martedì 17 gennaio 2017

Il conservatorismo del pubblico

Nelle scorse settimane mi è capitato di vedere due film di fantascienza, uno dietro l'altro. Appena prima della fine dell'anno, sono andato ad assistere a Rogue One di Gareth Edwards, spin-off della saga di Star Wars di cui sicuramente avrete letto, qua e là per la rete. La scorsa settimana è stato invece il turno di Passengers di Morten Tyldum, film che ha avuto molta meno eco, nonostante il cast di alto livello.

Avevo alte aspettative per entrambi, ma soprattutto per il primo. Non sono il tipo di fan sfegatato di Star Wars che colleziona memorabilia e conosce il nome di ogni personaggio minore che appare nei film. Amo però la saga e ho visto i primi sei film tante volte da poterli quasi citare a memoria. Mi piacciono molto sia la trilogia originale che quella prequel (ingiustamente sottovalutata, secondo me), e ho apprezzato anche il bistrattato Il Risveglio della Forza. Ma stavolta, nonostante tutto, per la prima volta un film della serie mi ha deluso.

Ci sono tre motivi principali per questo fatto: il citazionismo, la trama e i personaggi. Per quanto riguarda il primo, non mi dà molto fastidio se è fatto con cognizione di causa e senza esagerare, anzi può essere il valore aggiunto di un'opera. Ma in Rogue One il fanservice è spinto ai massimi livelli, con scene inutili inserite solo a fini citazionistici, come a dire "guardate quanto è Star Wars questa scena!". Non nego infatti che la prima apparizione di Darth Vader senza senso ai fini della trama, solo per farlo vedere, mi abbia fatto storcere moltissimo il naso (mentre la seconda, coerente con la linea del film, non mi ha dato affatto fastidio).

Il problema principale del film è però la trama. È solida e interessante a sufficienza solo nella seconda metà, mentre per la prima ha dei buchi davvero grossi, che lasciano spesso perplessi. Forse la colpa è anche dei personaggi: molti sono soltanto delle macchiette stereotipate, e solo un paio risultano soddisfacenti a pieno - almeno per quanto mi riguarda.

In fondo però Rogue One ha anche dei punti di forza: come già detto, la seconda metà mi è piaciuta abbastanza, e poi certe scene sono di grande impatto visivo. In generale non lo reputo brutto film, ma visto l'amore che ho per la saga mi aspettavo qualcosa di più, e sono fermamente convinto che si potesse (e dovesse) fare molto meglio. È anche per questo che dallo scontro diretto tra i due film, per me Passengers esce nettamente vincitore.

In tutti i frangenti in cui Rogue One pecca, il film di Tyldum si dimostra ben fatto. Per esempio, la trama è semplice ma delineata a dovere, con giusto un paio di sbavature secondarie perdonabili, ma niente buchi clamorosi per quanto riguarda la linea principale. Vale lo stesso per i personaggi: quelli principali sono solo due ma psicologicamente ben delineati, ed è facile empatizzare con loro, nonostante i loro patemi e gli errori che commettono.

A questo si possono aggiungere anche delle scene con un impatto visivo mozzafiato, un senso di claustrofobia possente e ottime musiche a sottolineare i passaggi salienti della storia. E poi, anche se di solito non apprezzo questo genere di cose, la storia d'amore che nasce a un certo punto è molto più realistica (e  apprezzabile) della maggior parte di quelle proposte di solito da Hollywood. Per tutti questi motivi, non esagero se dico che per i miei gusti Passengers è uno dei film di fantascienza migliori che abbia visto negli ultimi anni.

Probabilmente però sono uno dei pochi a pensarla così: da quello che ho letto in giro, Passengers è stato poco apprezzato (per usare un eufemismo) dalla maggior parte delle persone. Gli si imputa principalmente una trama in cui succede poco e in fondo prevedibile, anche per il suo essere ligia alla fantascienza più classica. Sono entrambi dettagli che confermo, ma a me non sono sembrati limiti: dopotutto gli schemi narrativi sono sempre gli stessi, e anche una storia piena di cliché può funzionare se maneggiata da mani capaci. Per me Passengers lo è, anche se molti altri non la pensano così.

Il discorso potrebbe anche finire qui: del resto, non è mia abitudine mettere in discussione i gusti altrui, né lasciarmi infastidire da qualsiasi giudizio, per quanto sia diverso dal mio. In questo caso però c'è un fatto che mi lascia perplesso: spesso quelli che stroncano Passengers sono gli stessi che esaltano Rogue One. Eppure, quest'ultimo non ha solo difetti oggettivi (i già citati buchi di trama), ma può subire le stesse critiche del primo: come fa a non essere prevedibile, se è il prequel diretto di un film degli anni settanta, che nel finale deve riprenderne per forza le premesse?

