venerdì 21 aprile 2017

Lo sfondo nero

Non me lo sarei mai aspettato (pensavo anzi che come al solito nessuno commentasse), ma lo scorso post - quello in cui mi chiedevo se non fosse il caso di chiudere Hand of Doom - ha avuto un grande successo. Mi avete subissato di commenti (credo sia il post più commentato della storia di questo blog) e di opinioni, molte delle quali sono state utili, o mi hanno dato da pensare.

Tra le tante, l'idea che ha riscosso più successo è stata: perché non risolvere il problema dei pochi fan cambiando lo sfondo? Man mano che la discussione è proseguita, sono emerse tutta una serie di motivazioni a favore di questa tesi. Motivazioni che mi sembrano valide, che non metto in discussione; anzi, da un certo punto di vista mi trovano d'accordo. Ma io non ho lo stesso intenzione di farlo.

martedì 18 aprile 2017

E se questo blog chiudesse?

Come ho scritto nell'articolo pubblicato giusto un paio di settimane fa, credo che un blog sia un luogo poco adatto per gli sfoghi, specie se di carattere personale. Se è vero che il bisogno di buttar fuori le proprie paure e le proprie angosce è più che comprensibile, internet non è il luogo migliore per farlo, anzi. Di questo ero convinto allora e lo sono tutt'ora.

Dopo aver letto questo post, potete dirmi quindi che predico bene e razzolo male. Non mi offenderò: è la pura verità. Solo che stavolta sono io ad aver bisogno di sfogarmi, e non ce l'ho fatta a trattenermi come succede di solito. Purtroppo negli ultimi mesi mi sono chiesto spesso se vale la pena continuare a portare avanti Hand of Doom . Più di recente, poi, ho avuto dei problemi così gravi da rendere il mio vivere pesante e confuso, e di conseguenza non riesco più a lavorare al meglio su molte cose - non solo sui post. E poi alcuni fatti di questi ultimi giorni mi hanno fatto seriamente passare la voglia di proseguire col blog.

martedì 11 aprile 2017

Perché non ti butti giù?

A parte queste ultime settimane, in cui ho avuto grossi problemi da affrontare, nell'ultimo periodo posso dirmi soddisfatto dal punto di vista della scrittura. Negli ultimi mesi ho infatti completato molti racconti, anche se la maggior parte non li ho pubblicati, né qui né su qualche altra piattaforma. Più che altro invece ho spedito questi testi in giro per partecipare a concorsi o alla selezione di riviste.

Proprio in quest'ultimo caso ricade il racconto di oggi. L'ho scritto per una rivista online ma non è stato selezionato - del resto, non si può sempre vincere, capita di essere scartati. Ho deciso allora di proporvelo: visto però che è un racconto a cui tengo, che è un po' atipico per me e che parla di una tematica scottante come il bullismo, pensavo comunque che potesse essere di vostro gradimento. Non mi resta quindi che augurarvi: buona lettura!

venerdì 7 aprile 2017

Il lavoro e la percezione di sé

Ci sono blog che pubblicano guest post abbastanza spesso, ma Hand of Doom non è mai stato uno di quelli. In parte è perché lo ritengo un luogo esclusivamente mio, personale al cento percento; in parte, perché il mio pubblico è poco, e sono consapevole che questo non attragga molto i guest-blogger. E così, nella storia quasi decennale del blog, ho pubblicato solo un guest post, risalente al 2015.

Questo però non significa che mi dispiaccia pubblicare contenuti altrui. E infatti quando un mio amico - che ha preferito rimanere anonimo - mi ha mandato un suo sfogo, gli ho proposto io stesso di pubblicarlo. Non solo per l'amicizia, ma anche perché contiene idee che condivido sulle storture del mondo del lavoro oggi. E anche se non parlo spesso di argomenti simili qui (anche se su Facebook mi capita spesso di condividere articoli simili), ho deciso di pubblicarlo lo stesso perché credo che sia una testimonianza che tutti dovrebbero leggere. Giudicate voi stessi se è così!

martedì 4 aprile 2017

Abbasso la negatività (sul blog)

Vi sarete forse accorti che anche venerdì scorso ho lasciato un vuoto nella programmazione di Hand of Doom. È la terza volta che accade in questo mese, ma stavolta è stata una decisione presa all'ultimo momento. Avevo - ho ancora, a dire il vero - un post già pronto, ma che ho deciso di accantonare venerdì sera.

