martedì 28 febbraio 2017

Le incomprensioni del web

Rivoluzione digitale: così è stato definito quel processo storico che ha avuto origine dalle nuove tecnologie come computer, smartphone e il web. In effetti è un termine appropriato: rispetto al passato, è avvenuta una vera e propria rottura. Nella storia, mai prima di oggi gli uomini hanno avuto una possibilità così ampia di comunicare.

Chi in passato avrebbe potuto mai pensare che un giorno si sarebbe potuto contattare chiunque, anche dall'altra parte del globo, in maniera quasi istantanea e con la semplice pressione di un pulsante? E chi avrebbe previsto che quasi ogni informazione sarebbe stata libera e alla portata di mano in casa, senza dover cercare a lungo e senza nemmeno più il peso di andare in una biblioteca? Pensateci: viviamo in un'epoca unica della storia, un momento che forse un uomo del passato potrebbe sembrare un'utopia. Eppure, a noi non sembra affatto tale.

Fonte dell'immagine: theatlantic.com
Sicuramente, è difficile capire un momento storico mentre lo si vive. Da oggi, possiamo dare uno sguardo obiettivo agli anni ottanta, ai novanta, forse persino ai primi duemila. Ma più ci avviciniamo e meno riusciamo a guardare ciò che accade con sguardo distaccato. Un fatto che in fondo è normale: analizzare le situazioni in maniera più razionale man mano che le emozioni si affievoliscono è qualcosa di molto umano.

Penso però che il problema sia un altro. La nostra epoca in fondo non è poi così male, e la possibilità di interagire è uno dei suoi lati migliori. Tuttavia, è come se molti  non riescano ad abituarsi a questo. Nonostante le possibilità date dalla rivoluzione digitale, a oggi sembra sempre più difficile comprendersi.

È un fatto che avete sotto gli occhi tutti i giorni, se ci pensate. Quante volte vi imbattete in litigi su Facebook, in un forum, in un qualsiasi altro luogo online? E quanti di questi litigi sono causati da questioni di scarsissima rilevanza? Sono abbastanza sicuro che a entrambe le domande risponderete "spesso". Forse vi sembra addirittura un fatto normale: se ci pensate, però, non lo è. Se non altro perché succede solo su internet: dal vivo si tende a litigare molto meno.

Purtroppo, a molte persone manca sia la capacità che la voglia di comprendere il prossimo, o almeno provarci. Per quanto riguarda la prima, in realtà non ne serve molta: io per esempio non mi ritengo molto bravo nelle relazioni umane. Però in compenso cerco sempre di non fermarmi alla superficie, voglio cercare di capire una persona, prima di giudicarla. Farlo partendo da un semplice status di Facebook o di un post su un blog sarebbe molto superficiale, e porterebbe facilmente a errori.

Poi, come accennato, sono il primo ad ammettere di non essere bravo a relazionarmi col prossimo. Forse però ho un pregio che molti non hanno: scrivo racconti. Questo mi aiuta molto: come i miei personaggi hanno una storia alle spalle e si comportano di conseguenza, lo stesso vale per le persone reali. E così, faccio meno fatica a capire che anche che dietro anche al più piccolo status di Facebook c'è sempre un essere umano in carne e ossa, coi suoi problemi, le sue idee, il suo vissuto, la sua sensibilità.

Questo concetto sembra di una banalità assoluta, ma in realtà non lo è. Quante persone non si rendono conto delle loro mosse su Facebook e generano così incomprensioni, litigi, o addirittura si macchiano di un comportamento odioso come il cyber-bullismo? Sì, perché sono convinto che molti non siano consapevoli dell'effetto delle loro azioni (era questo uno dei temi principali del del mio ultimo guest-post).

Lo so perché quando ero più giovane e ingenuo anche io mi sono comportato in maniera deplorevole. E non lo facevo per malizia, ma solo per ingenuità. Penso sia così per molti disturbatori e troll che si possono trovare online: non si rendono conto di quello che fanno. Non c'è nulla di davvero cattivo in loro: semplicemente non hanno voglia di immedesimarsi nel prossimo. Scrivono e inviano senza fermarsi nemmeno un attimo a riflettere.

Il risultato di questa situazione è un vero paradosso: come già detto siamo la generazione che può comunicare come mai prima d'ora, ma molti hanno perso la capacità di farlo in modo efficace. O forse incapaci lo sono sempre stati: solo che ora, con le nuove tecnologie, il problema è venuto a galla in una maniera molto più evidente.

Per risolvere questo problema, bisognerebbe solo cominciare ad affrontarlo seriamente. Forse bisognerebbe agire addirittura a livello educativo, insegnando a scuola il giusto comportamento da attuare nel web (ma anche nella vita "offline") accanto alle altre materie. Purtroppo, mi sembra pura utopia: già si fa fatica a trattare le materie scientifiche - frutto di una rivoluzione del pensiero avvenuta nel seicento - figurarsi di qualcosa così recente,

La rivoluzione digitale oggi è una realtà impossibile da ignorare, ma c'è ancora molto da fare perché sviluppi tutto il potenziale positivo che ha. Parafrasando la famosa frase di Massimo D'Azeglio, fatto internet bisogna fare gli utenti di internet. Ma sono poco ottimista che qualcosa possa cambiare, almeno nel brevissimo periodo.

La domanda: che ne pensi del paradosso per cui oggi abbiamo mezzi incredibili per comunicare, ma sappiamo farlo sempre meno? E in generale, qual è la tua idea su questa riflessione?

4 commenti:

  1. Vero, mancano le basi nell'educazione: e sai perché? Lo hai detto tu tra le righe. Non si comprende un periodo storico vivendolo, non si comprende qualcosa mentre la si vive.
    Dunque, come può l'educazione stare al passo?

    Moz-

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    1. Sì, è vero, è difficile capire al cento percento il momento storico in cui si vive. Però, è anche vero che l'essere educati non è un'esigenza che nasce con internet. Se un modo di corretto al cento percento di comportarsi è impossibile da trovare in questo momento (se poi esiste), almeno essere educati e comprensivi si potrebbe (e si dovrebbe fare). Ma molti non lo fanno, e il problema è tutto qui :) .

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    2. Secondo me manca qualcosa alla base della persona.

      Moz-

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    3. Secondo me invece no. Mi sa che sull'argomento la vediamo un po' diversa. In fondo però capita anche questo ;) .

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