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domenica 14 febbraio 2016

Una poesia inutile

Oggi è San Valentino, e la mia personale tradizione, giunta qui al suo terzo anno, è di pubblicare una piccola poesia o un sonetto per Monica, per farle una sorpresa dolce. Questa volta ci ho pensato un po', prima di farlo: visto la piega più professionale che Hand of Doom ha preso nell'ultimo anno, forse un contenuto del genere non ci sta molto bene sule sue pagine. Alla fine però ho deciso di pubblicarla lo stesso, visto che presumo non dia fastidio a nessuno, dopotutto. Spero che sia così, ma soprattutto mi auspico che piaccia alla persona a cui è dedicata!

sabato 14 febbraio 2015

Senza trovare le parole

Oggi vi tocca un post fuori dalla solita serie del martedì (e fuori orario rispetto al solito, anche): niente di più che una poesiola, che volevo dedicare alla mia Monica per questo San Valentino. Non è tra le mie più riuscite, credo, ma spero che a voi (ma soprattutto a lei) piaccia.

Senza trovare le parole

Ci ho provato e riprovato
Ho pensato molto a lungo,
Mi son sforzato per scrivere
Una poesia per te, Monica
Per questo San Valentino

Ho pensato ad un sonetto
Ho cercato qualche tema
Ma tutto è stato inutile:
Non son riuscito a creare
Nulla degno di una dedica

Ma è colpa (o merito) tuo
Che sei così fantastica che
Non riesco a trovare parole
Degne di descrivere il mio
Amor per te senza sminuirlo

sabato 16 agosto 2014

Stasera...

Di solito programmo che posterò qualcosa su questo blog almeno con qualche giorno d'anticipo, ma ogni tanto mi piace anche postare anche qualcosa di non previsto. Questo è proprio uno di quei casi: ho scritto questa mezza specie di poesia tornando dal lavoro stasera, di getto, provando a descrivere il mio stato d'animo, eccezionalmente positivo stasera. Ovviamente è dedicata a Monica, anche se spero piaccia anche a tutti voi!

Stasera...

Guardo il cielo, stasera
Il cielo del crepuscolo
Ancora non nero, scuro
Ma caldo ed avvolgente;
E sento sulla mia pelle
L'aria fresca, quasi fredda
E tranquilla, rilassata,
Di una pigrizia gioiosa.

Tutto questo mi fa sentire
Sereno, in pace col mondo
E sembra che le angosce
Quasi siano sparite.
Ma non è il cielo, in realtà
E nemmeno l'aria fresca
Che mi fanno provare
Questa gioia spirituale.

E' solo la consapevolezza,
Mia cara Monica
Che tu sarai con me,
Stasera ed ogni sera
Che verrà in futuro:
E questo significa
Che tutto andrà bene
Per sempre, per me.

giovedì 3 luglio 2014

Un anno

Oggi è l'anniversario mio e di Monica: esattamente un anno fa, il 3 luglio del 2013 (come vola il tempo!), ci mettevamo insieme, e da allora lei è stata una presenza fissa e bellissima nella mia vita. Potevo quindi, per l'occasione, non dedicarle una poesia? Ovviamente no! Questa comunque non è niente di che, ma spero che almeno al mio grande amore piaccia.

Un anno

Quasi non sembra che sia passato
Un intero anno dal dì in cui
Il primo bacio tu mi hai dato
Rischiarando i miei giorni bui

Allora, scacciati i miei mali
I mesi veloci sono volati,
Pieni di momenti tanto speciali
Come mai ne avevo provati.

E ogni giorno, a tutte le ore
Mi benedici col tuo restare
Nei giorni miei se no sbiaditi

Ma è un’altra la cosa migliore:
Che questo tempo non è singolare
Ma l’inizio d’una vita uniti

venerdì 14 febbraio 2014

La mia panacea

Oggi è il mio primo San Valentino in assoluto che passo insieme ad una persona che amo e che mi ricambia; essendo perciò un'occasione così speciale, non posso che festeggiarla riempiendo di sorprese la mia Monica. Il sonetto qui di seguito è appunto una di queste sorprese; spero però che anche agli altri piaccia, e che soprattutto non li faccia scappare dal mio blog per l'invidia o per la troppa zuccherosità!

