venerdì 28 ottobre 2016

La terra del movimento continuo

Avrei preferito scrivere altro, oggi - qualsiasi altra cosa. Il post di venerdì, quello breve, lo scrivo nelle serata di mercoledì e giovedì, e così avevo intenzione di fare anche stavolta. Questa settimana però ho avuto ben altro per la testa, specie mercoledì sera, come forse avrete intuito.

Se il terremoto di Amatrice mi aveva scombussolato, ma non più di tanto - dopotutto la zona colpita è lontana, e abbiamo ballato in maniera preoccupante giusto con le scosse più forti la notte del ventiquattro agosto - stavolta ce la siamo vista brutta. Con l'epicentro a una sessantina di chilometri, l'evento principale, quello delle ventuno e venti, ci ha colpiti con tutta la sua forza. In quei momenti sembrava quasi che la casa dovesse ribaltarsi, tanto la scossa è stata potente.

Abbiamo scoperto poi che qui nella mia zona non ci sono stati problemi rilevanti, eccetto per qualche vecchio edificio - ma nulla di davvero grave. Tuttavia, già a pochi chilometri di distanza la situazione è diversa. Mi impressiona abbastanza in particolare il fatto che ci sono stati danni - per quanto non seri - a Matelica, qui a una ventina di chilometri di distanza, soprattutto per il fatto che ero lì fino a un paio d'ore prima del primo terremoto (quello delle sette). Come del resto mi fa strano per Visso, in cui ho passato un'estate tanto tempo fa, e che avevo visitato poi già altre volte negli anni dopo. Non che ci fossi particolarmente legato, ma è lo stesso una sensazione un po' malinconica.

La distanza tra l'epicentro del 1997 e quello di mercoledì su
Google Maps. Se la strada più diretta tra i due luoghi è di una
quarantina di chilometri, in linea d'aria non sono più di trenta.
Almeno, stavolta nessuno è morto, ci sono stati giusto pochi feriti lievi. Del resto l'epicentro stavolta era a pochi chilometri da quello del terremoto di Umbria e Marche del novantasette. Nel frattempo, hanno ricostruito tutto in maniera antisismica. È questo probabilmente il motivo principale per cui non ci sono state vittime, oltre al fatto che la prima scossa, più debole, ha fatto uscire tutti in strada. Io stesso vivo in una casa antisismica, e ormai conosco a menadito le regole per difendersi da un terremoto. Anche se casa mia fosse in parte crollata, dubito che ne sarei rimasto coinvolto.

Tutto bene quindi, almeno in teoria. In pratica però la paura è stata tanta, e non solo: anche la frustrazione comincia a diventare importante. Qui nelle Marche abbiamo subito praticamente tutti i terremoti più forti degli ultimi anni, da L'Aquila 2009 all'Emilia 2012. Ma quel che è peggio è che mi pare (ma magari sbaglio) che nessun'altra zona d'Italia ne ha subiti tre così importanti nel giro di soli vent'anni - di cui due a distanza di due mesi l'uno dall'altro - oltre ad alcuni altri più lievi. Perché proprio qui?

Non è una bella situazione. Non tanto per la paura, che ormai finisce con la scossa - nel novantasette avevo nove anni, è da allora che convivo coi terremoti e ormai sono abituato. Più che altro, sono più che stufo di vivere in una terra che si muove di continuo. E posso solo sperare che, trasferendomi l'anno prossimo più vicino al mare - quindi più lontano dalle zone a rischio sismico più alto - il prossimo terremoto mi lascerà in pace. Perché sinceramente non ne posso più di avere questo nervosismo addosso.

La domanda: anche tu hai sperimentato il terremoto in prima persona - l'ultimo, o altri in passato? 

6 commenti:

  1. Ti capisco alla perfezione.
    Ti scuote la vita, quindi se non ne puoi più lo capisco.

    Moz-

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  2. Pensa che ieri la scossa che si è sentita qui a Roma mi ha terrorizzato. Come ci si sente dentro il caos di un fenomeno così ineluttabile come il terremoto? Me lo chiedo, ma non voglio rispondermi. Spero che questa calamità naturale smetta di mietere vittime e che chi l'ha vissuta possa trovare di nuovo la serenità persa.

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    1. Ti rispondo io, se vuoi: male, ci si sente male. Non che io stia dentro il caos, visto che sto un po' più a nord della zona più colpita. