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martedì 6 ottobre 2020
La spietata giustizia del coronavirus
È notizia ancora recente: l'ultima vittima illustre a risultare positiva al coronavirus è stato nientemeno che il presidente americano Donald Trump. Si tratta inoltre dell'ultimo caso di un curioso fenomeno: l'infezione di una lunga serie di personaggi che prima del contagio hanno negato o minimizzato la portata di questa epidemia.
Ci sono complottisti secondo cui questo fatto non è una coincidenza: secondo loro, è un piano ben preciso per mettere a tacere chi dice la verità, ossia che la malattia non esisterebbe, tramite l'infezione (che ora esiste: manco il gatto di Schrödinger si contorce così). Al di là di simili deliri, però, devo dire che per una volta su almeno una premessa sono d'accordo con loro: il fatto che tutte queste persone si siano ammalate non è per nulla un caso.
giovedì 17 settembre 2020
Sognando Venere
Per oggi avevo in mente un post molto diverso da questo. Ma poi, è arrivata una notizia folgorante: sul pianeta Venere, gli scienziati hanno scoperto una sostanza fisica nota come fosfina. Per farla breve, non si conoscono processi naturali che hanno come prodotto questo composto, che ha perciò bisogno di un'origine organica. Il che indica che su Venere ci potrebbero essere forme di vita, per quanto rudimentali (batteri, per intenderci).
Certo, è un po’ presto per affermare che il pianeta più vicino alla Terra in ogni senso sia effettivamente popolato da esseri viventi. La cautela è uno dei principi fondamentali della scienza, che ha bisogno di tante conferme per ogni teoria, prima che essa sia accettata come un fatto. Tuttavia, se questa realtà lo fosse, sarebbe qualcosa di epocale.
Certo, è un po’ presto per affermare che il pianeta più vicino alla Terra in ogni senso sia effettivamente popolato da esseri viventi. La cautela è uno dei principi fondamentali della scienza, che ha bisogno di tante conferme per ogni teoria, prima che essa sia accettata come un fatto. Tuttavia, se questa realtà lo fosse, sarebbe qualcosa di epocale.
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martedì 15 settembre 2020
Ottimismo e realismo
Sabato scorso, sono andato al piccolo mercato che, una volta a settimana si tiene qui a Fabriano. Avevo bisogno di un paio di scarpe, che poi effettivamente ho acquistato: tuttavia, a parte quelle, questo giro mi ha dato occasione di darmi un'occhiata attorno. E quello che ho visto, mi ha lasciato perplesso. E anche un po' abbattuto, devo ammettere.
Mi riferisco in particolare al fatto che, vista anche le dimensioni non eccezionali della piazza in cui si tiene il mercato, le persone al suo interno erano molto assembrate. Ma, a parte me, i venditori e pochi altri virtuosi, tutti gli altri non erano dotati di mascherina. Il che, a quanto ne so, non è solo una violazione delle leggi - che ovviamente nessuno rispetta in Italia se qualcuno non le impone col pugno di ferro. Soprattutto, è un comportamento rischioso, per gli altri... e per chi lo mette in atto.
martedì 8 settembre 2020
Testimonial discutibili
Se mi segui da un po' di tempo, saprai anche tu che qui su Hand of Doom ho sempre criticato il mondo del marketing e delle pubblicità. Un mondo che ho studiato, ma i cui meccanismi spesso mi rimangono oscuri: spesso, mi ritrovo a non capire come funzioni. Ammesso che funzioni; io però credo di sì, visto che i soldi spesi dalle grande aziende ritornano con gli interessi, oppure non farebbero pubblicità.
Per esempio, a lasciarmi molto perplesso di solito è la scelta dei testimonial per gli spot televisivi. Solo di rado capisco perché il vip di turno dovrebbe avere un appeal: succede per personaggi non necessariamente autorevoli, ma almeno con una loro simpatia. Per tutti gli altri, però, il dubbio rimane: perché qualcuno dovrebbe comprare un prodotto consigliato non da qualcuno di ammirevole, ma da uno dei vari personaggi del vasto panorama trash nostrano?
martedì 1 settembre 2020
Raccogliendo i frutti della terra
Forse te ne sarai accorto, o forse no: nelle ultime due settimane, i rispettivi post sono saltati ancora una volta. E stavolta, non c'entrano impegni, problemi o cose varie: lo ammetto, stavolta è stata semplicemente una banale dimenticanza. Avevo un articolo già pronto per martedì 18, ma ho scordato di postarlo quel giorno; lo stesso è accaduto una settimana più tardi. E a oggi, quel post è ancora inedito - lo vedrai qui, tra qualche settimana.
