venerdì 27 gennaio 2017

Your Name. di Makoto Shinkai

Come sapete se non mi seguite da ieri, sono un accanito lettore, ascoltatore di musica e, perché no, anche un discreto cinefilo - magari non un esperto, ma mi piace andare al cinema di tanto in tanto. E visto che sono una persona di manica larga, in tutti e tre i campi ho trovato spesso opere che mi sono piaciute al punto da considerarle veri e propri capolavori.

Tuttavia, le opere che sono riuscite a cambiarmi dentro, nel profondo, sono state molte di meno. Negli ultimi anni, poi, le posso contare sulle dita di una mano (forse perché ormai resto impressionato meno facilmente). Eppure, ogni tanto mi succede ancora di rimanere estasiato, a volte in maniera inaspettata. È quel che è successo lo scorso mercoledì, quando sono andato a vedere Your Name. (sì, il punto finale fa parte del titolo), film d'animazione del regista giapponese Makoto Shinkai

Mi aspettavo che fosse bello, visto quello che ho letto nelle recensioni qua e là per il web, ma non mi aspettavo lo fosse così tanto. E invece, ho trovato un film straordinario, che riesce a toccare le corde profonde dell'anima. Nel suo messaggio ai fan italiani, proiettato prima del film, lo stesso Shinkai dice che il suo obiettivo con il film è quello di comunicare felicità. Ero un po' scettico, ma alla fine mi sono ricreduto: era tanto tempo che non mi sentivo così felice come quando sono uscito dal cinema - non credo che una situazione simile mi sia mai successa prima.

Come riesce Your Name. a fare tutto questo? Difficile da dire: qualcuno potrebbe parlare addirittura di magia. Ma dalla mia posizione razionalistica, io direi più che è merito di una combinazione eccezionale di fattori ben riusciti, a partire della trama. Quello del film di Shinkai è complessa, molto più di quelle lineari e semplici che spopolano a Hollywood.

Da quella che può sembrare una banale storia di scambio di corpi tra due persone, un topos stra-abusato non solo nel fumetto e nell'animazione giapponese, viene fuori una storia profonda e speciale. Una storia che può apparire allegrotta all'inizio, grazie anche a degli intermezzi comici, ma che pian piano diventa sempre più seria, più intensa. Così, senza quasi che se ne accorga, lo spettatore viene attratto al suo interno, in un vortice di emozioni sempre più forte, fino allo splendido finale (ma non vi preoccupate, non spoilero più di così).

Vale più o meno lo stesso per i due protagonisti, i motori che reggono da soli la trama. Possono sembrare i classici ragazzini protagonisti di anime e manga - e in parte è così - ma al tempo stesso sono studiati benissimo. Se il mondo dell'animazione giapponese brilla per altro, ma non per l'analisi psicologica, Your Name. è molto più fine e accurato da quel punto di vista. È anche per questo che è molto facile empatizzare con loro. 

Oltre a questo, il film di Shinkai è anche uno spettacolo per gli occhi. Le persone, gli oggetti e i paesaggi sono disegnati in maniera divina, con un'attenzione maniacale per il dettaglio che si nota anche per chi, come me, non è un grande esperto in materia. Sia che si tratti di momenti di azione, di panorami statici o di passaggi onirici, ogni particolare è al suo posto, e ogni inquadratura ha la sua precisa importanza.

Ma soprattutto al centro del film c'è l'emozione. Senza risultare mai finto o retorico, Your Name. riesce a trasmettere tantissimo. Che si tratti di amore, disperazione, vergogna, esaltazione, Shinkai ha la capacità di coinvolgere nei sentimenti che la storia evoca. Come già accennato, vivere le gioie e le sofferenze dei protagonisti è facile, e l'immersione è totale. Da questo punto di vista, il regista giapponese è un vero maestro: devo confessare di essere un po' invidioso nei suoi confronti. Mi piacerebbe, con la mia musica e con quello che scrivo, riuscire a emozionare quanto ci riesce lui.

Che altro dire, a questo punto? Soltanto che Your Name. è un capolavoro assoluto del cinema mondiale, da guardare a tutti i costi, non importa quali sono i propri gusti. Anzi, magari lo si dovrebbe far vedere soprattutto a chi sostiene che i cartoni animati siano prodotti per ragazzini (e quelli giapponesi siano i peggiori di tutti). Un vero peccato (per non dire uno scandalo) che in Italia l'abbiano proiettato solo per tre giorni. Ma se vi capiterà in futuro di ritrovarlo, magari in formato DVD, correte - e dico proprio correte - a recuperarlo!

La domanda: hai visto Your Name.? Ma soprattutto: ti è mai capitato che un film, un libro, un disco ti cambiassero dentro nel profondo?

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