La mia panacea

Il più grande dolor posso provare,
Le ansie più cupe e tenebrose,
Tanta rabbia da poter scoppiare
Ed altre emozioni dolorose;

Ma poi tu fai quel sorriso
Così tenero e così sincero
Che fa splendere il tuo bel viso
Più intensamente del sole vero.

E a luce così forte, il male
Come la neve si scioglie, veloce
Rimpiazzato da gioia ed amore;

Ché tu, Monica, scacci il dolore,
Per quanto possa essere atroce,
Col tuo essere così speciale.

lunedì 18 novembre 2013

Occhi

Oggi un post veloce post veloce: ecco qui una breve poesia che ho scritto in questi giorni per Monica, nulla di che ma erano cose che mi sentivo dentro. Tutto qui, vi lascio alla poesia!

Occhi

Se tu potessi vederti coi miei occhi
Solo per un giorno, in vita tua
Vedresti allora quanta bellezza
Racchiudi nella tua persona

In quel volto piccolo e grazioso
In quel fisico, che tu non ami;
E, soprattutto, nei tuoi occhi,
Pozzi scuri ed intelligenti
In cui per ore io mi perderei

Per me pure però sarebbe bello
Perché nello scambio, a me,
Arriverebbero gli occhi tuoi
E potrei guardar me stesso

E capire, finalmente, perché
Io, che bello affatto sono
In nessunissimo lato di me
Son amato tanto intensamente
Da una donna così meravigliosa

venerdì 23 agosto 2013

Sole e mare

Ok, e' quasi un mese che non scrivo niente, ma datemi tregua: ero in vacanza con la mia ragazza, vacanza che proprio oggi e' terminata: mi pareva carino, pero', terminarla con una poesia d'affetto, dedicata proprio a Monica, che cosi' tanto bella mi ha reso questi giorni. Tutto qui, lei se la goda e voi altri lettori magari leggetela: ah, e scusate per le lettere apostrofate invece che accentate: non sono sul mio solito pc, attualmente in riparazione, ma su un tablet, percio' non posso fare altrimenti (prometto pero' che appena torna, sistemo tutto).

Sole e mare

Quando tu sei qui, vicina a me
Il mondo sembra meno duro,
Ed i guai non esistono piu'
Perche' calmi ogni tempesta
E pien di gioia mi fai esser

Quando invece non ci sei
Il di' sembra splender meno
E la noia mi coglie spesso
Senza te a riempir il tempo
Colla gran felicita' che causi

Perche' io e te, Monica mia
Siam come il sole ed il mare:
Separati e' freddo inverno
E insieme e' un'estiva gioia,

lunedì 8 luglio 2013

Ragazza bellissima

Chi mi segue su facebook già lo sa, per gli altri lo annuncio ora: ebbene si, ho una nuova fiamma. Si chiama Monica, e stavolta credo davvero possa essere la mia "anima gemella". Perché sono fiducioso, nonostante la schifezza della storia precedente? Perché l'altra mi ha tenuto un anno e mezzo in sospeso, senza volermi nemmeno vedere, quest'altra è invece attualmente a circa 10 centimetri da me, e negli ultimi giorni siamo stati sempre insieme. Per questo, vorrei dedicarle un piccolo sonetto, niente di che, ma che spero possa essere un ringraziamento adeguato a tutto quello che sta facendo per me, e che spero continuerà a fare molto a lungo.

Ragazza bellissima

Di essere brutta, tu pensi
Di esser orrenda, addirittura
Non ciò che appare ai miei sensi
Ossia un’amabil creatura.

Che vive qui, a me vicinissima
Che di amore me ne da sì tanto;
Che è sincera, e pur dolcissima
Ed è per me gran motivo di vanto

Ed io non posso altro, da par mio
Darti tutto ciò di cui degna sei,
Ovver amarti con tutto me stesso

Perché tu, Monica, amore mio  
Sei divenuta la mia vera lei:
L’ora d’amarti, è giunta adesso!

sabato 6 aprile 2013

Ad perpetuam memoriam


Gli occhi tuoi meravigliosi
Non brillano più, oramai
Di quella luce d’amor e di vita
Di cui una volta eran così colmi

Ed il tuo corpo, così atletico
Che sì tanto amava correre
Riposa ora, immobile e cheto
In un mare di tranquillità

Ormai dolore più non provi,
Quello è soltanto per noi vivi
Cui tanto amor hai saputo dare,
Che non si poté non ricambiar

E noi ti amavamo così tanto
Che or la sofferenza ci divora
Sapendo di non poter colmare
Il vuoto della tua mancanza.

