Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Musica. Mostra tutti i post

martedì 12 maggio 2020

L'importante è distinguersi

Come ho detto più volte su questo blog, a me con l’emergenza coronavirus non è cambiato molto. O almeno, così è stato se considero a livello personale: per quanto riguarda invece il “sociale” qualcosa rispetto al passato si è modificato. Con mia sorella che è rimasta bloccata qui, le dinamiche familiari sono un po' diverse. Il che ha portato anche alcuni disagi.

Uno dei maggiori mi capita quando lei decide di ascoltare la musica da Spotify. È anche legittimo, per carità, non fosse altro che la sua selezione di musica è molto discutibile. Grazie a lei, infatti, ho potuto fare un'immersione all’interno dell’indie pop italiano: un genere che, con il suo infimo valore musicale, può quasi essere da lezione. Anche se magari non suoni musica ma la tua attività è invece la scrittura.

martedì 26 novembre 2019

Originalità vs idee

Per essere bello, un romanzo deve anche essere originale? È una questione su cui, negli scorsi mesi, mi sono ritrovato a leggere più di un'opinione sui blog amici e in generale nel web. Peraltro, lo trovo un argomento interessante, se non altro perché mi è capitato di rifletterci molto in passato. Tuttavia, non in relazione alla letteratura quanto, piuttosto, alla musica.

Come saprai se mi segui da un po', gestisco da anni Heavy Metal Heaven, webzine su cui recensisco almeno un paio di dischi a settimana: lo faccio da molti anni, e ciò mi ha dato modo di conoscere in maniera approfondita il ristretto mondo del metal. Tra i vari insegnamenti che mi ha portato questa esperienza, uno dei più importanti è stato scoprire il valore dell'originalità in questo ambito: per chi la sa usare è un fattore molto positivo, ma non è fondamentale.

martedì 19 febbraio 2019

Musica e scrittura

Forse non ti interesserà saperlo, ma nelle ultime settimane mi sono imbarcato in una nuova impresa creativa: ho iniziato un mio progetto musicale solista - una one man band, come si dice in gergo tecnico. E no, non è quello che stai pensando se mi conosci un po': non suono niente di neanche lontanamente vicino al metal. Piuttosto, è un progetto di musica elettronica/ambient con varie influenze.

Tuttavia, non è del progetto in sé che voglio parlare oggi; piuttosto, mi piaceva condividere alcune riflessioni su questa nuova esperienza. Un'esperienza che definirei molto stimolante, e che mi sta piacendo molto: mi diverto a creare la mia musica, quasi quanto mi diverto a scrivere. E non è un paragone campato per aria.

giovedì 13 dicembre 2018

Sfera Ebbasta e la censura della musica

Se non vivi in una caverna, avrai di sicuro sentito quel che è successo a Corinaldo nella sera tra venerdì e sabato scorso, che è costato la vita a sei persone. E, con ogni probabilità, avrai anche letto su internet chi, per l'accaduto, ha puntato il dito contro Sfera Ebbasta, il cantante trap che si esibiva quella sera nel locale, invece dei veri responsabili (che oggettivamente sono chi ha sparato lo spray al peperoncino e l'organizzazione del locale - no, non lo dico io, ma chi indaga sull'accaduto).

Lo dirò senza mezzi termini: per me è di una stupidità assoluta dargli anche soltanto un briciolo di colpa: un musicista fa tour per vendere biglietti, quindi ci tiene che vada tutto liscio. Di conseguenza, se succede un fattaccio simile a una sua data lui non è il colpevole: semmai, è una delle vittime. Ma soprattutto, io non sopporto chi ha accusato la natura diseducativa dei testi di Sfera Ebbasta: si tratta di una cosa sbagliata non per uno, ma per ben tre motivi.

giovedì 29 novembre 2018

L'odore della carta

Se mi leggi da un po', sai bene che io sono da sempre favorevole ai libri in formato digitale. Ma, al tempo stesso, non sono un fanatico, né amo solo gli ebook: sono convinto anzi che entrambi i formati abbiano i loro punti deboli e i loro punti di forza. Non per nulla, subisco ancora il fascino di un libro cartaceo, con tutti i suoi crismi: non ultimo, il famoso odore della carta, che tanti detrattori del digitale sbandierano come ragione principale per la loro avversione.