Un po', è vero, è stata colpa dei vari problemi, rispetto al quale Hand of Doom ha assunto una posizione di secondo piano. Ma la causa principale è che, nelle ultime settimane, ho avuto la testa da un'altra parte: se per molti questo agosto è stato un mese di vacanza, per me invece è stato un intensissimo mese di lavoro. Di concetto, sì, per alcuni progetti di scrittura che comunque non sono proseguiti troppo veloci: la maggior parte del lavoro è però stato manuale.
Un po', è vero, è stata colpa dei vari problemi, rispetto al quale Hand of Doom ha assunto una posizione di secondo piano. Ma la causa principale è che, nelle ultime settimane, ho avuto la testa da un'altra parte: se per molti questo agosto è stato un mese di vacanza, per me invece è stato un intensissimo mese di lavoro. Di concetto, sì, per alcuni progetti di scrittura che comunque non sono proseguiti troppo veloci: la maggior parte del lavoro è però stato manuale.
martedì 11 agosto 2020
Due facce della stessa ignoranza
Forse ne avrai sentito parlare anche tu, ma più probabilmente no, vista il poco eco che simili notizie hanno da noi: tra le centinaia di polemiche che scoppiano ogni settimana, la scorsa ne è piombata una su George R.R. Martin. Per quale motivo? Sembra che, durante la cerimonia per gli Hugo Awards - leggendari premi della letteratura fantasy e fantascientifica - il grande autore delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco si sia lasciato andare a comportamenti razzisti e transfobi. Il che sarebbe molto grave... se fosse, anche solo in minima parte, vero.
Per esempio, vuoi sapere dove starebbe la transfobia? Nel fatto che Martin ha definito "eunuco d'oro" la statuetta del Premio Oscar. Si tratta di una battuta che può divertire o meno (a me non ha fatto ridere, lo ammetto), ma in quanto a essere offensiva, verso chiunque, mi sembra un'esagerazione colossale. In generale, l'intera faccenda mi sembra un trionfo dell'irrazionalità più pura: lo dimostra con chiarezza l'altra accusa, quella di razzismo, che è del tutto delirante.
Per esempio, vuoi sapere dove starebbe la transfobia? Nel fatto che Martin ha definito "eunuco d'oro" la statuetta del Premio Oscar. Si tratta di una battuta che può divertire o meno (a me non ha fatto ridere, lo ammetto), ma in quanto a essere offensiva, verso chiunque, mi sembra un'esagerazione colossale. In generale, l'intera faccenda mi sembra un trionfo dell'irrazionalità più pura: lo dimostra con chiarezza l'altra accusa, quella di razzismo, che è del tutto delirante.
martedì 4 agosto 2020
Regali
Lo so, lo so. Due settimane fa, avevo detto che da quel giorno in poi il blog sarebbe tornato alla normalità (almeno, a quella della pausa estiva): un proposito che ho già vanificato martedì scorso, quando un altro post è saltato. Ma, per fortuna, stavolta la colpa non è stata di tensione, scarse energie, problemi d'adattamento e fattori simili come è successo nella prima parte di luglio. Semplicemente, ho avuto molto da fare.
Due weekend fa, per esempio - quando avrei dovuto scrivere il post - non ho avuto tempo per lavorare. Tra impegni vari e il fatto che domenica, dopo tanto tempo, finalmente mi sono preso un giorno di vacanza, l'articolo settimanale è venuto a trovarsi in secondo piano, fino all'annullamento. E anche questo ha rischiato di seguire lo stesso destino: nel corso della scorsa settimana, ho ricevuto la visita dei miei suoceri. Non parliamo di questa settimana, che vedrà il rinnovamento di una vera e propria tradizione per me: la raccolta delle more.
martedì 30 giugno 2020
Lo spirito curativo della scrittura
Non è un periodo facile, per me. Per esempio, come ti ho raccontato alcune settimane fa, nelle scorse settimane ho vissuto diversi problemi di salute: problemi che si sono affievoliti in parte, ma contro cui combatto ancora. Tuttavia, non sono l'unica difficoltà che incontro, ma giusto una tra le tante. Per esempio, c'è la mia famiglia: ho fatto accenni a quanto la situazione sia tesa già altre volte, ma nell'ultimo periodo lo è diventato ancora di più (e forse a breve ti racconterò più nel dettaglio cosa sta succedendo).