Eppur nel nostro cor straziato
Un angolo di beltà resta tuttora:
E’ quello in cui noi serbiamo
Il ricordo della tua meraviglia;

E quello nulla potrà cancellarlo
Sicché tu, nelle nostre anime
Potrai continuar ancor a correre
Per sempre, per sempre felice.

Ciao Luna

venerdì 15 marzo 2013

Riflessioni oscure

Visto che non ho nessun altro contenuto di scrittura da postare, essendo io come già detto molto occupato, oggi arriva una poesia che ho scritto qualche tempo fa come esperimento per me stesso. E' un sonetto sul modello classico, e parla (stranamente) di tristezza. Niente di che, spero solo che non vi faccia schifo.

Riflessioni oscure

Che senso ha vivere questa vita
Se felicità avere non si può?
Ogni via all’amor è svanita
Ed aver amor io mai avrò?

Tali domande consumo pensando,
E non una risposta mi sovviene;
Ma continuo a pensarci in tondo
Percorrendo un ocean di péne.

E concludo: viver, ma per ché ormai?
Nulla vi è per me, nel mondo fuori
Solo un’esistenza desolata

E sicur per nulla desiderata:
Sì vivrò questa vita di dolori
Senza amor alcuno avere mai

sabato 16 febbraio 2013

Non piangete per me

Era un bel po' che non mi capitava di postare una poesia triste, ma qualche settimana fa, in un periodo abbastanza brutto, mi è capitata di scriverne una, che ora vi ripropongo. Vi devo avvertire che è veramente molto triste; per il resto nient'altro da dire, se non di leggerla.

Non piangete per me

Quand’io morrò
E certo presto sarà,
Ché ormai son stanco
Troppo, ed abbattuto,
A tutti una sola cosa
Io vorrei chiedere:
Non piangete per me.

Non piangete per me,
Perché in vita m’avete sì odiato
E sol disprezzo ho potuto patire,
Mai compreso, giudicato solo

Non piangete per me,
Perché sol stupido, o tirannico
Od odiabile fu’io per voi, e mai
Buon amico, o persona per bene

Non piangete per me,
Perché l’amor mio era odio
E la tristezza una patetica farsa
Per voi, che mai il vero vedeste

Non piangete per me,
Perché in quest’ora sì buia per me
Lasciato m’avete alla solitudine
Ignorato come se non esistessi

Non piangete per me,
Perché se solamente aveste voluto,
Si poteva certo evitar tutto questo
Ma nemmen un dito avete mosso

Non piangete per me,
Io chiesi, ma mi illudo:
Son sicuro in fine che,
Come scrissi altrove,
Nessun piangerà per me
E questa mia epigrafe
Sarà solamente eco
A sparire in lontananza

venerdì 11 gennaio 2013

Idee e uomini

Dopo un po' di tempo in cui non ho più postato poesie, anche se credo che non siano mancate a nessuno, in questo periodo ne ho scritte alcune, e quando mi andrà spero di riuscire a postarle. Questa, la prima, è scaturita da un'idea che mi è balzata alla mente proprio in concomitanza con l'inizio dell'anno, ispirato dallo spettacolo dei fuochi artificiali, che alla fine è diventata un componimento. Detto questo, spero solo vi piaccia. Ah, e per quanto riguarda i racconti: uno nuovo è pronto, e spero sarà pubblicata proprio al massimo il prossimo lunedì (sempre che non abbia gravi problemi nel frattempo).