In generale, ho visto una grandissima severità verso il film di Tyldum, mentre verso quello di Edwards si è molto più accondiscendenti. Perché questa disparità di trattamento? La mia opinione (come sempre personale e quindi fallibile) è che Rogue One viene esaltato perché evoca un senso di sicurezza. È un film ambientato in un universo ormai sviscerato in lungo e in largo, e come già detto la sua storia è il prologo appena precedente di "Una Nuova Speranza". Quando lo vai a vedere sai già cosa ci troverai: L'Impero contro la Ribellione, la Morte Nera, Darth Vader, personaggi bizzarri e battaglie a colpi di laser.

Lo stesso ovviamente non vale per Passengers, che essendo una pellicola a sé stante non dà la stessa sicurezza. E così, chi si aspetta una storia con molta più azione è rimasto deluso da un film così riflessivo e intimista (a me invece la mancanza d'azione non è pesata per niente). Il mio pensiero è infatti che anche chi lo critica per i suoi cliché in realtà lo fa proprio per il motivo opposto: perché è un film che rilegge i suoi stereotipi in qualcosa di originale. Passengers in realtà lo è molto poco, non credo che nessuno lo possa reputare innovativo: eppure, lo è quanto basta per dare fastidio.

In generale, credo che il principale problema del pubblico di oggi (non solo cinematografico: vale lo stesso anche per i lettori) sia l'eccessivo conservatorismo. Ogni volta che esce un prodotto coraggioso (anche di poco, come Passengers), i risultati in fatto di critica e vendite sono miseri. I film che trovano più consenso sono storie prevedibili e fatte con lo stampino, oppure ambientate in un contesto già noto. A volte sono anche di alto livello (mi vengono in mente per esempio gli ultimi film dell'Universo Marvel), ma credo che il loro successo sia dovuto più al loro appartenere agli schemi che al loro valore intrinseco.

Visto che, come è noto, le case cinematografiche non sono enti di beneficenza, preferiscono andare sul sicuro che fare un salto nel buio con qualcosa di nuovo. Per questo, trovo ridicolo lamentarsi dell'ennesimo remake inutile con attori in carne e ossa di un classico Disney o l'ennesimo film d'azione senza anima se poi si bistrattata chi fa qualcosa di diverso. Volete sapere perché escono proprio questo tipo di film? Perché il pubblico li va a vedere, snobbandone altri che potrebbero anche piacergli, ma la cui natura meno convenzionale e prevedibile entra in contrasto col suo spirito conservativo.

Tutta questa situazione per me è abbastanza triste. Un pubblico che tende sempre di più a essere conservatore non può che portare a un appiattimento del cinema (ma anche delle serie TV, dei libri, e chi più ne ha più ne metta), il che non è positivo per il mondo della creazione artistica. E visto che la tendenza è sempre in crescita, ho paura di quello che potrà diventare il cinema tra qualche anno: un contenitore di storie già viste, con qualcuna ben fatto ma tante banalità e poco spazio per la creatività.

Insomma, io sono convinto che un'audience conservatore sia più un problema che una risorsa. Penso che sarebbe molto meglio un pubblico consapevole o almeno coerente, che possa per esempio stroncare Rogue One come Passengers - come detto non credo che nessuno dei due lo meriti, ma se lo si fa almeno non c'è la disparità di trattamento che mi ha infastidito. Non sono molto ottimista, e credo che un pubblico del genere non esisterà mai. Ma in fondo sognare non costa nulla.

La domanda: hai visto Rogue One e/o Passengers? E in generale, qual è la tua idea sul conservatorismo del pubblico cinematografico (e non solo)?

2 commenti:

  1. Visti entrambi: piacevole Rogue One, ma Passengers si eleva di ben più di qualche spanna sopra quello.
    Tutt'altro che banale, mi pare che abbia esplorato abbastanza bene e in profondità la situazione particolare dei due protagonisti.
    Le scene poi, sono fra le migliori viste in un film di fantascienza che - curiosamente - riesce a far convivere un vissuto claustrofobico all'interno di una astrovane con le visioni mozzafiato di quel che sta al di fuori.
    Mi ha pienamente soddisfatto.

    Ciao!

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    1. Sono perfettamente d'accordo con tutto il tuo giudizio su Passengers. Vai a capire perché alla maggior parte delle persone è piaciuto così poco :D .

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