Ma non è solo quello dei libri. Ti confesserò un mio piccolo segreto, forse anche un po' perverso: ogni volta che arriva un CD per arricchire la mia collezione (che conta più di seicento titoli, al momento), tra le prime cose non riesco a fare a meno di odorarne il libretto. È un rituale davvero piacevole: tuttavia, non è fondamentale per l'ascolto della musica in sé. E posso farne a meno senza tanti problemi.

martedì 7 agosto 2018

La musica è bella perché è varia

Se mi conosci almeno un po', forse non ti stupirà sapere che io amo Piero Angela. Sono un suo fan sin da bambino: se sono diventato l'amante della scienza che sono, lo devo in gran parte a lui. Già allora guardavo Quark e poi Superquark: una passione che continua tutt'ora e di sicuro non abbandonerò nemmeno in futuro.

Ciò non toglie, però, che anche Piero Angela è un essere umano, e in quanto tale non è immune dal fallimento. Per quanto mi riguarda, è quanto è successo per esempio con Superquark Musica: un progetto a cui il giornalista torinese teneva molto, che andava in onda subito dopo il Superquark "regolare". Mi spiace doverlo dire, ma per quanto mi riguarda è stato un format realizzato male, in maniera frettolosa e poco approfondita - il che stupisce, considerando la caratura e l'usuale professionalità del personaggio di cui parliamo.

giovedì 5 aprile 2018

"Whiplash" e l'importanza dei dettagli

Avere una conoscenza approfondita in un campo specifico della cultura è un bene, senza dubbio, ma in certe occasioni può anche essere un'arma a doppio taglio. Per esempio, lo è quando si fruisce di una storia, film o romanzo che sia: se la trama, in parte o nel suo complesso, si basa su un argomento che conosci bene, noti facilmente se l'autore ha compiuto degli errori. E in quel caso, l'esperienza ne esce un po' rovinata.

È quello che è accaduto a me, per esempio, quando di recente ho recuperato Whiplash. Film del 2014 di Damien Chazelle (il regista diventato famoso per La La Land), parla sempre di jazz: in particolare, è la storia di un batterista di questo genere - il che ha rappresentato anche l'attrattiva principale che mi ha portato a volerlo vedere. Ma se da un lato mi è sembrato un film soddisfacente, certi dettagli mi hanno fatto un po' storcere il naso, specie per quanto riguarda proprio il ritratto che il film fa della musica.

venerdì 13 ottobre 2017

L'importanza degli spazi

Nello scorso post - che di sicuro hai letto, ma se non l'hai fatto puoi recuperare qui - ho fatto un parallelismo tra la vita di uno che (come me) suona la batteria e quella di uno scrittore. Nel compiere questa analisi, ho elencato sette punti di unione tra i due mondi; sono sicuro però che riflettendoci se ne possono trovare molti di più.

Per esempio, riflettendo (e suonando, anche!) in questi giorni mi sono accorto dell'esistenza di un principio che non ho citato, ma di cui vale la pena di parlare. Rispetto a quelli del post di martedì è un argomento un po' più tecnico, ma questo non lo rende meno importante. Di cosa sto parlando? Del grande valore che hanno le pause e gli spazi.

martedì 10 ottobre 2017

7 consigli da un batterista a uno scrittore

Tra le passioni che ho, la musica è una delle mie preferite. Non faccio altro che ascoltarne tutto il giorno: anche in questo momento, mentre scrivo il post, ce l'ho in cuffia. Ma non mi accontento di essere solo un fan, cerco anche di partecipare io stesso in prima persona alla musica: per esempio, da molti anni suono la tastiera, seppur da autodidatta. Ma lo strumento che sento più mio - quello per cui ho studiato, ho preso lezioni, e in generale quello con cui me la cavo meglio - è la batteria.

Dopo qualche anno di stop per motivi di salute, da qualche mese ho ricominciato a dedicarmi allo studio della batteria con costanza e serietà. Nel frattempo però anche un'altra mia passione si è molto sviluppata ed è andata avanti: quella per la scrittura. Sarà anche per questo che di recente mi sono reso conto di come applicarsi a uno strumento e scrivere siano due impegni con molti punti di contatto, nonostante la distanza che c'è tra musica e letteratura.

venerdì 30 settembre 2016

I Metallica e l'odio viscerale

Forse lo avete letto o sentito dire anche se non frequentate l'ambiente metal: i Metallica stanno per pubblicare il loro nuovo album, Hardwired... to Self-Destruct, il primo a ben otto anni dall'ultimo Death Magnetic (se si eccettua il discusso Lulu, registrato in collaborazione con Lou Reed). Un'occasione così speciale da avere avuto una copertura molto ampia e non limitata solo al mondo metal.

