venerdì 14 ottobre 2016

Come si rigirano i fatti

Negli scorsi giorni, avrete letto anche voi la notizia dello "scandalo" che è avvenuto in Gran Bretagna. Se però non ne avete sentito parlare, ve la faccio breve: in pratica in un questionario online proposto agli alunni appena iscritti a scuola, a un certo punto veniva chiesto di specificare la propria nazionalità (o meglio la propria lingua, ma ci torno più tardi). E oltre a "italiano", come scelte disponibili c'erano anche "italiano-napoletano" e "italiano-siciliano".

Ovviamente, questo ha creato un gran putiferio. Il pensiero dominante è stato che creare una divisione simile sia discriminatoria. Che il ministro dell'istruzione inglese volesse sostenere che napoletani e siciliani non siano italiani? Che voglia persino schedare gli abitanti del Mezzogiorno in maniera diversa rispetto agli altri italiani? Sono stati questi i dubbi sollevati dai giornali in questi giorni. Che però hanno rivoltato i fatti a proprio piacimento: andando a scavare, si scopre infatti che la realtà è ben diversa.

Fonte: http://blog.paleoonthego.com/
Molti hanno riportato la notizia come di una discriminazione etnica tra italiani, siciliani e napoletani, ma non è vero: come sottolineato da alcuni, nel campo della provenienza nazionale c'era solo "italiano" (fonte - e vi consiglio di leggerle tutto, questo articolo, è molto esaustivo sulla vicenda). In realtà il campo in cui c'erano le scelte che hanno fatto discutere, come già accennato, era quello della propria madrelingua.

Può sembrare una questione di semantica, ma in realtà da questo punto di vista la prospettiva cambia totalmente. Infatti, da qui si capisce che la vera intenzione del ministero dell'istruzione inglese non è discriminare napoletani e siciliani dagli altri italiani. Al contrario, riconosceva loro maggiore dignità, considerando napoletano e siciliano lingue vere e proprie. Si tratta di un privilegio che nemmeno lo stato italiano dà loro, visto che gli unici a essere tutelati come vere lingue e a livello nazionale (non regionale) - sono il friulano e il sardo (anche quest'ultimo tra l'altro era tra le lingue che si potevano scegliere nel test inglese, anche se a questo non è stato dato molto risalto).

Ecco, è questa la verità dei fatti. Scrivere però che gli inglesi hanno rispetto per le persone del Sud Italia, tanto da consentir loro di parlare il proprio dialetto (o lingua, se si vuole) invece che l'italiano non avrebbe avuto molta risonanza. Per questo, molti giornalisti (se così si possono definire) hanno rigirato la questione: presentando le istituzioni britanniche come razziste, hanno potuto raccogliere condivisioni, letture e commenti da parte della solita pletora di ignoranti da tastiera. Tutto bene, se non fosse che l'hanno fatto a scapito della realtà, creando un caso basato sul nulla, nemmeno su una vera notizia (forse lo sarebbe stato nel 2006, quando gli inglesi hanno cominciato a fare i test in questa maniera, non certo dieci anni più tardi).

Non è la prima volta che giornali e telegiornali anche importanti - non certo testate amatoriali da provincia - montino ad arte vicende per attirare l'attenzione su di sé, contando sulla scarsa attitudine a informarsi e a ragionare della maggior parte del pubblico. Vi ricordate per esempio il caso delle vignette di Charlie Hebdo, che puntavano il dito contro gli abusi edilizi, fatte passare come attacchi ai terremotati? Non è il primo esempio di queste mistificazioni, ma mi sembra che ultimamente vicende del genere accadano più spesso.

Di mio, trovo tutto questo decisamente allarmante. Ho già detto più volte, qui sul blog, che per me il giornalismo dovrebbe solo informare, e non fare altre. Più volte ho criticato le imprecisioni e la sufficienza degli articoli di giornale che dovrebbero essere precisi, come non ho mai sopportato il ribaltare la realtà a favore di politici o personalità importanti. Ma qui forse stiamo andando oltre, si comincia a mistificare la realtà solo per fare audience. Il che, almeno a mio modo di vedere, getta un'ombra inquietante sulla direzione che il mondo sta prendendo.

