Oggi è San Valentino, e la mia personale tradizione, giunta qui al suo terzo anno, è di pubblicare una piccola poesia o un sonetto per Monica, per farle una sorpresa dolce. Questa volta ci ho pensato un po', prima di farlo: visto la piega più professionale che Hand of Doom ha preso nell'ultimo anno, forse un contenuto del genere non ci sta molto bene sule sue pagine. Alla fine però ho deciso di pubblicarla lo stesso, visto che presumo non dia fastidio a nessuno, dopotutto. Spero che sia così, ma soprattutto mi auspico che piaccia alla persona a cui è dedicata!
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domenica 14 febbraio 2016
sabato 14 febbraio 2015
Senza trovare le parole
Oggi vi tocca un post fuori dalla solita serie del martedì (e fuori orario rispetto al solito, anche): niente di più che una poesiola, che volevo dedicare alla mia Monica per questo San Valentino. Non è tra le mie più riuscite, credo, ma spero che a voi (ma soprattutto a lei) piaccia.
Senza trovare le parole
Senza trovare le parole
Ci ho provato
e riprovato
Ho pensato
molto a lungo,
Mi son sforzato
per scrivere
Una poesia
per te, Monica
Per questo
San Valentino
Ho pensato
ad un sonetto
Ho cercato
qualche tema
Ma tutto è
stato inutile:
Non son
riuscito a creare
Nulla degno
di una dedica
Ma è colpa
(o merito) tuo
Che sei così
fantastica che
Non riesco a
trovare parole
Degne di
descrivere il mio
Amor per te
senza sminuirlo
sabato 16 agosto 2014
Stasera...
Di solito programmo che posterò qualcosa su questo blog almeno con qualche giorno d'anticipo, ma ogni tanto mi piace anche postare anche qualcosa di non previsto. Questo è proprio uno di quei casi: ho scritto questa mezza specie di poesia tornando dal lavoro stasera, di getto, provando a descrivere il mio stato d'animo, eccezionalmente positivo stasera. Ovviamente è dedicata a Monica, anche se spero piaccia anche a tutti voi!
Stasera...
Guardo il cielo, stasera
Il cielo del crepuscolo
Ancora non nero, scuro
Ma caldo ed avvolgente;
E sento sulla mia pelle
L'aria fresca, quasi fredda
E tranquilla, rilassata,
Di una pigrizia gioiosa.
Tutto questo mi fa sentire
Sereno, in pace col mondo
E sembra che le angosce
Quasi siano sparite.
Ma non è il cielo, in realtà
E nemmeno l'aria fresca
Che mi fanno provare
Questa gioia spirituale.
E' solo la consapevolezza,
Mia cara Monica
Che tu sarai con me,
Stasera ed ogni sera
Che verrà in futuro:
E questo significa
Che tutto andrà bene
Per sempre, per me.
Stasera...
Guardo il cielo, stasera
Il cielo del crepuscolo
Ancora non nero, scuro
Ma caldo ed avvolgente;
E sento sulla mia pelle
L'aria fresca, quasi fredda
E tranquilla, rilassata,
Di una pigrizia gioiosa.
Tutto questo mi fa sentire
Sereno, in pace col mondo
E sembra che le angosce
Quasi siano sparite.
Ma non è il cielo, in realtà
E nemmeno l'aria fresca
Che mi fanno provare
Questa gioia spirituale.
E' solo la consapevolezza,
Mia cara Monica
Che tu sarai con me,
Stasera ed ogni sera
Che verrà in futuro:
E questo significa
Che tutto andrà bene
Per sempre, per me.
giovedì 3 luglio 2014
Un anno
Oggi è l'anniversario mio e di Monica: esattamente un anno fa, il 3 luglio del 2013 (come vola il tempo!), ci mettevamo insieme, e da allora lei è stata una presenza fissa e bellissima nella mia vita. Potevo quindi, per l'occasione, non dedicarle una poesia? Ovviamente no! Questa comunque non è niente di che, ma spero che almeno al mio grande amore piaccia.
Un anno
Quasi non sembra che sia passato
Un intero anno dal dì in cui
Il primo bacio tu mi hai dato
Rischiarando i miei giorni bui
Allora, scacciati i miei mali
I mesi veloci sono volati,
Pieni di momenti tanto speciali
Come mai ne avevo provati.