Idee e uomini

Vagavo per l’urbe antica
In quel dì in cui l’anno inizia.
Ed ovunque il guardo giacesse,
La mente mia, inquieta
Correa verso un sol pensiero:
Che l’idea è una meraviglia
E l’uomo è singolar bruttura

Ovunque, infatti, il popolino
Andava ubriaco, e sguaiato
E il rischio di ledersi alto era;
E solo distruzione vi rimaneva,
Nessuna bellezza, solo scorie,
Il peggio dell’umana razza

Ma le idee eran bellissime,
Ed ovunque vi era arte e storia
Ed assoluta gioia per l’anima;
E così lo spettacolo dei fuochi,
Che pitturò il cielo di sfumature,
Intimamente toccante per me

Perciò invero ora io credo
Che quelle sì esigue menti
Che ovra la massa si elevan
Idee magnifiche abbiano:
Ma quel volgo turpe e vil
Che non ha che bestial istinto
Ha solo il mio profondo Odio.

giovedì 25 ottobre 2012

Amici

Dopo tantissimo tempo che non lo facevo, ho scritto una poesia, anche se son sicuro che nessuno ne sentiva la mancanza. Eppure, mi sentivo di farla, un giusto tributo alle persone che mi hanno aiutato, da quasi un anno e mezzo, a passare dal periodo peggiore a quello migliore di tutta la mia vita. Con questa poesia vorrei dir loro grazie, a tutti quelli che ho (che sono pochi ma buoni), ma in particolare a tre di loro, i più stretti: Ago, Diego e Giorgio. Per il resto, niente... è una poesia come tante altre, spero che non vi dispiaccia.

Amici

Guardando a me,
Alla mia esistenza,
Ne avrei ben donde,
Di lagnarmi e pianger:

Non son bello né intrigante,
E del sonante ne vedo nulla;
La notte è insonne, dormo a stento,
E soprattutto mi manca l’amor
Che sì intensamente bramo.

Eppur né lacrima bagna il mio viso
Né dalla bocca lamentazion esce,
Poiché ho verissimi amici con me
Che mi aiutan, e mi sostengono
E mi fan sentir apprezzato

Ed anche se i problemi restan
Quas’io non li sento a lor grazie,
Tanto quest’amicizia è bella;
Sì solo allegria, mai tristezza
Rempe le ore in lor compagnia

E con questo modesto canto vorrei
Dire loro: grazie di tutto quanto!
Poiché la loro amicizia per me è
Qualcosa senza cu’io non vivrei

giovedì 9 agosto 2012

Il tradimento della carne

No, non c'è nulla di sessuale o di morboso in questa poesia (anche se l'ho intitolata così volontariamente, come esperimento, per vedere se ci saranno più visite del solito!), bensì esso parla di qualcosa di diverso, in particolare di una storia accaduta a me. Lo scorso fine settimana da queste parti c'era il festival celtico: avrei voluto passarli tutti e due con gli amici, se non fosse che la notte tra i due giorni non ho proprio chiuso occhio, sono stato ore ed ore ed ore sveglio senza riuscire a dormire un secondo, e alla fine è diventata una tortura; poi il giorno dopo stavo così male che sono dovuto tornare a casa, purtroppo, quindi il festival è stato rovinato, nonostante il gran divertimento del giorno prima. Qualche giorno dopo mi è venuta l'idea di trasporre la mia irritazione e la mia frustrazione per la vicenda poeticamente, ed infine eccola qua. Non è una poesia triste, comunque: è solo un po' amara, tutto qui (mentre di poesie tristi, ve lo dico chiaro, ho ben poca voglia di scriverne ancora). Ecco, questo è quanto, vi lascio alla poesia.

Il tradimento della carne

Cosa devo far con te, o corpo,
Che quando serve mi abbandoni?
Cosa posso fare se tu, che sei
L’unica vera proprietà che ho
Mi tradisci proprio sul più bello?

Non mi lasciasti dormir affatto
Torturandomi stavolta per ore;
E poi svenisti, quasi vomitasti,
Mi facesti avere allucinazioni.
Troppo male, e dovetti lasciar,
Quando non desideravo che
Sol star bene con gli amici

Ed intimamente penso che
I’vorrei sol essere pur spirito
Senza l’orrore di siffatto corpo,
Cosicché mai più possa cadere
In un fallimento del genere.

venerdì 13 luglio 2012

Sogni e tenerezza

E' passato un mese esatto dall'ultima poesia pubblicata, ed è quindi l'ora di pubblicarne una nuova! ("Ma anche no" diranno i miei lettori!). A parte gli scherzi, senza pianificazione, ieri sera ero sul mio letto, e già stavo quasi per addormentarmi quando mi è venuta un'idea per una poesia. L'ho scritta di getto nel telefonino, e oggi, riguardandola, mi è piaciuta moltissimo, perciò la propongo anche a voi. E' una poesia solare, ottimista, felice e soprattutto molto delicata e dolce, come pochissime ne ho fatte; parla dei miei sogni d'amore, che nonostante le situazioni schifose che ho vissuto, non moriranno mai, nulla mi farà mai arrendere dai miei propositi romantici. Per me è bella, spero che ve la godrete anche voi.

