martedì 7 giugno 2016

6 attività che aiutano la mia scrittura

Scrivere bene, lo sapete, non è banale. Non è semplicemente mettersi sul foglio bianco e allineare una parola dietro l'altra, c'è molto di più. Per approcciarsi all'attività della scrittura, in primis bisogna essere grandi lettori; poi, c'è da imparare la tecnica, con tutte le regole "da manuale"; infine, si deve fare tantissima esperienza, in modo da trovare uno stile proprio. È un percorso lungo e complesso, ma che bisogna affrontare per forza, se si vuole diventare uno scrittore almeno decente.

C'è però qualcos'altro che si può fare per migliorare la propria scrittura, oltre a questo percorso obbligato? Ovviamente sì. Ci sono tante attività collaterali possibili per migliorare lo stile, il vocabolario, la grammatica, e così via. La più ovvia, e probabilmente necessaria, è proprio la lettura: non solo, come detto, chi si approccia alla scrittura deve essere già un lettore. Anche dopo aver pubblicato un libro, c'è sempre da imparare da quelli altrui, non si può mica smettere di leggere.

Prima che me lo chiediate,
è così: non avevo altre idee
per l'immagine di questo
post!
A parte questo, che come già detto dovrebbe essere scontato, ci sono anche altre attività che uno scrittore può intraprendere per migliorare. Per quanto riguarda me personalmente, ne ho individuate almeno sei che mi capita di affrontare con una certa frequenza. Eccole qui, come sempre in ordine del tutto casuale:
  • Quiz televisivi: mi piace molto guardare questi programmi, se posso lo faccio tutti i giorni. Seguo con passione L'Eredità, lo show invernale di Rai1, ma anche l'attuale Reazione a Catena, che andrà avanti per tutta l'estate, non è affatto male. Il perché siano d'aiuto alla scrittura è facile da capire: ogni sezione del questi quiz ha una sua utilità. I giochi migliori sono quelli in cui si devono trovare delle parole, partendo da una definizione o da altri termini con cui fare un'associazione mentale. Cercare le risposte, magari anticipando il partecipante effettivo al gioco, è benefico per il proprio vocabolario personale: aiuta a ripassare le parole conosciute e a scoprirne di nuovo. Anche i giochi di cultura generale possono avere i propri benefici: si può partire da una curiosità o da un fatto che non si conosceva per creare una nuova storia. E, in ogni caso, ampliare la propria cultura non può che far bene, se ci si vuole cimentare con la scrittura.
  • Giochi enigmistici: una volta ero un patito di riviste come La Settimana Enigmistica. Adesso, tra il poco tempo che ho a disposizione e le tante distrazioni, non affronto più i cruciverba alla frequenza di una volta; quando capita, però, non dico di no. Non solo si tratta di un passatempo piacevole: i benefici di questa attività sono infatti gli stessi dei quiz televisivi. Forse l'effetto è anche migliore: essere il protagonista in prima persona del gioco, invece che uno spettatore che partecipa "di seconda mano" è decisamente positivo. E poi, personalmente trovo i cruciverba molto stimolanti!
  • "Gioco degli anagrammi": se gli altri punti di questo elenco sono attività esercitate da tantissime persone, questa è più personale, e non so dire se qualcun'altro la pratichi. È un gioco mentale che funziona così: ogni tanto, leggendo una parola, specie se strana, comincio ad anagrammarla, trovando parole di senso compiuto, in italiano ma anche in inglese, o semplicemente nomi che hanno un bel suono. Si tratta di un'attività che non solo stimola la mente, permettendole di non arrugginire, ma mi aiuta anche ad avere maggior confidenza con lettere e parole. E chi, se non lo scrittore, dovrebbe avere questa confidenza? Se non mi credete, comunque, provateci anche voi: vedrete che è divertente (forse)!  
  • Scarabeo: una volta, ci giocavo in famiglia. Ora che, per un motivo o per un altro, questo non succede più, proseguo sfidando sconosciuti con l'applicazione Scrabble di Facebook (un po' diversa dal gioco classico all'italiana, ma abituarsi è relativamente facile). Per chi non lo sapesse, il gioco consiste principalmente nel combinare un certo numero di tessere, ognuno con una lettera, in una parola di senso compiuto: vince chi riesce a comporre le parole migliori sul tabellone e a ottenere i punteggi più alti. È per questo che giocare a Scarabeo unisce gli effetti positivi del "gioco degli anagrammi" a quelli dell'enigmistica: consente sia di far lavorare la mente sulle parole, sia di rinfrescare il vocabolario. Tra le mie attività, è quindi una di quelle più costruttive, oltre che divertenti, visto che giocare è bello, e vincere - visto che sono abbastanza bravo - lo è anche di più. 
  • Riviste e blog: se si è autori nel campo della narrativa, leggere romanzi è importantissimo. Questo non significa, però, che bisogna concentrarsi solo su quelli: io infatti cerco di variare le mie letture il più possibile. Quindi, oltre ai libri veri e propri, spesso mi capitano tra le mani riviste e fascicoli d'approfondimento, su questo o quell'argomento. Non parliamo poi dei blog altrui: leggo ogni giorno gli articoli più disparati. Per quanto riguarda la scrittura, quelli coi maggiori benefici sono i blog letterari e i manuali sul tema; tuttavia, ognuno di essi può rivelarsi utile, indipendentemente dalla materia affrontata. Come già detto, per uno scrittore è un fatto estremamente positivo avere un bagaglio di cultura ampio e sempre in arricchimento. E poi, più di una volta mi è capitato di immaginare storie a partire da post o commenti altrui, che magari parlavano di tutt'altro rispetto a quello che poi era il racconto. Senza dubbio, oltre alla quantità e alla qualità delle letture, anche la varietà è importante. 
  • Revisione testi: non sono un editor professionista, di quelli che si fanno pagare per il servizio, né credo di essere in grado di farlo, almeno per ora. Riesco però, con buoni risultati, a correggere e rivedere testi altrui, un'attività che ormai è un'abitudine per me. La pratico tutte le settimane, revisionando i post del blog della mia Monica - e lei ricambia, tra l'altro, correggendo tutti i miei post dei miei siti, Hand of Doom compreso. Inutile dire che farlo aiuta non solo lei, ma anche me: trovare i suoi errori mi aiuta anche a non farne più e a capire meglio come scrivere testi più efficaci. E poi, confrontarsi con lo stile di un'altra persona è sempre un grande arricchimento. Non esagero se dico che tra le sei attività qui elencate, questa è quella che mi ha aiutato di più: nei pochi mesi in cui il blog di Monica è online, sento di essere migliorato come non mai, almeno nella scrittura per il web.  
La domanda: quali sono le attività collaterali che ti aiutano a migliorare la tua scrittura?