E ogni giorno, a tutte le ore
Mi benedici col tuo restare
Nei giorni miei se no sbiaditi
Ma è un’altra la cosa migliore:
Che questo tempo non è singolare
Ma l’inizio d’una vita uniti
Un anno
Quasi non sembra che sia passato
Un intero anno dal dì in cui
Il primo bacio tu mi hai dato
Rischiarando i miei giorni bui
Allora, scacciati i miei mali
I mesi veloci sono volati,
Pieni di momenti tanto speciali
Come mai ne avevo provati.
E ogni giorno, a tutte le ore
Mi benedici col tuo restare
Nei giorni miei se no sbiaditi
Ma è un’altra la cosa migliore:
Che questo tempo non è singolare
Ma l’inizio d’una vita uniti
venerdì 14 febbraio 2014
La mia panacea
Oggi è il mio primo San Valentino in assoluto che passo insieme ad una persona che amo e che mi ricambia; essendo perciò un'occasione così speciale, non posso che festeggiarla riempiendo di sorprese la mia Monica. Il sonetto qui di seguito è appunto una di queste sorprese; spero però che anche agli altri piaccia, e che soprattutto non li faccia scappare dal mio blog per l'invidia o per la troppa zuccherosità!
La mia panacea
Il più
grande dolor posso provare,
Le ansie più
cupe e tenebrose,
Tanta rabbia
da poter scoppiare
Ed altre
emozioni dolorose;
Ma poi tu
fai quel sorriso
Così tenero
e così sincero
Che fa
splendere il tuo bel viso
Più
intensamente del sole vero.
E a luce
così forte, il male
Come la neve
si scioglie, veloce
Rimpiazzato
da gioia ed amore;
Ché tu,
Monica, scacci il dolore,
Per quanto
possa essere atroce,
Col tuo
essere così speciale.
lunedì 18 novembre 2013
Occhi
Oggi un post veloce post veloce: ecco qui una breve poesia che ho scritto in questi giorni per Monica, nulla di che ma erano cose che mi sentivo dentro. Tutto qui, vi lascio alla poesia!
Occhi
Se tu potessi vederti coi miei occhi
Solo per un giorno, in vita tua
Vedresti allora quanta bellezza
Racchiudi nella tua persona
In quel volto piccolo e grazioso
In quel fisico, che tu non ami;
E, soprattutto, nei tuoi occhi,
Pozzi scuri ed intelligenti
In cui per ore io mi perderei
Per me pure però sarebbe bello
Perché nello scambio, a me,
Arriverebbero gli occhi tuoi
E potrei guardar me stesso
E capire, finalmente, perché
Io, che bello affatto sono
In nessunissimo lato di me
Son amato tanto intensamente
Da una donna così meravigliosa
Occhi
Se tu potessi vederti coi miei occhi
Solo per un giorno, in vita tua
Vedresti allora quanta bellezza
Racchiudi nella tua persona
In quel volto piccolo e grazioso
In quel fisico, che tu non ami;
E, soprattutto, nei tuoi occhi,
Pozzi scuri ed intelligenti
In cui per ore io mi perderei
Per me pure però sarebbe bello
Perché nello scambio, a me,
Arriverebbero gli occhi tuoi
E potrei guardar me stesso
E capire, finalmente, perché
Io, che bello affatto sono
In nessunissimo lato di me
Son amato tanto intensamente
Da una donna così meravigliosa
venerdì 23 agosto 2013
Sole e mare
Ok, e' quasi un mese che non scrivo niente, ma datemi tregua: ero in vacanza con la mia ragazza, vacanza che proprio oggi e' terminata: mi pareva carino, pero', terminarla con una poesia d'affetto, dedicata proprio a Monica, che cosi' tanto bella mi ha reso questi giorni. Tutto qui, lei se la goda e voi altri lettori magari leggetela: ah, e scusate per le lettere apostrofate invece che accentate: non sono sul mio solito pc, attualmente in riparazione, ma su un tablet, percio' non posso fare altrimenti (prometto pero' che appena torna, sistemo tutto).