Così, in queste settimane si è discusso tanto di loro in internet, specie in occasione dell'uscita di nuove canzoni o di ulteriori informazioni sull'album. Niente di strano, in fondo: si tratta di una delle band rock/metal più famose in assoluto al mondo, conosciute da chiunque, è normale che se ne parli. Ciò che mi lascia perplesso, però, è il modo in cui questo viene fatto: sono pochi infatti che riescono a discutere in maniera serena, tutti gli altri non fanno che dare il peggio di sé.

venerdì 10 giugno 2016

Il primo album non si scorda mai

Qui su Hand of Doom, non ho parlato molto spesso di musica, se non in maniera collaterale. In parte è perché la stragrande maggioranza dei miei ascolti ricade in generi molto di nicchia, che pochi apprezzano, almeno qui in Italia. È così per il metal, il mio genere preferito, che abbraccia il novanta percento di quello che ascolto. Vale lo stesso per l'ambient, un altro genere che amo e che suono anche coi Failor, un gruppo che ho formato un paio di anni fa con un mio amico.

Ci sono delle occasioni, però, in cui proprio non posso fare a meno di scrivere articoli musicali. Quale migliore occasione per farlo se non quando esce proprio il primo album ufficiale dei Failor? Ieri, nove giugno, abbiamo infatti pubblicato Senseless Painful Lives in Tears. Si tratta di uno split album, ossia un album condiviso, in questo caso con Il Vuoto, progetto metal che però, per l'occasione, ha sfoderato un pezzo più in linea con la tranquillità della nostra musica. Non so se a voi, lettori di Hand of Doom, il genere ambient possa piacere o meno. Del resto, questo non è un articolo promozionale, per spingervi a comprare - l'album tra l'altro si ascolta e scarica gratis - né tanto meno una recensione - farla su me stesso sarebbe assurdo . Ho deciso soltanto di parlarvi della mia esperienza sull'album, dei retroscena e delle curiosità: dopotutto, è questo che faccio qui.

venerdì 25 marzo 2016

Prime impressioni sbagliate

Forse voi non avete mai sentito nemmeno il loro nome, ma i Judas Priest sono un gruppo musicale fondamentale. Nell'ambito dell'heavy metal classico (il primo genere metal, da cui derivano tutti gli altri) sono una sorta di divinità - gli addetti ai lavori li considerano più importanti anche di nomi più famosi come gli Iron Maiden. Lo sono sia per la qualità altissima di tanti loro album che per aver inventato il genere: il loro secondo album Sad Wings of Destiny, uscito il 23 marzo del 1976, è infatti riconosciuto come il primo album heavy classico della storia.

Mi capita a volte, su Heavy Metal Heaven, di recensire qualche album nei pressi dell'anniversario della sua uscita, come per celebrarlo. Con Sad Wings of Destiny, vista la sua eccezionale importanza, non ho potuto certo fare eccezione: la sua recensione è uscita questo lunedì. In seguito, mi è successa una cosa curiosa: una persona mi ha lasciato un commento entusiasta presso il link della recensione sulla pagina Facebook della webzine. Era molto contenta, perché la canzone intitolata Angel è stata la colonna sonora di un evento importante per lei, e la mia recensione gliela aveva ricordata.

venerdì 30 ottobre 2015

SDL: 10 Waves of You - Fields of Venus

E' qualche tempo che sto pensando a dei modi per come rinnovare Hand of Doom, per renderlo più vario. Ne ho trovati diversi, che presenterò pian piano nei prossimi mesi, senza fretta: ora invece ho deciso di cominciare da questo nuovo tipo di post, intitolato "sfondi da lettura" (abbreviato in "SDL"). La decisione è venuta dal fatto che questo è, tra le varie cose, un blog in cui si parla di scrittura; uno scrittore vero deve essere anche un lettore, e magari mentre legge può ascoltare musica. Ho deciso così di selezionare, tra i miei ascolti abituali, quelli le caratteristiche giuste per non dare fastidio mentre si legge: vale a dire, musica tranquilla, d'atmosfera, non troppo agitata, preferibilmente strumentale (è provato che il cantato può distrarre, anche se in un altra lingua). Niente rock e metal, quindi (di loro parlo abbastanza nei miei altri siti, del resto), solo musica elettronica minimale, classica e simili, e solo una volta ogni tanto. Questi articoli non saranno, inoltre, recensioni: come negli articoli su libri e dei film, non ci sarà alcun voto, mi limiterò solo a riportare le mie impressioni di non addetto ai lavori.