Il motivo? Il suo contenuto. Si trattava di uno sfogo di carattere molto negativo su quello che mi sta succedendo in questo periodo. In effetti, sento ancora un gran bisogno di sfogarmi, visto che la situazione sembra peggiorare sempre di più. Ma come ho già detto in passato, di certo un blog non è il luogo più adatto per simili questioni.

martedì 28 marzo 2017

Revisione: un metodo personale

Non sono solito dare consigli per scrivere. All'interno della blogosfera ci sono tantissimi scrittori che già fanno lo stesso meglio di quanto io potrei mai fare. E dopotutto se mi mettessi a parlare di questioni come lo "show, don't tell" o il viaggio dell'eroe, non aggiungerei nulla: ci sono decine di articoli che già ne parlano.

Ogni tanto però mi piace condividere le esperienze positive che mi capitano mentre svolgo questo "mestiere". Per esempio, da qualche mese sto sperimentando un metodo di revisione dei miei testi in cui mi trovo molto bene. È un processo che mi consente di rendere le mie storie più soddisfacenti, per me ma forse anche per gli altri: i miei due racconti selezionati per due antologie di recente sono stati rivisti proprio con questo metodo, e in altri casi ho ricevuto commenti molto positivi sullo stile.

venerdì 24 marzo 2017

Mi chiudo all'apertura

Forse ve ne sarete accorti: per una settimana intera, Hand of Doom è rimasto in pausa. Non per mia volontà, beninteso: purtroppo però non ho avuto un solo attimo libero per aggiornarlo. E così anche il post già quasi terminato è rimasto solo una bozza non ancora pronta per la pubblicazione.

I motivi? Ovviamente, la gelateria! Come vi ho raccontato qualche tempo fa, nell'ultimo periodo ho lavorato sodo per aprire il locale. Nell'ultima settimana, poi, i ritmi sono diventati frenetici. Obiettivo: riuscire a partire il prima possibile. E dopo una serie infinita di ritardi, di problemi, di incartamenti burocratici e di sofferenze varie, finalmente oggi sono riuscito ad aprire la gelateria.

martedì 14 marzo 2017

"Gomorra" e la società moderna

Di recente, mi è capitato di leggere Gomorra di Roberto Saviano. Non sono un grande amante dei libri d'inchiesta, preferisco di gran lunga i romanzi o al massimo saggi più sistematici, ma da tempo avevo il desiderio di leggere questo. Se non altro,volevo scoprire in prima persona il motivo per cui è diventato un caso di dimensioni così immani.

Ora l'ho capito in pieno. Raramente ho trovato un libro così angosciante e forte. Nonostante la tendenza a divagare e a fare confusione, Saviano evoca bene immagini che colpiscono allo stomaco e fanno accapponare la pelle. Ma se le storie di camorra fanno effetto, c'è qualcosa che mi ha colpito ancor di più: il fatto che gli schemi descritti dallo scrittore di Casal di Principe non sono solo quelli su cui si fonda la malavita campana, ma si possono ritrovare anche nell'intera società attuale.

venerdì 10 marzo 2017

Il ragno

Fino a qualche minuto fa (mentre comincio sono già le ventuno e dieci), non avevo uno straccio di post da proporre per questo blog. Il motivo è semplice: fino a ieri sono stato fermo per una bella influenza, e ho passato intere giornate sdraiato e al caldo. Di sicuro, l'ultimo mio pensiero era il blog, per cui non scrivo niente da quasi una settimana - e per fortuna che il post di martedì era già completo, quando ho cominciato a stare male.

Nelle mie intenzioni, perciò, stasera ci sarebbe stato un buco, e Hand of Doom sarebbe stato aggiornato di nuovo martedì prossimo. Poi però mi è venuta un'altra idea. In fondo qualcosa da pubblicare ce l'ho: un bel racconto, già rivisto e pronto per essere letto.

martedì 7 marzo 2017

Divertirsi lavorando?