In generale, mi trovo in un periodo molto impegnativo, e non nel senso più stimolante. Ho dovuto affrontare così tante sfide e così tanti cambiamenti - e i tanti altri che si prospettano soltanto - che anche il mio solito ottimismo ogni tanto ha vacillato. Ma sono comunque riuscito a mantenerlo, a non buttarmi giù: merito anche di alcuni preziosi alleati che mi hanno aiutato a stare bene. E il principale tra questi alleati è la scrittura.
In generale, mi trovo in un periodo molto impegnativo, e non nel senso più stimolante. Ho dovuto affrontare così tante sfide e così tanti cambiamenti - e i tanti altri che si prospettano soltanto - che anche il mio solito ottimismo ogni tanto ha vacillato. Ma sono comunque riuscito a mantenerlo, a non buttarmi giù: merito anche di alcuni preziosi alleati che mi hanno aiutato a stare bene. E il principale tra questi alleati è la scrittura.
martedì 16 giugno 2020
Il coronavirus come siero della verità
Non credo che nessuno possa negarlo: il coronavirus è stata una tragedia a livello globale, probabilmente la più importante dai tempi della seconda guerra mondiale. Non sarò certo io a farlo, né a sminuire la portata dei disastri che ha causato. Tuttavia, chi mi conosce, o ha letto con attenzione i post precedenti sa qual è la mia opinione: che nell'epidemia ci siano stati anche dei lati positivi.
Al modo in cui ha messo in evidenza i problemi di un sistema ormai marcio ho dedicato un intero articolo, qualche mese fa. Ma non è l'unico esempio: ci sono stati diversi benefici, dal piccolo (per esempio, molti hanno avuto più tempo per sé) al grande (per un periodo l'ambiente ha giovato del lockdown). E anche tanti effetti interessanti: non ultimo, il modo in cui sotto la pandemia molte persone abbiano perso la propria maschera precedente e si siano rivelate per ciò che sono davvero.
Al modo in cui ha messo in evidenza i problemi di un sistema ormai marcio ho dedicato un intero articolo, qualche mese fa. Ma non è l'unico esempio: ci sono stati diversi benefici, dal piccolo (per esempio, molti hanno avuto più tempo per sé) al grande (per un periodo l'ambiente ha giovato del lockdown). E anche tanti effetti interessanti: non ultimo, il modo in cui sotto la pandemia molte persone abbiano perso la propria maschera precedente e si siano rivelate per ciò che sono davvero.
martedì 9 giugno 2020
Salute precaria
Ti ricordi quando, giusto qualche settimana fa, ti raccontavo di come, finiti i miei impegni per il lancio del nuovo Heavy Metal Heaven, mi sarei dedicato con più energia a Hand of Doom? Mentre scrivevo quelle parole, era proprio quello il mio sincero intento: un intento che ancor oggi spero, in parte, di poter rispettare. Anche se nelle ultime settimane è diventato molto difficile.
Stavolta non mi manca il tempo, come è accaduto diverse volte in passato, e neppure le energie: almeno in potenziale, ne avrei a sufficienza di entrambe. Purtroppo, però, al momento non riesco a sfruttarle. La ragione? Come forse è ovvio, visto che me ne sono già lamentato in precedenza, è il mio stato di salute. Che nelle ultime settimane si è fatto ancor più precario.
Stavolta non mi manca il tempo, come è accaduto diverse volte in passato, e neppure le energie: almeno in potenziale, ne avrei a sufficienza di entrambe. Purtroppo, però, al momento non riesco a sfruttarle. La ragione? Come forse è ovvio, visto che me ne sono già lamentato in precedenza, è il mio stato di salute. Che nelle ultime settimane si è fatto ancor più precario.
martedì 19 maggio 2020
La finta liberazione
Come di sicuro sai, ieri, 18 maggio, la quarantena è ufficialmente finita. Ci sono ancora dei limiti da non valicare e delle misure di sicurezza, ma almeno si può uscire di casa e girare in tutta la propria regione. Un traguardo che molte persone - anzi, diciamo pure quasi tutte - hanno accolto come una vera e propria liberazione.