martedì 3 marzo 2015

Stupidi pensieri di chiusura - seconda parte

Vi ricordate il post di un mese fa esatto, relativo ai pensieri che avevo sulla chiusura di Heavy Metal Heaven? Ebbene, nelle ultime settimane sono arrivato ancor più vicino alla decisione di chiuderlo e non più con la tranquillità precedente, proprio sbattendo una metaforica porta. Il motivo? Non solo il
già menzionato fatto che mi toglie tempo per le cose importanti, cosa in fondo risolvibile sottraendo a mia volta tempo alle distrazioni inutili (tipo Facebook) e concentrandomi più a lungo sul sito, ma anche e soprattutto l'atteggiamento che molte persone dell'ambiente musicale dimostrano nei miei confronti.

Se non siete pratici di come funzioni una webzine, vi spiego almeno come gestisco la mia: le recensioni che scrivo, vero cuore del sito (le notizie infatti sono di contorno, servono solo a riempire i tempi morti, nella mia visione) si dividono tra quelle che decido io, di dischi che ho a casa solitamente, e quelle invece richieste dai gruppi via mail. Mettiamo bene in chiaro un paio di cose, a questo punto:
  • scrivere una recensione, specialmente se approfondita come le mie, richiede moltissimo tempo per le decine di ascolti che mi servono ad assorbire un disco, e poi lo sforzo finale per essere messe nere su bianco; entrambi queste fasi, checché ne possa dire chiunque, costituiscono un vero e proprio lavoro, che richiede impegno e dedizione in gran quantità. 
  • Nessuno mi paga nemmeno un centesimo per queste recensioni, il che dal mio punto di vista è del resto assolutamente giusto: quando do un giudizio voglio infatti essere sempre onesto ed esprimere la mia opinione sincera, senza sentirmi condizionato da niente e da nessuno; trovo quindi che il meccanismo "soldi per una recensione" (come fanno tantissimi gruppi ed etichette) sia una pratica sbagliata e svilente, sia per chi paga che per chi viene pagato.
  • Più in generale, nessuno mi paga per svolgere quest'attività, fin'ora Heavy Metal Heaven non ha sponsorizzazioni di sorta né altre fonti di guadagno, perciò il suo bilancio è esattamente zero euro.
Riepilogando, ciò che le band fanno è richiedermi un lavoro su commissione, che però non è pagato in alcun modo: molti in questo caso parlerebbero di sfruttamento, quando non di vera e propria schiavitù (seppur ci sia da dire che gli schiavi avevano almeno vitto e alloggio, cosa che la mia webzine è ben lontana dal garantirmi). A me però non importa di questo, lo faccio più che volentieri e senza lamentarmi, per passione ed anche per la volontà di aiutare, di fare un favore a questi musicisti che sono spesso snobbati dalle grande webzine, che li sottovalutano e preferiscono dare voti alti solo ai grandi nomi internazionali del metal.

Da dove nasce il problema? Nasce quando alcuni (per fortuna non tutti), nonostante il grande favore che gli faccio, non solo non mi dimostrano gratitudine ma sputano anche sul mio lavoro. In particolare, ci sono due cose che non riesco proprio a tollerare: il primo è l'arroganza di chi non si accontenta della mano che gli tendo e vorrebbe prendersi tutto il braccio. Prima di accettare un gruppo, dovete sapere, avverto sempre che mi ci vorrà qualche mese per fare la recensione: ho bisogno di quel tempo, infatti, per riuscire a raggiungere un numero sufficientemente alto di ascolti. La maggior parte dei gruppi accetta volentieri questa condizione, ma capita anche che ci sia chi chiede tempistiche molto più strette. Può non sembrare niente di che, ma pensateci bene: io accetto di lavorare gratis per qualcuno, con gentilezza... e questo qualcuno invece di essermi riconoscente pretende anche di più da me? Dall'altra parte, posso capire che altri (specialmente le persone che lavorano nelle etichette discografiche) abbiano altre esigenze, che debbano vendere il prodotto, ma comunque non è un buon motivo per essere così arroganti con chi, come me, fa il favore di dargli una mano. Se non altro, io l'esigenza di far uscire per forza tutte le recensioni prima dell'uscita del disco non l'ho mai afferrata: una recensione sfasata di alcuni mesi non ricorderà alla gente che il disco è uscito? Non concepisco il fatto che non afferrino questo concetto, eppure in teoria di marketing dovrebbero capirne ben più di me, che ho seguito solo corsi base per la mia azienda; perché nella pratica del loro lavoro invece lasciano così tanto desiderare (e coi rapporti umani altrettanto)?