Se mi seguite da un po', lo sapete: non sono il tipo che parla di fatti suoi - o almeno di quelli non connessi strettamente con la scrittura o internet - attraverso il blog. Capita solo ogni tanto, per il resto preferisco tenermi per me le mie gioie, i miei dolori, le mie preoccupazioni e le mie speranze. Del resto, lo sappiamo tutti: il mezzo blog è cambiato, non è più un diario virtuale ma ha assunto un'accezione molto più professionale.

Ci sono però volte in cui sento il bisogno di parlare della mia vita. Di solito è quando accade qualcosa di così brutto che ho bisogno di sfogarmi, anche attraverso queste pagine. Stavolta però è diverso: mi andava di raccontare qualcosa di buono che mi è successa di recente. Qualcosa che ha a che vedere con la mia gelateria.

venerdì 3 marzo 2017

"Kobane Calling" di Zerocalcare

I fumetti in Italia sono una delle tante categorie bistrattate dall'intellettualoide medio. Come cartoni e film d'animazione, la letteratura non mainstream e in generale tutto quello che si allontana da quella che è considerata (a torto) la normalità, vengono considerati spesso opere di scarso valore, magari adatti solo ai bambini. Il che in certi casi è corretto, ma non si può fare di tutta l'erba un fascio.

Esistono anche fumetti molto adulti, per toni o per contenuti, e altri che possono essere apprezzati su più fronti. Alcuni di loro poi sono in grado riflettere quanto e forse più di opere considerate "vera letteratura". Kobane Calling del celebre fumettista romano Zerocalcare è proprio una di quelle.

martedì 28 febbraio 2017

Le incomprensioni del web

Rivoluzione digitale: così è stato definito quel processo storico che ha avuto origine dalle nuove tecnologie come computer, smartphone e il web. In effetti è un termine appropriato: rispetto al passato, è avvenuta una vera e propria rottura. Nella storia, mai prima di oggi gli uomini hanno avuto una possibilità così ampia di comunicare.

Chi in passato avrebbe potuto mai pensare che un giorno si sarebbe potuto contattare chiunque, anche dall'altra parte del globo, in maniera quasi istantanea e con la semplice pressione di un pulsante? E chi avrebbe previsto che quasi ogni informazione sarebbe stata libera e alla portata di mano in casa, senza dover cercare a lungo e senza nemmeno più il peso di andare in una biblioteca? Pensateci: viviamo in un'epoca unica della storia, un momento che forse un uomo del passato potrebbe sembrare un'utopia. Eppure, a noi non sembra affatto tale.

venerdì 24 febbraio 2017

Sognare con la scienza

Lo avrete sentito anche voi: mercoledì scorso, la NASA ha reso noto una scoperta eccezionale. Intorno alla stella denominata TRAPPIST-1, distante circa quaranta anni luce, un team di scienziati ha scoperto ben sette pianeti simili alla Terra. Proprio quest'ultimo è forse il fatto più rilevante: di solito vengono scoperti pianeti più grandi, o al massimo mondi rocciosi giganti. Probabilmente è il motivo per cui anche i telegiornali, di norma poco attenti a notizie simili, a questa hanno dato grande risalto.

In giro in questi giorni sono usciti un mucchio di approfondimenti sull'argomento (se vi interessa per esempio potete leggere questo). Di sicuro scriverne un altro sarebbe servito a poco: io invece voglio concentrarmi su una riflessione più astratta. Riflessione che può sembrare scontata, ma in realtà non lo, visti i soliti personaggi che inondano i social strepitando: "A che serve fare queste scoperte? Soldi buttati!".

martedì 21 febbraio 2017

Trasloco

Qua e là nella blogosfera, ogni tanto mi è capitato di leggere delle difficoltà che si possono incontrare quando si cambia casa. Nei racconti dei vari blogger che si trovano a traslocare, ho visto quanto è stressante e quanta energia si deve impiegare in questi casi. Era qualcosa che pur accettando senza scetticismo non riuscivo a capire del tutto. Almeno fino a questi ultimi giorni.