Non lo nego: in parte è così anche per me. Non per nulla, oggi ho potuto usufruire del primo massaggio da mesi: visto che è l'unica cosa che fin'ora ha funzionato contro i miei problemi di cervicale, e che negli ultimi giorni sono stato davvero malissimo per questo, ben venga. Tuttavia, oltre a questo sollievo condiviso con gli altri, provo anche un po' di malinconia. Non tanto per il coronavirus in sé, quanto per la situazione in generale.
Non lo nego: in parte è così anche per me. Non per nulla, oggi ho potuto usufruire del primo massaggio da mesi: visto che è l'unica cosa che fin'ora ha funzionato contro i miei problemi di cervicale, e che negli ultimi giorni sono stato davvero malissimo per questo, ben venga. Tuttavia, oltre a questo sollievo condiviso con gli altri, provo anche un po' di malinconia. Non tanto per il coronavirus in sé, quanto per la situazione in generale.
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martedì 12 maggio 2020
L'importante è distinguersi
Come ho detto più volte su questo blog, a me con l’emergenza coronavirus non è cambiato molto. O almeno, così è stato se considero a livello personale: per quanto riguarda invece il “sociale” qualcosa rispetto al passato si è modificato. Con mia sorella che è rimasta bloccata qui, le dinamiche familiari sono un po' diverse. Il che ha portato anche alcuni disagi.
Uno dei maggiori mi capita quando lei decide di ascoltare la musica da Spotify. È anche legittimo, per carità, non fosse altro che la sua selezione di musica è molto discutibile. Grazie a lei, infatti, ho potuto fare un'immersione all’interno dell’indie pop italiano: un genere che, con il suo infimo valore musicale, può quasi essere da lezione. Anche se magari non suoni musica ma la tua attività è invece la scrittura.
Uno dei maggiori mi capita quando lei decide di ascoltare la musica da Spotify. È anche legittimo, per carità, non fosse altro che la sua selezione di musica è molto discutibile. Grazie a lei, infatti, ho potuto fare un'immersione all’interno dell’indie pop italiano: un genere che, con il suo infimo valore musicale, può quasi essere da lezione. Anche se magari non suoni musica ma la tua attività è invece la scrittura.
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martedì 28 aprile 2020
L'infelicità di chi ha fretta di uscire
Lo sto notando attraverso i social, e non solo: man mano che il lockdown va avanti, sempre più persone sono insofferenti a questa situazione. Ci sono diverse iniziative del tipo "esco il 4 maggio": iniziative che trovo un po' assurde, visto che in quella data ci sarà probabilmente giusto un piccolo allentamento, ma la quarantena è ben lontana dall'essere alla fine.
All'inizio apprendere di queste iniziative mi ha fatto addirittura arrabbiare. Non potevo credere che qualcuno potesse davvero mettere in pericolo non solo sé stesso ma anche gli altri solo per poter respirare un po' d'aria: è un comportamento troppo egoista e antisociale perché io possa anche solo tollerarlo. In questi ultimi giorni, la reazione emotiva è un po' scemata: continuo però a provare parecchia insofferenza nei confronti di certe idee deleterie che leggo in giro.
All'inizio apprendere di queste iniziative mi ha fatto addirittura arrabbiare. Non potevo credere che qualcuno potesse davvero mettere in pericolo non solo sé stesso ma anche gli altri solo per poter respirare un po' d'aria: è un comportamento troppo egoista e antisociale perché io possa anche solo tollerarlo. In questi ultimi giorni, la reazione emotiva è un po' scemata: continuo però a provare parecchia insofferenza nei confronti di certe idee deleterie che leggo in giro.
martedì 21 aprile 2020
Fatica
Qualche settimana fa, in una vecchia riflessione parlavo del fatto che la mia vita nell'emergenza coronavirus non è molto diversa rispetto a com'era prima. Oggi però posso dire che, seppur in generale sia un'affermazione abbastanza corretta, qualcosa è cambiato anche per me. Anche se il motivo è proprio l'opposto rispetto a quello della maggior parte delle persone.
Se molti si annoiano, non sanno cosa fare in casa, a me spesso manca il tempo per fare tutto ciò che vorrei. I miei progetti sono numerosi, e visto che posso portarli avanti quasi tutti da casa, nessuno di essi è venuto meno dall'inizio della quarantena. Al contrario, in queste ultime settimane gli impegni sono aumentati: mi ritrovo così in un periodo di cronica mancanza di tempo.