6 commenti:

  1. Dell'"Eredità" partecipo sempre, da casa, all'ultimo gioco: 8 volte su 10 indovino la parola. La Settimana Enigmistica è un ricordo di quando ero ancora a casa con i miei, mia madre la compra ancora adesso e io, allora, facevo i giochi che lei mi lasciava.
    Alleno la mente (ma soprattutto mi diverto) con ruzzle e qualche volta gioco a Scarabeo con i miei figli.
    In rete, mi esercito con le prove settimanali di Michele Scarparo, con l'incipit mensile di Myrtilla's House. Qualcos'altro lo becco su Twitter, se mi intriga. Ma, al di là di tutto, la vera scuola me la fanno i libri che leggo.

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    1. Anche a me capita(va) spesso di indovinare la parola finale. E mi è anche capitato di arrabbiarmi quando era facile, ma il concorrente la sbagliava comunque :D . Questo però mi capita su tutti i giochi del quiz: tifo per quelli preparati e contro quelli che dimostrano di essere delle capre :D .

      Comunque è vero, la lettura è fondamentale, come dicevo anche io all'inizio. Direi proprio che se sei vuoi essere uno scrittore ma non hai voglia di leggere, faresti meglio a trovare un altro sogno :D .

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  2. Se per scrivere meglio dovessi guardare la tivù, sarei nei guai! In pratica mi fermnerei a NCIS... Invece leggo tanto, variando tipo di testi e stile, e spesso inseguo in rete qualche spunto interessante che mi apre nuove porte, come persona prima che come scrittrice. Ho letto molti manuali in passato, ma ultimamente ho quasi smesso.

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    1. Beh, in TV ci sono anche programmi che possono essere utili. Per esempio, oltre ai già citati quiz, la divulgazione culturale e scientifica della Rai: i programmi sono pochi, ma sempre ben curati e ben fatti :) .

      Come detto qua sopra, sono invece d'accordo sul variare il più possibile le proprie letture :) .

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    2. Non è per scelta spocchiosa che non guardo la tivù, ma per un insieme di circostanze. Non gradisco la tivù come passatempo (come mio figlio), quindi guarderei soltanto quello che mi interessa di più, ma mio marito ci tiene ed è uno "zapper" professionista, così gli ho ceduto i comandi... e gli auricolari, tanto per non soccombere all'inquinamento acustico. ;)

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    3. Si, è comprensibile che la tv possa non piacere. Anche a me a volte da sui nervi :D .

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