Se pensate che sia pesante cambiare casa, provate infatti a spostare un'azienda. In questo periodo praticamente non ho pensato ad altro. Il problema non è tanto prendere le cose dal punto A e portarle al punto B. Più che altro, il vero inferno è la montagna di carte, cartine e cartacce richieste dalla burocrazia italiana e il gran numero di preparativi da fare in generale per preparare il nuovo locale allo scopo.

venerdì 17 febbraio 2017

L'empatia del blogger letterario

Per chi vorrebbe essere - o è già - un blogger, oppure uno scrittore, l'empatia è fondamentale. Si tratta di un'idea che ho da parecchio tempo, ma non ci avevo mai scritto un articolo, almeno fino a qualche settimana fa, quando ho buttato giù una specie di flusso di coscienza proprio sull'argomento. Mi è venuto fuori un post un po' contorto ma il cui argomento, secondo me, poteva essere molto interessante.

Così, dopo le solite decine di revisioni, ho deciso di regalare l'articolo in questione a Chiara Solerio del blog Appunti a Margine - che del resto si occupa spesso del lato più emotivo della scrittura. E così l'articolo, intitolato "L'empatia del blogger letterario", ha visto la luce ieri, nel suo abituale aggiornamento del giovedì. Se vi va di dargli un'occhiata, siete ovviamente i benvenuti. Buona lettura!

martedì 14 febbraio 2017

"Anathem" di Neal Stephenson

Si dice a volte che la fantascienza sia un genere molto sterile. Che sia solo viaggi in astronave, battaglie con pistole laser, robot e giù di lì. Ovviamente, gli autori di queste uscite sono sempre persone che hanno una conoscenza del genere almeno scarsa. Se così non fosse, saprebbero che la situazione è molto diversa.

Da una parte, è vero che esistono romanzi (ma anche fumetti e film, la questione non si lega solo alla letteratura) leggeri, di puro intrattenimento. Tuttavia, ci sono altre sfumature: esistono per esempio tantissimi romanzi "medi", che legano intrattenimento a messaggi più profondi - del resto, molto spesso la fantascienza è ambientata nel futuro ma parla del giorno d'oggi. E poi, ci sono romanzi di una profondità estrema: è il caso di Anathem di Neal Stephenson.

venerdì 10 febbraio 2017

Una bella soddisfazione

Se seguite Hand of Doom da almeno qualche mese, vi ricordate sicuramente del concorso #noiumani, indetto dal social network Penne Matte. Nella seconda metà dell'anno scorso, ne ho parlato estesamente in un articolo dove ho esternato i miei dubbi sulla peculiarità del concorso. Eppure, nonostante le mie perplessità avevo deciso lo stesso di partecipare: ho così postato il mio racconto, come vi avevo detto in un post successivo.

Lo scorso trentuno dicembre il concorso è finito, e la giuria ha cominciato il suo lavoro. Poco più di un mese dopo, nella giornata di lunedì, sono stati pubblicati i risultati: è stato allora che ho scoperto che il mio racconto Viale della vittoria è arrivato settimo. Può sembrare un risultato non eccezionale, ma lo è se considerate che in gara c'erano centosessantadue racconti (sì, li ho contati!). Ed è ancora più importante sapendo che nell'antologia del concorso saranno pubblicati i primi dieci classificati.

martedì 7 febbraio 2017

Gli 8 difetti tipici delle mie prime stesure

Vi ricordate il post di venerdì scorso, quello scritto di getto e senza revisioni - realizzato così per partecipare all'iniziativa #imieiprimipensieri di Chiara Solerio? Come ho scritto, è stato un esperimento fatto per il gusto di farlo. Devo confessare che prima di scriverlo mi aspettavo che fosse qualcosa di divertente ma un po' fine a sé stesso.

Per questo, sono rimasto sorpreso quando quel post si è rivelato utile per sviluppare alcune riflessioni. Soprattutto, mi ha aiutato a pensare ai difetti più comuni che si possono trovare nelle prime stesure di un mio testo qualunque - che sia un articolo, una recensione, un racconto. Visto che mi sembra interessante, mi sono chiesto: perché non scrivere un articolo più sistematico sull'argomento? E così eccoci qui.

venerdì 3 febbraio 2017

#imieiprimipensieri

Con questo post, partecipo all'iniziativa "i miei primi pensieri" lanciata da Chiara Solerio del blog Appunti a Margine. Si tratta in poche parole di stabilire un certo lasso di tempo (io ho scelto dieci minuti) e almeno per quella durata scrivere di getto, senza poi tornare a rivedere quello che si è scritto. Ciò che leggete di seguito è il mio esperimento: farlo è stato strano ma piacevole, anche se ho trovato qualche difficoltà - e adesso mi sto mordendo le mani per non correggere altro che questo paragrafo. In ogni caso, buona lettura!