Sole e mare
Quando tu sei qui, vicina a me
Il mondo sembra meno duro,
Ed i guai non esistono piu'
Perche' calmi ogni tempesta
E pien di gioia mi fai esser
Quando invece non ci sei
Il di' sembra splender meno
E la noia mi coglie spesso
Senza te a riempir il tempo
Colla gran felicita' che causi
Perche' io e te, Monica mia
Siam come il sole ed il mare:
Separati e' freddo inverno
E insieme e' un'estiva gioia,
Sole e mare
Quando tu sei qui, vicina a me
Il mondo sembra meno duro,
Ed i guai non esistono piu'
Perche' calmi ogni tempesta
E pien di gioia mi fai esser
Quando invece non ci sei
Il di' sembra splender meno
E la noia mi coglie spesso
Senza te a riempir il tempo
Colla gran felicita' che causi
Perche' io e te, Monica mia
Siam come il sole ed il mare:
Separati e' freddo inverno
E insieme e' un'estiva gioia,
lunedì 8 luglio 2013
Ragazza bellissima
Chi mi segue su facebook già lo sa, per gli altri lo annuncio ora: ebbene si, ho una nuova fiamma. Si chiama Monica, e stavolta credo davvero possa essere la mia "anima gemella". Perché sono fiducioso, nonostante la schifezza della storia precedente? Perché l'altra mi ha tenuto un anno e mezzo in sospeso, senza volermi nemmeno vedere, quest'altra è invece attualmente a circa 10 centimetri da me, e negli ultimi giorni siamo stati sempre insieme. Per questo, vorrei dedicarle un piccolo sonetto, niente di che, ma che spero possa essere un ringraziamento adeguato a tutto quello che sta facendo per me, e che spero continuerà a fare molto a lungo.
Ragazza bellissima
Di essere
brutta, tu pensi
Di esser
orrenda, addirittura
Non ciò che
appare ai miei sensi
Ossia
un’amabil creatura.
Che vive qui,
a me vicinissima
Che di amore
me ne da sì tanto;
Che è
sincera, e pur dolcissima
Ed è per me
gran motivo di vanto
Ed io non
posso altro, da par mio
Darti tutto ciò
di cui degna sei,
Ovver amarti
con tutto me stesso
Perché tu, Monica,
amore mio
Sei divenuta
la mia vera lei:
L’ora d’amarti,
è giunta adesso!
sabato 6 aprile 2013
Ad perpetuam memoriam
Gli occhi tuoi meravigliosi
Non brillano
più, oramai
Di quella
luce d’amor e di vita
Di cui una
volta eran così colmi
Ed il tuo
corpo, così atletico
Che sì tanto
amava correre
Riposa ora,
immobile e cheto
In un mare
di tranquillità
Ormai dolore
più non provi,
Quello è
soltanto per noi vivi
Cui tanto
amor hai saputo dare,
Che non si
poté non ricambiar
E noi ti
amavamo così tanto
Che or la
sofferenza ci divora
Sapendo di
non poter colmare
Il vuoto
della tua mancanza.
Eppur nel
nostro cor straziato
Un angolo di
beltà resta tuttora:
E’ quello in
cui noi serbiamo
Il ricordo
della tua meraviglia;
E quello
nulla potrà cancellarlo
Sicché tu,
nelle nostre anime
Potrai
continuar ancor a correre
Per sempre,
per sempre felice.
Ciao Luna
venerdì 15 marzo 2013
Riflessioni oscure
Visto che non ho nessun altro contenuto di scrittura da postare, essendo io come già detto molto occupato, oggi arriva una poesia che ho scritto qualche tempo fa come esperimento per me stesso. E' un sonetto sul modello classico, e parla (stranamente) di tristezza. Niente di che, spero solo che non vi faccia schifo.
Riflessioni oscure
Che senso ha vivere questa vita
Se felicità avere non si può?
Ogni via all’amor è svanita
Ed aver amor io mai avrò?
Tali domande consumo pensando,
E non una risposta mi sovviene;
Ma continuo a pensarci in tondo
Percorrendo un ocean di péne.
E concludo: viver, ma per ché ormai?
Nulla vi è per me, nel mondo fuori
Solo un’esistenza desolata
E sicur per nulla desiderata:
Sì vivrò questa vita di dolori
Senza amor alcuno avere mai
Riflessioni oscure
Che senso ha vivere questa vita
Se felicità avere non si può?
Ogni via all’amor è svanita
Ed aver amor io mai avrò?
Tali domande consumo pensando,
E non una risposta mi sovviene;
Ma continuo a pensarci in tondo
Percorrendo un ocean di péne.
E concludo: viver, ma per ché ormai?