Sogni e tenerezza

Sto aspettando il meritato sonno
Ma esso non arriva, ancora,
Il calore è tanto greve che
Addormentarsi è davvero arduo.

Posso però, comunque
Sognare lo stesso ad occhi aperti
Ed il mio pensiero corre stasera
Subito verso l’amor romantico:

Mai in vita mia ne ho avuto,
Ma non mi arrendo, e avanti vo
Perché son certo che colei che
Me ne darà incontrerò, prima o poi

Ed anche se molto tempo passerà
Il mio sogno non svanirà domani,
Né il giorno dopo, ma rimarrà
Finché non sarà diventato reale.

Così mentre la mia lei futura
Sogna anch’ella il grande amore
Chissà dove, io col pensiero
Le do un’affettuosa buonanotte

E mentre mi domando chi sarà
E quando il destino, finalmente
Ci unirà, infine i sensi vengon meno
E scivolo dolcemente nel sonno.

mercoledì 13 giugno 2012

La dolcezza ritrovata

Invece di far pausa con l'arrivo dell'estate, mi è presa una strana estasi creativa, con la quale, praticamente dal nulla, sono riuscito a tirare fuori un racconto completo, persino bello. E' un racconto dedicato, quindi non so se lo posterò già la settimana prossima (devo chiedere prima alla persona a cui è dedicato), ma io spero che già domenica o lunedì possa venire postato. Nell'attesa, comunque, ho deciso di pubblicare questa poesia, che ho composto qualche settimana fa, e che mi sento di pubblicare ora, sia per non farvi pesare l'attesa del nuovo racconto, sia soprattutto per dedicarla alla mia ex-ragazza, che martedì compie gli anni. Certo, potevo postarla martedì, ma poi la gente notava solo la poesia tralasciando il racconto, e tra lei e l'amico del racconto, io non posso che privilegiare il mio amico. Perciò godetevi questa nuova poesia, in bilico tra quelle "dell'odio" e quelle dolci e felici, forse una delle più belle.

La dolcezza ritrovata

Tempo addietro, anni fa
Il mio cuore era sì pieno
Di voglia di amicizia,
Di amore, di speranze
Di sogni, di gran bontà,
E di ingenuo affetto,
Ch'era una meraviglia

Poi arrivarono gli altri,
Uomini e donne crudeli,
Che dei miei sentimenti
Per nulla si curarono
E cominciarono a devastare
Lenti ma inesorabili
Tutte le bellezze ivi presenti

Una persona in particolare
Mentendo dicendo “ti amo”
Distrusse tutto quanto,
Così il mio cuore fu spezzato
Rimanendo a lungo così
Poi però decisi di non mollar,
E mi sforzai per tornar a pria

Alla fine ebbi successo, oh si,
Ed or il mio cor è nuovamente
Pieno di dolcezza e di amore;
E le brutte vicende vissute
Son uno scudo d’esperienza
Che proteggerà l’animo mio
Dal rischio che il mal si ripeta

venerdì 25 maggio 2012

Ode odiosa

E dopo gli sfoghi, una nuova poesia rabbiosa, ne avevo scritto anche un'altra, molto più dolce ma visto il periodo ho preferito questa. Non che io sia sempre rabbioso, anzi sto bene, ma certe cose che leggo e che vedo mi fanno adirare. Ecco perché, a quella, ho preferito questa, che se anche non c'entra un tubo con i fatti di cronaca e con le mie riflessioni precedenti, esprime comunque rabbia, uno dei sentimento che provo. Spero che sia di gradimento ai miei zero lettori!