Se molti si annoiano, non sanno cosa fare in casa, a me spesso manca il tempo per fare tutto ciò che vorrei. I miei progetti sono numerosi, e visto che posso portarli avanti quasi tutti da casa, nessuno di essi è venuto meno dall'inizio della quarantena. Al contrario, in queste ultime settimane gli impegni sono aumentati: mi ritrovo così in un periodo di cronica mancanza di tempo.
martedì 14 aprile 2020
L'epidemia e il peggioramento delle pubblicità
Pubblicità: un argomento di cui spesso, qui su Hand of Doom, ho parlato in maniera critica, quando non infastidita. Nel corso degli anni, ho sviscerato diversi problemi che ho con questo mezzo espressivo: da quanto le trovi brutte, stupide oppure addirittura offensive a volte, a quanto siano irritanti quelle che spuntano fuori sul cellulare/tablet e ti fanno interrompere ciò che stai facendo.
Sono insomma qualcosa di così fastidioso da sposarsi molto male con un periodo stressante e poco felice come quello che stiamo vivendo. Di fatto, credo che, se avessero un po' di coscienza, le agenzie pubblicitarie sospenderebbero le loro campagne finché la situazione non possa tornare almeno un po' alla normalità. Ma è chiedere troppo, mi sa, visto che da quando è cominciata l'emergenza coronavirus, le pubblicità non sono solo rimaste. Sono anche peggiorate.
Sono insomma qualcosa di così fastidioso da sposarsi molto male con un periodo stressante e poco felice come quello che stiamo vivendo. Di fatto, credo che, se avessero un po' di coscienza, le agenzie pubblicitarie sospenderebbero le loro campagne finché la situazione non possa tornare almeno un po' alla normalità. Ma è chiedere troppo, mi sa, visto che da quando è cominciata l'emergenza coronavirus, le pubblicità non sono solo rimaste. Sono anche peggiorate.
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martedì 7 aprile 2020
Il problema è il sistema
In queste settimane di emergenza coronavirus, si è discusso molto sulla quarantena attuata in Italia (e non solo) per risolverla. Le idee espresse in merito sono state innumerevoli, ma le posizioni principali che ho sentito sostenere sono due: a grandi linee, da una parte c'è chi vorrebbe un lockdown anche più stretto, o comunque confermare quello già in atto fino alla fine dell'epidemia. E chi invece, dall'altra parte, spinge per un allentamento che conduca, nei minori tempi possibili, a un ritorno alla normalità.
Spesso, chi sostiene quest'ultima posizione non lo fa per una questione di libertà, o per il logorio di star chiusi in casa: di solito anzi i suoi motivi sono di natura economica. Sono preoccupazioni che posso capire, visto che in passato anch'io sono stato un piccolo imprenditore, e sarebbe stato deleterio questo periodo se lo fossi stato ancora. Dall'altro lato, però, sono argomenti con cui mi sento di dissentire a livello morale, filosofico.
Spesso, chi sostiene quest'ultima posizione non lo fa per una questione di libertà, o per il logorio di star chiusi in casa: di solito anzi i suoi motivi sono di natura economica. Sono preoccupazioni che posso capire, visto che in passato anch'io sono stato un piccolo imprenditore, e sarebbe stato deleterio questo periodo se lo fossi stato ancora. Dall'altro lato, però, sono argomenti con cui mi sento di dissentire a livello morale, filosofico.
martedì 24 marzo 2020
Il pubblico e l'impoverimento culturale
Negli ultimi tempi, tutti noi non abbiamo fatto altro che pensare, parlare e scrivere dell'emergenza coronavirus. Comprensibile, visto che è un grosso problema e crea disagi, piccoli o grandi, più o meno a chiunque; tuttavia, finché l'epidemia non passerà, nulla di ciò che possiamo dire cambierà le cose. Perché non pensare ad altro, mi sono chiesto quindi? Dopotutto, ci sono tante altre cose che accadono nel mondo: per esempio, proprio oggi in Italia è arrivato Disney+.
In quanto fan di Star Wars ansioso di vedere The Mandalorian e altre serie TV di questo universo, non ci ho pensato due volte a fare il pre-abbonamento in sconto diversi giorni fa. Ma non è solo Star Wars: nonostante il costo superiore alla media, l'offerta di Disney+ è così ampia e interessante che ne vale la pena. Nonostante questo, l'ho fatto senza grande entusiasmo nei confronti dell'azienda che rappresenta.