Nulla vi è per me, nel mondo fuori
Solo un’esistenza desolata
E sicur per nulla desiderata:
Sì vivrò questa vita di dolori
Senza amor alcuno avere mai
sabato 16 febbraio 2013
Non piangete per me
Era un bel po' che non mi capitava di postare una poesia triste, ma qualche settimana fa, in un periodo abbastanza brutto, mi è capitata di scriverne una, che ora vi ripropongo. Vi devo avvertire che è veramente molto triste; per il resto nient'altro da dire, se non di leggerla.
Non piangete per me
Non piangete per me
Quand’io morrò
E certo
presto sarà,
Ché ormai
son stanco
Troppo, ed
abbattuto,
A tutti una
sola cosa
Io vorrei
chiedere:
Non piangete
per me.
Non piangete
per me,
Perché in
vita m’avete sì odiato
E sol
disprezzo ho potuto patire,
Mai
compreso, giudicato solo
Non piangete
per me,
Perché sol
stupido, o tirannico
Od odiabile fu’io
per voi, e mai
Buon amico,
o persona per bene
Non piangete
per me,
Perché
l’amor mio era odio
E la
tristezza una patetica farsa
Per voi, che
mai il vero vedeste
Non piangete
per me,
Perché in quest’ora
sì buia per me
Lasciato
m’avete alla solitudine
Ignorato
come se non esistessi
Non piangete
per me,
Perché se solamente
aveste voluto,
Si poteva certo
evitar tutto questo
Ma nemmen un
dito avete mosso
Non piangete
per me,
Io chiesi,
ma mi illudo:
Son sicuro in
fine che,
Come scrissi
altrove,
Nessun
piangerà per me
E questa mia
epigrafe
Sarà
solamente eco
A sparire in
lontananza
venerdì 11 gennaio 2013
Idee e uomini
Dopo un po' di tempo in cui non ho più postato poesie, anche se credo che non siano mancate a nessuno, in questo periodo ne ho scritte alcune, e quando mi andrà spero di riuscire a postarle. Questa, la prima, è scaturita da un'idea che mi è balzata alla mente proprio in concomitanza con l'inizio dell'anno, ispirato dallo spettacolo dei fuochi artificiali, che alla fine è diventata un componimento. Detto questo, spero solo vi piaccia. Ah, e per quanto riguarda i racconti: uno nuovo è pronto, e spero sarà pubblicata proprio al massimo il prossimo lunedì (sempre che non abbia gravi problemi nel frattempo).
Idee e uomini
Vagavo per
l’urbe antica
In quel dì in
cui l’anno inizia.
Ed ovunque
il guardo giacesse,
La mente
mia, inquieta
Correa verso
un sol pensiero:
Che l’idea è
una meraviglia
E l’uomo è
singolar bruttura
Ovunque,
infatti, il popolino
Andava
ubriaco, e sguaiato
E il rischio
di ledersi alto era;
E solo
distruzione vi rimaneva,
Nessuna
bellezza, solo scorie,
Il peggio
dell’umana razza
Ma le idee
eran bellissime,
Ed ovunque
vi era arte e storia
Ed assoluta gioia
per l’anima;
E così lo
spettacolo dei fuochi,
Che pitturò
il cielo di sfumature,
Intimamente
toccante per me
Perciò invero
ora io credo
Che quelle sì
esigue menti
Che ovra la
massa si elevan
Idee magnifiche
abbiano:
Ma quel volgo turpe e vil
Ma quel volgo turpe e vil
Che non ha
che bestial istinto
Ha solo il
mio profondo Odio.
giovedì 25 ottobre 2012
Amici
Dopo tantissimo tempo che non lo facevo, ho scritto una poesia, anche se son sicuro che nessuno ne sentiva la mancanza. Eppure, mi sentivo di farla, un giusto tributo alle persone che mi hanno aiutato, da quasi un anno e mezzo, a passare dal periodo peggiore a quello migliore di tutta la mia vita. Con questa poesia vorrei dir loro grazie, a tutti quelli che ho (che sono pochi ma buoni), ma in particolare a tre di loro, i più stretti: Ago, Diego e Giorgio. Per il resto, niente... è una poesia come tante altre, spero che non vi dispiaccia.
Ed anche se i problemi restan
Amici
Guardando a
me,
Alla mia
esistenza,
Ne avrei ben
donde,
Di lagnarmi e
pianger:
Non son
bello né intrigante,
E del
sonante ne vedo nulla;
La notte è
insonne, dormo a stento,
E
soprattutto mi manca l’amor
Che sì
intensamente bramo.