La seconda categoria, ancor più odiosa della prima,. è quella, più numerosa, dei gruppi e delle etichette che si comportano in maniera amichevole, almeno fino a quando la recensione non è online: a quel punto se ne disinteressano completamente. Niente commenti, niente like, niente condivisioni, nulla: mi ritrovo così ad aver lavorato per mesi per conto di una band che in cambio non è disposta nemmeno a perdere un minuto per condividere la propria recensione, nemmeno se è ampiamente positiva (ed anche se è contro-intuitivo, sappiate che succede più spesso con quelle con voto alto che con quelle di voto medio-basso). Questo, come potrete ben capire, è particolarmente fastidioso, un vero e proprio sputare su chi ha lavorato per te, ed ogni volta che succede ci rimango (scusate il francesismo) di merda. Sarà forse che sbaglio, che cerco di creare sempre uno spirito amichevole con le band che poi invece da parte altrui non viene percepito come tale, ma anzi forse viene preso addirittura in ostilità (chissà perché, poi...): fatto sta che mi succede pure troppo spesso. Il fatto più assurdo dell'intera faccenda è che la maggior parte delle volte ad adottare questo comportamento non sono band giovani, ai primi dischi, la cui mancanza di professionalità e di tatto può essere giustificato dall'inesperienza, no: sono spesso band più conosciute o che mi contattano tramite agenzie di public relationship o etichette, il che rende assolutamente ingiustificabile ed odioso la loro incompetenza.

Ci sono poi anche altri tipi di comportamento che sono più o meno fastidiosi (quelli degli spammer che infestano la pagina Facebook con foto e video senza manco scrivermi due righe per chiedere il permesso, per esempio), ma questi sono quelli di gran lunga più disturbanti, e negli ultimi tempi stanno divenendo sempre più pervasivi . Alla fine poi ancora non ho deciso se chiudere o meno, anche se sono più orientato in questo momento sull'andare avanti (credo sia per la mia testardaggine proverbiale), ma questo particolare del mio lavoro è comunque poco piacevole. Capisco però che sia fastidioso probabilmente anche per voi leggere queste righe (lo è davvero?), quindi vi chiedo scusa per lo sfogo.

venerdì 4 aprile 2014

Rabbia e delusione

In questi ultimi giorni, mi sto veramente chiedendo se non sia il caso di chiudere Heavy Metal Heaven. Alla fine sono certo che non lo farò, mi sto però semplicemente chiedendo se non sarebbe la cosa migliore per me. Ultimamente, infatti, anche quel poco di riconoscimento non ci viene dato più; i gruppi condividono tutte le recensioni (magari anche con voti minori!) tranne le nostre nei loro canali social, e più in generale il menefreghismo sembra sempre più in aumento.

L'apice si è toccato, comunque sia, in un concerto importante di Roma, nel quale abbiamo fatto volantinaggio a favore del sito, cosa su cui contavamo ma che è stata una totale delusione. Abbiamo infatti distribuito più di un centinaio di volantini, ed io non mi aspettavo certo cento "like" in più, ma almeno qualcuno, invece nemmeno uno ne è arrivato. Addirittura nemmeno il blog ha ricevuto una sola visita in più del normale (anzi, il giorno dopo il concerto abbiamo avuto persino meno visite della nostra media giornaliera), e a questo punto sembra quasi che nessuno li abbia nemmeno guardati, che siano finiti tutti nella spazzatura, cosa che ha quasi del sovrannaturale (che alcuni lo buttino via è possibile ed anche probabile, ma che proprio tutti, nessuno escluso, lo faccia, è una coincidenza che ha meno probabilità di accadere di essere colpiti da un asteroide). Non erano nemmeno pochi i volantini, tra l'altro, almeno in maniera relativa: ad un altro concerto di qualche mese fa ne abbiamo distribuiti tantissimi di meno, eppure quattro o cinque fan allora li avevamo guadagnati