Ode odiosa

Ultimamente son allegro,
Spesso, poiché sovrappensiero
Son, senza ansie né crismi
E riesco a godermi appieno
Ogni giorno di questa vita
Non così dura, in fin dei conti

Ma ci son delle volte in cui
Alcuni mi ritornan in mente:
Persone che mi hanno deluso
Che mi hanno tradito,
Che mi hanno fatto del male
Che han usato malignità su me

E arriva un momento di rabbia
Solo un attimo, però:
Subito dopo subentra l’ilarità!
Poiché tali persone subdole
Senza alcun valore in cui credere
Vivon un total vuoto intellettuale.

Una vita senza senso alcuno
E’ la loro, poiché essi
Nel sonno eterno della ragione
Camminano, ed in esso sussiste
Tanto buio che alcuna luce,
Umana o divina, può illuminare.

Ed anche se dovrei compatirli
Mi fanno solo ridere, loro,
Che si credevano così realizzati
Nel prendermi in giro,
E che invece sono zeri assoluti,
Gente idiota che nulla più può far

Mentre io, per quanto ancor
Non sia affermato nella vita,
Penso che tra poco potrei;
Ma anche se sì non fosse
Sarò pur sempre superiore
Per intelligenza, a tal feccia!

venerdì 11 maggio 2012

Mai piegato, mai inchinato, mai spezzato

In questi giorni di così intensa scrittura (penso che il prossimo racconto, per quanto difficile da scrivere, massimo tra due settimane è pronto, giuro), mi sono cimentato anche a scrivere qualche poesia. Qualcosa è cambiato in me da quanto ho ideato "Fiamme": le poesie non mi vengono più tristi, mi vengono anzi allegre, piene di una ilarità cattiva. Non ho idea del perché, ma secondo me queste poesie sono meritevoli come le altre, perciò le posto qui. Ne ho scritte già due e una terza è in cantiere, pian piano le posterò tutte, anche se aspetto un po' di tempo tra l'una e l'altra. Comunque, la poesia è dedicata ad una comunità di "persone" di cui facevo parte, che all'inizio era come tutte le comunità, ma che poi è degenerata, per colpa della stupidità di certi soggetti, ed io volendovi comunque restare, ma senza conformarmi a quel "branco di pecore", sono stato trattato male in ogni maniera possibile, mobbizzato, diffamato, persone che credevo amiche mi hanno abbandonato solo per diventare pecore anche loro, e così via. Allora ero un po' diverso da allora: certe cose mi facevano male, non come ora che cose così mi scivolerebbero persino addosso, e per questo ogni tanto torno a pensare a quanto disprezzo quella gente: ma la parola "disprezzo" non è scelta a caso, non è "odio", perché non odio questa gente, semplicemente provo un disprezzo disinteressato, di loro pochissimo mi importa, nemmeno serbo rancore (infatti questa poesia non è per rabbia o per vendetta, ma giusto per ridere sulle loro miserevoli intelligenze(e se qualcuno di loro lo leggesse: si, è intelligenze, non "intelligienze" come pensate XD)). Ultima cosa (poi davvero vi lascio alla poesia), l'ispirazione per questo componimento mi è venuto dai libri di George R.R. Martin delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, in cui "Mai piegati, mai inchinati, mai spezzati" è il motto di una delle case nobiliari ivi presenti; la poesia non c'entra niente con le sue opere, ma lo spunto per cominciarla lo devo a lui.

Mai piegato, mai inchinato, mai spezzato

Avete provato a farmi piegar la schiena,
A schiavizzare il mio cervello
Poi mi avete cacciato, solo perché
Son rimasto me, a voi non omologato

Avete poi provato a farmi inchinare
Davanti al vostro enorme “potere”
Ma l’orgoglio mio è fortissimo
E davanti a nessun cado in ginocchio

Allora avete provato a spezzarmi
Con prese in giro e crudeltà;
Ma se pur qualche ferita l’ho avuta
Son vivo, ed or più sano che mai.