Eppur né
lacrima bagna il mio viso
Né dalla
bocca lamentazion esce,
Poiché ho
verissimi amici con me
Che mi
aiutan, e mi sostengono
E mi fan
sentir apprezzato
Ed anche se i problemi restan
Quas’io non
li sento a lor grazie,
Tanto quest’amicizia
è bella;
Sì solo
allegria, mai tristezza
Rempe le ore
in lor compagnia
E con questo
modesto canto vorrei
Dire loro:
grazie di tutto quanto!
Poiché la
loro amicizia per me è
Qualcosa
senza cu’io non vivrei
giovedì 9 agosto 2012
Il tradimento della carne
No, non c'è nulla di sessuale o di morboso in questa poesia (anche se l'ho intitolata così volontariamente, come esperimento, per vedere se ci saranno più visite del solito!), bensì esso parla di qualcosa di diverso, in particolare di una storia accaduta a me. Lo scorso fine settimana da queste parti c'era il festival celtico: avrei voluto passarli tutti e due con gli amici, se non fosse che la notte tra i due giorni non ho proprio chiuso occhio, sono stato ore ed ore ed ore sveglio senza riuscire a dormire un secondo, e alla fine è diventata una tortura; poi il giorno dopo stavo così male che sono dovuto tornare a casa, purtroppo, quindi il festival è stato rovinato, nonostante il gran divertimento del giorno prima. Qualche giorno dopo mi è venuta l'idea di trasporre la mia irritazione e la mia frustrazione per la vicenda poeticamente, ed infine eccola qua. Non è una poesia triste, comunque: è solo un po' amara, tutto qui (mentre di poesie tristi, ve lo dico chiaro, ho ben poca voglia di scriverne ancora). Ecco, questo è quanto, vi lascio alla poesia.
Il tradimento della carne
Il tradimento della carne
Cosa devo
far con te, o corpo,
Che quando
serve mi abbandoni?
Cosa posso
fare se tu, che sei
L’unica vera
proprietà che ho
Mi tradisci
proprio sul più bello?
Non mi lasciasti
dormir affatto
Torturandomi
stavolta per ore;
E poi
svenisti, quasi vomitasti,
Mi facesti
avere allucinazioni.
Troppo male, e dovetti lasciar,
Quando non
desideravo che
Sol star bene
con gli amici
Ed
intimamente penso che
I’vorrei sol
essere pur spirito
Senza
l’orrore di siffatto corpo,
Cosicché mai
più possa cadere
In un
fallimento del genere.
venerdì 13 luglio 2012
Sogni e tenerezza
E' passato un mese esatto dall'ultima poesia pubblicata, ed è quindi l'ora di pubblicarne una nuova! ("Ma anche no" diranno i miei lettori!). A parte gli scherzi, senza pianificazione, ieri sera ero sul mio letto, e già stavo quasi per addormentarmi quando mi è venuta un'idea per una poesia. L'ho scritta di getto nel telefonino, e oggi, riguardandola, mi è piaciuta moltissimo, perciò la propongo anche a voi. E' una poesia solare, ottimista, felice e soprattutto molto delicata e dolce, come pochissime ne ho fatte; parla dei miei sogni d'amore, che nonostante le situazioni schifose che ho vissuto, non moriranno mai, nulla mi farà mai arrendere dai miei propositi romantici. Per me è bella, spero che ve la godrete anche voi.
Sogni e tenerezza
Sto
aspettando il meritato sonno
Ma esso non
arriva, ancora,
Il calore è
tanto greve che
Addormentarsi
è davvero arduo.
Posso però, comunque
Sognare lo
stesso ad occhi aperti
Ed il mio
pensiero corre stasera
Subito verso
l’amor romantico:
Mai in vita
mia ne ho avuto,
Ma non mi
arrendo, e avanti vo
Perché son
certo che colei che
Me ne darà incontrerò, prima o poi
Ed anche se
molto tempo passerà
Il mio sogno
non svanirà domani,
Né il giorno
dopo, ma rimarrà
Finché non sarà diventato reale.