Quando ho letto l'idea di Chiara sul suo blog, ero un po' scettico. Io sono un fan della revisione a tutti i costi. Non pubblicherei mai un post, su questo blog o altrove, che non fosse rivisto, reso più scorrevole e più affilato da una robusta revisione.

martedì 31 gennaio 2017

Per chi si deve scrivere

Per chi si scrive? Dietro a questa domanda, semplice e in apparenza banale, si nasconde un mondo. Penso infatti che chiunque si sia mai cimentato in maniera seria con la scrittura, prima o poi si sia scontrato con questo dilemma, e sa che non c'è una risposta facile. Solo con esperienza e riflessione si può riuscire a trovare una propria posizione sensata.

Come di certo saprete, esistono principalmente due scuole di pensiero rispetto a questa domanda. La prima sostiene che bisogna scrivere soprattutto per sé stessi: se poi si piace anche ad altre persone, sarà stato un processo spontaneo, non cercato. L'altra invece sposa la posizione opposta: bisogna farlo per il pubblico. In fondo scrivere è in primis comunicare: se non lo si fa verso altri, che senso ha?

venerdì 27 gennaio 2017

Your Name. di Makoto Shinkai

Come sapete se non mi seguite da ieri, sono un accanito lettore, ascoltatore di musica e, perché no, anche un discreto cinefilo - magari non un esperto, ma mi piace andare al cinema di tanto in tanto. E visto che sono una persona di manica larga, in tutti e tre i campi ho trovato spesso opere che mi sono piaciute al punto da considerarle veri e propri capolavori.

Tuttavia, le opere che sono riuscite a cambiarmi dentro, nel profondo, sono state molte di meno. Negli ultimi anni, poi, le posso contare sulle dita di una mano (forse perché ormai resto impressionato meno facilmente). Eppure, ogni tanto mi succede ancora di rimanere estasiato, a volte in maniera inaspettata. È quel che è successo lo scorso mercoledì, quando sono andato a vedere Your Name. (sì, il punto finale fa parte del titolo), film d'animazione del regista giapponese Makoto Shinkai

martedì 24 gennaio 2017

"Dracula" e la percezione di un'opera

Personalmente, penso di essere un tipo di lettore un po' strano. Per esempio, non sono un grande fruitore di classici della letteratura, preferisco comprare e leggere romanzi più moderni. Eppure, non li disdegno nemmeno, e se mi capita l'occasione di leggerne uno non mi tiro indietro. È per questo che a cavallo tra la fine del 2016 e la prima settimana di gennaio mi sono ritrovato a leggere Dracula di Bram Stoker.

Nonostante il romanzo sia un po' prolisso e risenta dell'epoca in cui è stato scritto, l'ho trovato una lettura molto piacevole: per esempio, ho apprezzato la trama, molto interessante, e l'ambientazione suggestiva in cui svolge. Tuttavia, il particolare migliore di questa esperienza è il fatto che mi abbia fatto riflettere, non tanto sul libro ma su quanto i luoghi comuni, la cultura generale e le aspettative possano influenzare la percezione di un'opera.

venerdì 20 gennaio 2017

La voglia di essere letto

Ultimamente, mi sto dando parecchio da fare per quanto riguarda la mia attività letteraria. Come ho già detto la scorsa settimana, da qualche tempo ho più energie del solito, e le impiego per scrivere di più, ma non solo. In questi giorni, ho anche iniziato a setacciare la rete in cerca di contenitori per ciò che scrivo.