Dovete saper, cari cultori dell’odio
Che siete sol spazzatura nel mondo
Ed essendo maturato, gente infima
Come voi mai più potrà farmi male:

Poiché la mia gran intelligenza
La vostra stoltezza la deride solo
Anche se a volte pur vi compatisce
Per le vostre miserabili vite.

venerdì 27 aprile 2012

Fiamme

Facciamo il punto: è un po' che non scrivo su questo blog, e il motivo è presto detto: mi sono concentrato, in questi giorni, praticamente solo sul racconto capolavoro, che però sta diventando lunghissimo, e non è facile scriverlo bene, come vorrei. Lo sto scrivendo ancora, ma da qualche giorno ho cominciato a rivederne uno dei tanti lasciati incompiuti da tempo, per poter postare qualche nuovo contenuto a breve. Ci sono quindi due racconti in arrivo, non temete. Parallelamente, mi sono successe tante cose sul piano privato, che essendo faccende private non intendo divulgare; sull'onda delle emozioni provate di conseguenza, ho scritto una poesia allegorica, e penso che ne scriverò altre. Questo componimento comunque credo sia molto bello (non come quelle schifezze assolute di sonetti che scrivevo fino a poco meno di un anno fa), non è una solita poesia triste, per quanto non sia nemmeno allegra. Spero in ogni caso vi piaccia.

Fiamme

Nel mio cuor, tempo addietro
Ardeva una vivida fiamma,
Fatta di vita, di luce e di amor,
Che brillava per una persona
Sì intensa da sembrar imperitura

Le sue ardenti lingue di fuoco
Erano rosse, arancioni ed oro
E la fiamma era meravigliosa,
Tanto che così bello alcunché
Avevo mai veduto in vita mia

Ma colei per cui essa brillava
Fingeva sol che esistesse
Un altro fuoco, al mio gemello;
In realtà nel suo cuore
Solo freddo gelo albergava

La mia fiamma era forte e vera
Ed io credevo in lei veramente:
Anche quando venni abbandonato
Il fuoco non si spense affatto
Ma continuò a bruciare.

Ed io speravo, e speravo
Che costei venisse da me,
O qual stolto che ero!
Eppur il fuoco bruciava ancor,
Nutrendosi col mio cuore

Ma alla fine, poco tempo fa
Scoprii l’amara e triste verità:
Nessuna fiamma gemella esisteva
C’erano solo bugie, bugie, bugie
E niente fuoco, solo ghiacci eterni.

Fin’ad allora, di tutto avevo fatto
Per tenere vivo quel sacro fuoco,
Fatto di speranza ed amore,
Ma non potevo farcela, da solo:
E la scoperta portò alla rovina

Così quella bella fiamma morì
E un’altra si accese nel mio cor
Fatta di lingue di fuoco verdi,
Sinistro color del veleno:
Era la fiamma del disprezzo

Ed ora, arrabbiato e deluso
Ma pur sereno nella rassegnazion
Cercherò una nuova persona
Che possa accender  nuova fiamma,
Senza però inganni e bugie

E il mio sogno è proprio quello
Di trovarne una così bella
Che la sua fiamma duri quanto
Quell’altra, quella verde
Il cui fuoco di odio mai sparirà

venerdì 30 marzo 2012

Aspettando di dormire

Il mio racconto capolavoro sta procedendo più a rilento di quanto pensassi, oltre al fatto che sto portando avanti altri progetti parallelamente, tra cui il nuovo capitolo del romanzo e un altro racconto, che ho scritto, poi abbandonato e poi ripreso ora, dopo mesi, ed adesso è quasi finito. Nel frattempo, però, ieri sera, sdraiato nel letto, appena prima di dormire, ho scritto col cellulare una poesia. Oggi l'ho riletta e mi è piaciuta, così ho deciso di pubblicarla qui. Ovviamente la persona di cui parlo è la mia ex fidanzata, che ancora rimpiango, anche se nonostante la depressione sto scoprendo comunque un po' di felicità, in questo periodo. Spero che vi piaccia, e che non vi dispiaccia questa pausa così lunga tra un racconto e l'altro: prometto che farò di tutto per farmi perdonare e terminare almeno un nuovo racconto presto.

Aspettando di dormire

E’ ormai tarda notte
E manca poco al sonno
I miei pensieri vagan liberi
Attendendo il dolce riposo

Le immagini volan vivide,
Che tutte le parole, a stento
Riescono a descrivere
Sì grande sensazion di pace

Ma i miei ultimi pensieri
Son sempre per lei, colei
Che or, per sempre persa,
Mi diede dolor ma anche tanta gioia

Ed anche se più non vorrei amarla
Non riesco il ricordo suo a lasciar
E mi addormento, triste
In questo letto vuoto, solo.