blog non è da foto o frasetta da mostrare per un "mi piace" rapido e senza pretese: c'è da avere idee, spendere del tempo, risorse e le nuove generazioni sono da "mordi e fuggi".
    Sei una mosca bianca, caro Mattia. Continua così! :)

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    1. Vero, non è per tutti impegnarsi in qualcosa di così impegnativo. In effetti, alcuni della mia età che hanno provato a tenere un blog li conosco, ora che mi torna in mente. Non li tenevo in conto nell'articolo perché dopo qualche mese senza tanto successo hanno abbandonato, non hanno perseverato :) .

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  2. Blogger sotto i trenta ne conosco parecchi... per cui non è del tutto vero che "il blog è un paese per vecchi"... Gli over però sono la maggioranza e il motivo è forse proprio l'essere o meno "nativi digitali". I ventenni di adesso sono bombardati da input che arrivano da tutte le parti e la sopravvivenza stessa è legata all'essere perennemente sul pezzo. Almeno questo è il percepito... poi un giorno magari rallenteranno anche loro...

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    1. Anche io conosco qualche blogger sotto i trenta - tra cui, ovviamente, me stesso :D . Ma, come dici tu, quelli al di sopra sono la maggioranza. Non posso quindi che concordare con tutto il resto. E spero anche io che un giorno la genti si prenda un po' di tempo per leggere i blog :) .

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  3. La rapidità è un male del nostro tempo, questo è sicuro, e io non ne sono immune. Cerco di educarmi a leggere gli articoli fino in fondo, ma spesso sento le dita che prudono per portarmi via, e la causa non è sempre lo scarso interesse. Facebook in questo senso è terribile; lo uso poco, perché mi sono resa conto che letture e likes sono quasi privi di significato. Tutto sommato però non mi preoccupo troppo. Vedo mio figlio, che è velocissimo ma ragiona e si informa. Insomma, dipende. :)

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    1. Anche io soffro un po' la frenesia dei tempi moderni, credo sia inevitabile per tutti. Però, nonostante questo leggo comunque un sacco di blog al giorno, e trovo anche il tempo per commentarli. Mi preoccupa invece che, spinta da questa frenesia, la gente non lo fa più. Non si leggono più i blog, non ci si informa più, e questo, a mio avviso, è grave. Quelli che, come noi, ancora si informano, sono una specie in via d'estinzione, mi sembra :( .

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