martedì 13 giugno 2017

Scrivere col senso di colpa

Sarà capitato anche a voi: vi siete seduti al computer col fermo intento di scrivere il vostro romanzo, e invece vi siete ritrovati a fare tutt'altro. Prima avete controllato Facebook, poi le email, e alla fine Wikipedia: cercavate informazioni sul codice penale italiano per integrare il romanzo e vi siete ritrovati chissà come a scorrere le genealogie degli imperatori aztechi. Una situazione tipica.

In un mondo pieno di distrazioni come quello attuale, chi frequenta abitualmente internet fa fatica a estraniarsi da tutto e a concentrarsi su qualcosa di impegnativo come la scrittura. Almeno per me è sempre stato così: fino a qualche tempo fa, scrivevo molto lento e perdevo più tempo di quanto avrei voluto a navigare sul web. Poi però, quasi per caso, ho trovato un metodo che mi ha permesso di cominciare ad aumentare di molto i miei ritmi - e sì, è una cosa seria, non una stupidaggine tipo per guadagnare millemila euro in un ora o una bufala. Un sistema basato sul senso di colpa.

Le mie statistiche di scrittura (aggiornate a ieri)
All'incirca a marzo scorso, mi è venuta una curiosità: perché non misurare in maniera statistica la velocità con cui scrivo? Così, con l'aiuto di Excel ho creato il foglio di calcolo che vedete qua a lato, in cui annotare ogni giorno il numero di parole di narrativa scritte - non ci conto quelle degli articoli per i blog, che di solito sono di più.

Il suo intento primario era monitorare i miei ritmi e controllare così di non trascurare troppo la scrittura. Nelle mie idee, sarebbe stato un piccolo stimolo per essere più costante; presto mi sono accorto però che la spinta ad accelerare il ritmo di scrittura è molto più grande di quanto pensassi. E oltre alla spinta che mi spinge a mettermi alla prova e a sfidare me stesso di continuo, il motivo è proprio il senso di colpa.

Ho realizzato per esempio che scrivere a fine serata "0" è irritante: sapere che quel giorno avrei potuto scrivere e non l'ho fatto non è una bella consapevolezza. Ancora peggio è scrivere "0" per più giorni di fila. Se poi è successo per impegni seri, problemi vari o perché proprio quel giorno non avevo la testa per scrivere, allora in fondo mi sento giustificato. Ma se invece la causa sono semplici ed evitabili distrazioni, quel tempo perso a non scrivere mi disturba.

Può sembrare un meccanismo stupido, e probabilmente lo è davvero. Però gli effetti sono innegabili: come vedete nella seconda scheda del foglio di calcolo, qua a lato, negli ultimi mesi il mio ritmo di scrittura è progredito molto, e questo nonostante i miei gravi problemi - ne sarete a conoscenza, se mi seguite da almeno lo scorso post. Sono arrivato a scrivere oltre seimila parole a maggio: so che c'è chi scrive altrettanto in un giorno, ma col poco tempo, i suddetti problemi e soprattutto il fatto che sono sempre stato lento, per quanto mi riguarda è un numero rilevante.

Anzi, sarei quasi portato a dire che senza questo stimolo ad andare avanti e a non arrendermi, le parole che avrei scritto lo scorso mese sarebbero state zero, o poche di più. Visto il periodo difficile, forse avrei addirittura accantonato questo mio hobby, visto che i miei pensieri sono altrove. Il che col senno di poi sarebbe stato deleterio, visto che è tra le poche cose che mi danno soddisfazione e mi mantengono sano di mente.

Al di là di questo, trovo che questo metodo sia utile per non lasciar spazio alla pigrizia e alle distrazioni, che sottraggono tempo utile a me e sono certo anche a molti di voi. Per questo, vi invito a sperimentare questo meccanismo: sono sicuro che ne beneficerete come ho fatto io, e scoprirete che  un'emozione negativa come il senso di colpa può anche avere effetti positivi!

La domanda: usi qualche metodo, magari simile a questo, per non perderti in distrazioni e spronarti a scrivere?

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