La domanda: che ne pensi della vicenda che investe il ministero dell'istruzione inglese? E quali sono le tue valutazioni sul modo in cui è stata trattata dai media italiani?

6 commenti:

  1. Vero, ottima riflessione.
    Forse è perché ci si sente troppo poco italiani, e allora montano queste stronzate per unirci almeno sui social.
    Che forse è l'ultima, plebea frontiera dell'italianità :)

    Moz-

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    1. Se lo fanno per questo motivo, il loro successo è parecchio scarso. Lo provano tutte quelle persone che su Facebook non fanno che ripetere "prima gli italiani" e fanno i patriottici, e poi non fanno che insultare gli altri - per la precisione altri italiani.

      Io penso che per molti essere italiani è solo una scusa per poter sfogare la propria frustrazione. Quando qualcuno ce l'ha con gli italiani (il ministro dell'istruzione inglese, Charlie Hebdo, ma anche Francia, Svizzera o Austria che chiudono i confini) è comodo essere fieri di essere italiani. Ma sono sicuro che quando invece qualche politico nostrano ci fa fare brutta figura, o si scoprono fatti poco piacevoli, le stesse persone sono tra quelle che si vergognano di essere italiani. E se c'è una cosa in cui i giornalisti odierni eccellono, è proprio riuscire a interpretare bene queste oscillazioni: ecco come creano i loro casi basati sul nulla :) .

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  2. L'ennesima stron#ata da social. Quasi mi viene da vomitare. Al di là di come siano andate veramente le cose (le scopro solo ora leggedo il tuo post) a me la prima cosa che mi era venuta in mente è che sia stato il frutto di una clamorosa lacuna geografica di chi ha scritto (diciamo pure ignoranza).
    MA alla fine quel è il problema? Nemmeno io ho ben chiara la geografia del Regno Unito. Non so quale delle due Irlande ne fa parte e non so nemmeno perché esistono due Irlande. E nemmeno capisco perché, se il regno è unito, ai mondiali di calcio ci vanno quattro nazionali...

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    1. Il problema è che molte persone cercano di sfogare le proprie frustrazioni non in maniera costruttiva (in tanti fanno sport, io scrivo :D ) ma facendosi venire la bile su internet. Ed è per questo che ogni notizia che possa essere un minimo "controversa" viene girata in modo che scateni questa tempesta di rabbia.

      Purtroppo, molti non capiscono che esistono milioni di cose, nel mondo, per cui potenzialmente ci si può arrabbiare - questa faccenda del Regno Unito è solo una. Se riuscisse a vivere la vita con più calma sarebbe meglio per tutti - non solo per loro, ma anche per chi spesso subisce la propria rabbia. Ma mi sa che questo è pura utopia :(

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  3. Dico questo. Un po' di anni fa è stato assegnato il premio come miglior pizza a una pizzeria del nord (mi pare lombarda). I pizzaioli napoletani sono insorti e qualcuno ha cominciato a sproloquiare parlando di Salvini (che c'entrasse rimane un mistero...). Il senso è che forse dovremmo proprio smettere di vivere in questo imbarazzante provincialismo.

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    1. Ti do pienamente ragione. Purtroppo ogni scusa è buona per prendersela con il diverso. Quindi se l'Inghilterra discrimina gli italiani (facendo finta che sia così davvero), andate al diavolo, inglesi bastardi, gli italiani sono i migliori. Sempre che non si tratti però di quelli dell'altra parte dello Stivale o anche quelli della città vicina rivale, allora fanno schifo.

      In ogni caso, la maggior parte di noi ha sempre bisogno di un nemico. Che sia il vicino di casa oppure gli stranieri più lontani non ha molta importanza. C'è bisogno di qualcuno su cui scaricare le colpe, anche se è del tutto assurdo - il tuo ricordo sul premio per la miglior pizza mi sembra perfetto come esempio :) .

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