Tutto ciò mi disturba abbastanza, come potete ben immaginare. Cosa c'è di sbagliato in Heavy Metal Heaven? E perché sta succedendo tutto questo negli ultimi mesi, in cui praticamente nulla è cambiato? Sinceramente non riesco a spiegarmelo, l'unica cosa che so è che la faccenda mi fa particolarmente arrabbiare. Sto provando a tutti i costi ad essere calmo, ma non riesco proprio a non essere infastidito se le band, per cui lavoro (perché di vero e proprio lavoro si tratta, quei cinque giorni in cui scrivo e correggo la recensione nonché gli approfonditi ascolti delle settimane precedenti), senza la minima retribuzione per giunta, non mi danno nemmeno la soddisfazione di farmi quel minimo di pubblicità che mi merito, e se nessun fan collabora o addirittura dimostra disprezzo, per ragioni che come appena scritto non riesco proprio a comprendere. Continuerò con ogni probabilità, comunque, a tenere aperto il sito, come già detto, perché dopotutto in gran parte ci scrivo per me stesso; solo, non chiedetemi di non essere arrabbiato e deluso, perché mi pare di averne tutti i motivi. Scusate lo sfogo e la tarda ora, in ogni caso.

martedì 4 ottobre 2011

A proposito di Vasco Rossi e Nonciclopedia

Giusto ieri, la notizia della chiusura di Nonciclopedia ha fatto il giro del web. Vorrei dire anche io la mia su questa storia: la mia opinione è che la censura non è mai bella, mai, nemmeno per contenuti folkloristici e quasi sadici come quelli che aveva questa non-enciclopedia. Posso immaginare la frustrazione degli amministratori di quelle pagine, che si sono visti implicati in una causa legale ingiusta che li ha prima costretti a censurare la pagina dedicata a Vasco Rossi - questa pseudo rockstar che fa il ribelle solo per immagine e usa la legge quando nemmeno serve - e poi a chiudere definitivamente i battenti. Per questo, invito tutti i miei eventuali elettori a firmare questa petizione in favore di Nonciclopedia e - spero che già sia così - di smettere di ascoltare la scena mainstream di cui il "Blasco" fa parte.

martedì 17 maggio 2011

Dio è morto... un anno fa

Un anno esatto fa scompariva Ronnie James Dio. Un anno insieme lunghissimo e cortissimo, mi pare quasi ieri che appresi questa orrenda notizia, eppure da un altro punto di vista son passati anni ed anni. Non ho nulla in particolare da dire, per il resto, volevo solo ricordare, ad un anno di distanza, la morte di un grandissimo nome per la musica che ascolto. E' tutto.

martedì 18 maggio 2010

Anche gli Dei possono morire

E' successo ormai da due giorni, ma solo oggi mi è venuto in mente di dedicare un pensiero alla scomparsa di Ronnie James Dio, un personaggio enorme nella storia dell'heavy metal e della musica tutta. Quando l'ho saputo è stato uno shock fortissimo, e mi è dispiaciuto tantissimo che abbiamo perso una persona del genere, che così tanto ha dato al mondo, artisticamente parlando. Riposa in pace, Ronnie.

P.S. ho ricominciato a scrivere, dopo gli ennesimi problemi, spero ora di riuscire a pubblicare qualcosa entro la fine del mese.

sabato 24 ottobre 2009

Che le danze abbiano inizio...

... ovvero, oltre a scrivere racconti, poesie, capitoli del romanzo, ho cominciato anche a registrare della musica, di genere dark ambient. Ho usato un microfono molto vecchio quindi la registrazione è molto "amatoriale" e sporca, ma alla fine le canzoni, a mio avviso, non sono poi così malvagie. Riporto questa notizia qui perché, alla fine, questo è il topic dove la mia "arte" (anche se forse è un insulto definirla così) viene mostrata; e questa musica ne fa parte, perciò merita di essere ascoltata da chi vuole apprezzare un'altra sfaccettatura di me. Per chi ne fosse interessato, comunque, può ascoltare le mie canzoni a questo indirizzo, che poi è anche il mio "MySpace ufficiale", per così dire. Non pretendo certo che siano ascoltate, o che piacciano a qualcuno dei miei lettori, ma spero che risultino comunque di gradimento.