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martedì 17 marzo 2020
Il piacere di stare a casa
Forse (e dico forse, eh!) sarai a conoscenza del fatto che oggi, in Italia, stiamo vivendo una gravissima crisi sanitaria dovuta all'epidemia di coronavirus. Una crisi che, a parte lo scherzo per sdrammatizzare, è vissuta con insofferenza da maggior parte delle persone. Un po' (ma non troppo) è così anche per me; i miei motivi però non sono gli stessi che, in apparenza, affliggono la maggioranza.
Come ho già raccontato negli scorsi post, una crisi sanitaria del genere non è bella se sei ipocondriaco come me. Inoltre, visto che anni fa ne ho avuti di simili con la mia attività, capisco benissimo i problemi economici dei piccoli imprenditori, e mi dispiace per loro. Ma c'è un altro tipo di sofferenza che invece non riesco proprio a concepire: quella di chi lamenta i fastidi della reclusione forzata a cui il coronavirus ci ha costretti.
Come ho già raccontato negli scorsi post, una crisi sanitaria del genere non è bella se sei ipocondriaco come me. Inoltre, visto che anni fa ne ho avuti di simili con la mia attività, capisco benissimo i problemi economici dei piccoli imprenditori, e mi dispiace per loro. Ma c'è un altro tipo di sofferenza che invece non riesco proprio a concepire: quella di chi lamenta i fastidi della reclusione forzata a cui il coronavirus ci ha costretti.
martedì 10 marzo 2020
Un pericolo molto peggiore del coronavirus
Oggi nel mio calendario editoriale per Hand of Doom c'era fissato un post diverso da questo. Tuttavia, arrivato a oggi (mentre scrivo, è domenica), mi sono reso conto di non aver voglia di cominciare un post su un argomento di cultura che, per quanto interessante, si concilia poco con le preoccupazioni di questi ultimi giorni. Cosa mi preoccupa? Il coronavirus, ovviamente.
Come scrivevo la scorsa settimana, sono un tipo piuttosto ipocondriaco: già i primi contagi mi hanno messo in allarme, e ora che l'epidemia si sta allargando a macchia d'olio, non vivo benissimo. Però è anche vero che, alla mia età, è improbabile che io possa avere problemi gravi se fossi infettato: in effetti, non è questo a disturbarmi di più. Quando invece i tanti piccoli e grandi atti di incoscienza che vedo intorno a me.
Come scrivevo la scorsa settimana, sono un tipo piuttosto ipocondriaco: già i primi contagi mi hanno messo in allarme, e ora che l'epidemia si sta allargando a macchia d'olio, non vivo benissimo. Però è anche vero che, alla mia età, è improbabile che io possa avere problemi gravi se fossi infettato: in effetti, non è questo a disturbarmi di più. Quando invece i tanti piccoli e grandi atti di incoscienza che vedo intorno a me.
martedì 3 marzo 2020
Il potere (distruttivo) della mente
Oggi, tre marzo, è il compleanno di mia sorella. Anche per questo, martedì scorso è tornata qui nelle Marche da Verona, dove studia, per passare questa occasione in famiglia; niente di strano se vivessimo una situazione normale. Purtroppo però, questa non lo è affatto: come forse (e dico forse, eh!) saprai, questi giorni per l'Italia sono quelli dell'emergenza coronavirus. Un'emergenza che tra l'altro potrebbe mettere a rischio la mia salute, essendo uscito da poco da una brutta bronchite.
Visto che lei è giovane e quindi di rischi ne aveva ben pochi, mi sono subito chiesto: non poteva rimanere in Veneto? Io sono convinto che sì, sarebbe stato meglio. Ma non voglio lamentarmi di questo: dopotutto nonostante il rischio che abbiamo corso, non credo proprio di essere infetto. Anche se la mia ipocondria non è d'accordo con me su questo.
Visto che lei è giovane e quindi di rischi ne aveva ben pochi, mi sono subito chiesto: non poteva rimanere in Veneto? Io sono convinto che sì, sarebbe stato meglio. Ma non voglio lamentarmi di questo: dopotutto nonostante il rischio che abbiamo corso, non credo proprio di essere infetto. Anche se la mia ipocondria non è d'accordo con me su questo.
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