Così mentre
la mia lei futura
Sogna
anch’ella il grande amore
Chissà dove,
io col pensiero
Le do
un’affettuosa buonanotte
E mentre mi
domando chi sarà
E quando il
destino, finalmente
Ci unirà, infine
i sensi vengon meno
E scivolo
dolcemente nel sonno.
mercoledì 13 giugno 2012
La dolcezza ritrovata
Invece di far pausa con l'arrivo dell'estate, mi è presa una strana estasi creativa, con la quale, praticamente dal nulla, sono riuscito a tirare fuori un racconto completo, persino bello. E' un racconto dedicato, quindi non so se lo posterò già la settimana prossima (devo chiedere prima alla persona a cui è dedicato), ma io spero che già domenica o lunedì possa venire postato. Nell'attesa, comunque, ho deciso di pubblicare questa poesia, che ho composto qualche settimana fa, e che mi sento di pubblicare ora, sia per non farvi pesare l'attesa del nuovo racconto, sia soprattutto per dedicarla alla mia ex-ragazza, che martedì compie gli anni. Certo, potevo postarla martedì, ma poi la gente notava solo la poesia tralasciando il racconto, e tra lei e l'amico del racconto, io non posso che privilegiare il mio amico. Perciò godetevi questa nuova poesia, in bilico tra quelle "dell'odio" e quelle dolci e felici, forse una delle più belle.
La dolcezza ritrovata
Tempo
addietro, anni fa
Il mio cuore
era sì pieno
Di voglia di
amicizia,
Di amore, di
speranze
Di sogni, di
gran bontà,
E di ingenuo
affetto,
Ch'era una
meraviglia
Poi
arrivarono gli altri,
Uomini e
donne crudeli,
Che dei miei
sentimenti
Per nulla si
curarono
E
cominciarono a devastare
Lenti ma
inesorabili
Tutte le
bellezze ivi presenti
Una persona
in particolare
Mentendo
dicendo “ti amo”
Distrusse
tutto quanto,
Così il mio
cuore fu spezzato
Rimanendo a
lungo così
Poi però
decisi di non mollar,
E mi sforzai
per tornar a pria
Alla fine
ebbi successo, oh si,
Ed or il mio
cor è nuovamente
Pieno di
dolcezza e di amore;
E le brutte
vicende vissute
Son uno
scudo d’esperienza
Che
proteggerà l’animo mio
Dal rischio
che il mal si ripeta
venerdì 25 maggio 2012
Ode odiosa
E dopo gli sfoghi, una nuova poesia rabbiosa, ne avevo scritto anche un'altra, molto più dolce ma visto il periodo ho preferito questa. Non che io sia sempre rabbioso, anzi sto bene, ma certe cose che leggo e che vedo mi fanno adirare. Ecco perché, a quella, ho preferito questa, che se anche non c'entra un tubo con i fatti di cronaca e con le mie riflessioni precedenti, esprime comunque rabbia, uno dei sentimento che provo. Spero che sia di gradimento ai miei zero lettori!
Ode odiosa
Ultimamente son allegro,
Spesso, poiché sovrappensiero
Son, senza ansie né crismi
E riesco a godermi appieno
Ogni giorno di questa vita
Non così dura, in fin dei conti
Ma ci son delle volte in cui
Alcuni mi ritornan in mente:
Persone che mi hanno deluso
Che mi hanno tradito,
Che mi hanno fatto del male
Che han usato malignità su me
E arriva un momento di rabbia
Solo un attimo, però:
Subito dopo subentra l’ilarità!
Poiché tali persone subdole
Senza alcun valore in cui credere
Vivon un total vuoto intellettuale.
Una vita senza senso alcuno
E’ la loro, poiché essi
Nel sonno eterno della ragione
Camminano, ed in esso sussiste
Tanto buio che alcuna luce,
Umana o divina, può illuminare.
Ed anche se dovrei compatirli
Mi fanno solo ridere, loro,
Che si credevano così realizzati
Nel prendermi in giro,
E che invece sono zeri assoluti,
Gente idiota che nulla più può far
Mentre io, per quanto ancor
Non sia affermato nella vita,
Penso che tra poco potrei;
Ma anche se sì non fosse
Sarò pur sempre superiore
Per intelligenza, a tal feccia!
Ode odiosa
Ultimamente son allegro,
Spesso, poiché sovrappensiero
Son, senza ansie né crismi
E riesco a godermi appieno
Ogni giorno di questa vita
Non così dura, in fin dei conti
Ma ci son delle volte in cui
Alcuni mi ritornan in mente:
Persone che mi hanno deluso
Che mi hanno tradito,
Che mi hanno fatto del male
Che han usato malignità su me
E arriva un momento di rabbia
Solo un attimo, però:
Subito dopo subentra l’ilarità!