Che si tratti di un concorso, di blog letterari o riviste, sono sempre alla ricerca di nuove entità a cui mandare i miei racconti. Sto persino valutando se iscrivermi a qualche forum per questo scopo: un fatto un tempo impensabile, visto che da qualche anno non sono un amante di questo tipo di sito, per usare un eufemismo, eppure al momento lo trovo accettabile. Sapete perché? Non saprei spiegarlo bene, ma posso dire che al momento sento una fortissima voglia di essere letto.

martedì 17 gennaio 2017

Il conservatorismo del pubblico

Nelle scorse settimane mi è capitato di vedere due film di fantascienza, uno dietro l'altro. Appena prima della fine dell'anno, sono andato ad assistere a Rogue One di Gareth Edwards, spin-off della saga di Star Wars di cui sicuramente avrete letto, qua e là per la rete. La scorsa settimana è stato invece il turno di Passengers di Morten Tyldum, film che ha avuto molta meno eco, nonostante il cast di alto livello.

Avevo alte aspettative per entrambi, ma soprattutto per il primo. Non sono il tipo di fan sfegatato di Star Wars che colleziona memorabilia e conosce il nome di ogni personaggio minore che appare nei film. Amo però la saga e ho visto i primi sei film tante volte da poterli quasi citare a memoria. Mi piacciono molto sia la trilogia originale che quella prequel (ingiustamente sottovalutata, secondo me), e ho apprezzato anche il bistrattato Il Risveglio della Forza. Ma stavolta, nonostante tutto, per la prima volta un film della serie mi ha deluso.

venerdì 13 gennaio 2017

Nuova energia

Vi è capitato un periodo in cui avete mille energie e riuscite a fare tutto quello che volete? A me quasi mai, negli ultimi anni: tra depressione, insonnia, stress, problemi vari e condizioni di salute non ottimali, è da tantissimo che sono una persona poco vitale, con giusto qualche sprazzo ogni tanto. Di fatto, quasi non ricordo più quando ero giovane e riuscivo a seguire tante più cose, nella vita ma anche online, come per esempio i forum (che ho disertato totalmente da qualche anno a questa parte).

Da diversi giorni però sto sperimentando una condizione diversa. Mi è capitato raramente, infatti, di riuscire a portare avanti così tanto i miei progetti come in questo periodo, soprattutto senza farmi distrarre da ciò che invece di solito mi mette i bastoni tra le ruote. In particolare, nonostante lavoro e vari impedimenti, sono riuscito a scrivere molto ultimamente, come non mi riusciva da tempo. E in generale, sento di avere in me molta più energia di quanto sono abituato.

martedì 10 gennaio 2017

"Uomini che odiano le donne" e lo stile

Alla fine dell'anno appena concluso, spinto da una richiesta di Monica, ho deciso di leggere Uomini che odiano le donne dello svedese Stieg Larsson. Come forse saprete, si tratta di un piccolo caso letterario che è venuto fuori intorno a metà degli anni duemila, subito dopo la morte dell'autore, e ha dato il la a una serie di giallisti scandinavi che hanno ripreso la sua eredità.

È stata una lettura tutto sommato interessante e piacevole, anche se non sono proprio un gran lettore di gialli. Il romanzo è piuttosto scorrevole, specie passata la metà: ho letto le quasi settecento pagine in giusto due settimane, nonostante i tanti problemi a cui ho accennato anche qui e i preparativi per le vacanze natalizie. Eppure, nonostante l'esperienza positiva c'è qualcosa del libro che mi ha lasciato insoddisfatto: parlo dello stile.

sabato 7 gennaio 2017

Otto

E così, un altro anno è passato, rispetto a quel sette gennaio del 2009 malinconico in cui, senza un'idea precisa né una direzione, aprivo il mio "blog di un solitario". Sono passati otto anni da allora, e sono successe un sacco di cose: il blog ha cambiato nome, io pian piano ho fatto esperienza, sono arrivato a comprendere le dinamiche del blogging e a cercare di dargli una certa direzione, e così via. Di sicuro, adesso Hand of Doom è molto migliore, rispetto a quello di otto anni fa. O almeno, lo spero.

Come sia e come non sia, in ogni caso posso solo fare i auguri di compleanno, ancora una volta, a Hand of Doom! Se volete, potete unirvi anche voi in questa felice occasione, nell'attesa che, come ogni anno, dalla settimana prossima il blog torni alla sua normalità.