Poiché tali persone subdole
Senza alcun valore in cui credere
Vivon un total vuoto intellettuale.
Una vita senza senso alcuno
E’ la loro, poiché essi
Nel sonno eterno della ragione
Camminano, ed in esso sussiste
Tanto buio che alcuna luce,
Umana o divina, può illuminare.
Ed anche se dovrei compatirli
Mi fanno solo ridere, loro,
Che si credevano così realizzati
Nel prendermi in giro,
E che invece sono zeri assoluti,
Gente idiota che nulla più può far
Mentre io, per quanto ancor
Non sia affermato nella vita,
Penso che tra poco potrei;
Ma anche se sì non fosse
Sarò pur sempre superiore
Per intelligenza, a tal feccia!
venerdì 11 maggio 2012
Mai piegato, mai inchinato, mai spezzato
In questi giorni di così intensa scrittura (penso che il prossimo racconto, per quanto difficile da scrivere, massimo tra due settimane è pronto, giuro), mi sono cimentato anche a scrivere qualche poesia. Qualcosa è cambiato in me da quanto ho ideato "Fiamme": le poesie non mi vengono più tristi, mi vengono anzi allegre, piene di una ilarità cattiva. Non ho idea del perché, ma secondo me queste poesie sono meritevoli come le altre, perciò le posto qui. Ne ho scritte già due e una terza è in cantiere, pian piano le posterò tutte, anche se aspetto un po' di tempo tra l'una e l'altra. Comunque, la poesia è dedicata ad una comunità di "persone" di cui facevo parte, che all'inizio era come tutte le comunità, ma che poi è degenerata, per colpa della stupidità di certi soggetti, ed io volendovi comunque restare, ma senza conformarmi a quel "branco di pecore", sono stato trattato male in ogni maniera possibile, mobbizzato, diffamato, persone che credevo amiche mi hanno abbandonato solo per diventare pecore anche loro, e così via. Allora ero un po' diverso da allora: certe cose mi facevano male, non come ora che cose così mi scivolerebbero persino addosso, e per questo ogni tanto torno a pensare a quanto disprezzo quella gente: ma la parola "disprezzo" non è scelta a caso, non è "odio", perché non odio questa gente, semplicemente provo un disprezzo disinteressato, di loro pochissimo mi importa, nemmeno serbo rancore (infatti questa poesia non è per rabbia o per vendetta, ma giusto per ridere sulle loro miserevoli intelligenze(e se qualcuno di loro lo leggesse: si, è intelligenze, non "intelligienze" come pensate XD)). Ultima cosa (poi davvero vi lascio alla poesia), l'ispirazione per questo componimento mi è venuto dai libri di George R.R. Martin delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, in cui "Mai piegati, mai inchinati, mai spezzati" è il motto di una delle case nobiliari ivi presenti; la poesia non c'entra niente con le sue opere, ma lo spunto per cominciarla lo devo a lui.
Mai piegato, mai inchinato, mai spezzato
Avete
provato a farmi piegar la schiena,
A
schiavizzare il mio cervello
Poi mi avete
cacciato, solo perché
Son rimasto
me, a voi non omologato
Avete poi
provato a farmi inchinare
Davanti al vostro
enorme “potere”
Ma l’orgoglio
mio è fortissimo
E davanti a nessun
cado in ginocchio
Allora avete
provato a spezzarmi
Con prese in
giro e crudeltà;
Ma se pur
qualche ferita l’ho avuta
Son vivo, ed or più sano che mai.
Dovete saper,
cari cultori dell’odio
Che siete
sol spazzatura nel mondo
Ed essendo
maturato, gente infima
Come voi mai
più potrà farmi male:
Poiché la
mia gran intelligenza
La vostra stoltezza
la deride solo
Anche se a
volte pur vi compatisce
Per le
vostre miserabili vite.
venerdì 27 aprile 2012
Fiamme
Facciamo il punto: è un po' che non scrivo su questo blog, e il motivo è presto detto: mi sono concentrato, in questi giorni, praticamente solo sul racconto capolavoro, che però sta diventando lunghissimo, e non è facile scriverlo bene, come vorrei. Lo sto scrivendo ancora, ma da qualche giorno ho cominciato a rivederne uno dei tanti lasciati incompiuti da tempo, per poter postare qualche nuovo contenuto a breve. Ci sono quindi due racconti in arrivo, non temete. Parallelamente, mi sono successe tante cose sul piano privato, che essendo faccende private non intendo divulgare; sull'onda delle emozioni provate di conseguenza, ho scritto una poesia allegorica, e penso che ne scriverò altre. Questo componimento comunque credo sia molto bello (non come quelle schifezze assolute di sonetti che scrivevo fino a poco meno di un anno fa), non è una solita poesia triste, per quanto non sia nemmeno allegra. Spero in ogni caso vi piaccia.
Fiamme
Fiamme
Nel mio cuor,
tempo addietro
Ardeva una
vivida fiamma,
Fatta di
vita, di luce e di amor,
Che brillava
per una persona
Sì intensa
da sembrar imperitura
Le sue
ardenti lingue di fuoco
Erano rosse,
arancioni ed oro
E la fiamma
era meravigliosa,
Tanto che così
bello alcunché
Avevo mai veduto
in vita mia
Ma colei per
cui essa brillava
Fingeva sol
che esistesse
Un altro
fuoco, al mio gemello;
In realtà
nel suo cuore
Solo freddo
gelo albergava
La mia
fiamma era forte e vera
Ed io credevo
in lei veramente:
Anche quando
venni abbandonato
Il fuoco non
si spense affatto
Ma continuò
a bruciare.
Ed io
speravo, e speravo
Che costei venisse
da me,
O qual
stolto che ero!
Eppur il fuoco bruciava ancor,
Eppur il fuoco bruciava ancor,
Nutrendosi col
mio cuore
Ma alla
fine, poco tempo fa
Scoprii
l’amara e triste verità:
Nessuna
fiamma gemella esisteva
C’erano solo
bugie, bugie, bugie
E niente
fuoco, solo ghiacci eterni.
Fin’ad
allora, di tutto avevo fatto
Per tenere
vivo quel sacro fuoco,
Fatto di
speranza ed amore,
Ma non
potevo farcela, da solo:
E la
scoperta portò alla rovina
Così quella
bella fiamma morì
E un’altra
si accese nel mio cor
Fatta di
lingue di fuoco verdi,
Sinistro
color del veleno:
Era la
fiamma del disprezzo
Ed ora,
arrabbiato e deluso
Ma pur
sereno nella rassegnazion
Cercherò una
nuova persona
Che possa accender
nuova fiamma,
Senza però
inganni e bugie
E il mio
sogno è proprio quello
Di trovarne
una così bella
Che la sua
fiamma duri quanto
Quell’altra,
quella verde
Il cui fuoco
di odio mai sparirà
venerdì 30 marzo 2012
Aspettando di dormire
Il mio racconto capolavoro sta procedendo più a rilento di quanto pensassi, oltre al fatto che sto portando avanti altri progetti parallelamente, tra cui il nuovo capitolo del romanzo e un altro racconto, che ho scritto, poi abbandonato e poi ripreso ora, dopo mesi, ed adesso è quasi finito. Nel frattempo, però, ieri sera, sdraiato nel letto, appena prima di dormire, ho scritto col cellulare una poesia. Oggi l'ho riletta e mi è piaciuta, così ho deciso di pubblicarla qui. Ovviamente la persona di cui parlo è la mia ex fidanzata, che ancora rimpiango, anche se nonostante la depressione sto scoprendo comunque un po' di felicità, in questo periodo. Spero che vi piaccia, e che non vi dispiaccia questa pausa così lunga tra un racconto e l'altro: prometto che farò di tutto per farmi perdonare e terminare almeno un nuovo racconto presto.
Aspettando di dormire
E’ ormai tarda
notte
E manca poco
al sonno
I miei
pensieri vagan liberi
Attendendo
il dolce riposo
Le immagini
volan vivide,
Che tutte le
parole, a stento
Riescono a
descrivere
Sì grande
sensazion di pace
Ma i miei
ultimi pensieri
Son sempre
per lei, colei
Che or, per
sempre persa,
Mi diede
dolor ma anche tanta gioia
Ed anche se
più non vorrei amarla
Non riesco
il ricordo suo a lasciar
E mi
addormento, triste
In questo
letto vuoto, solo.
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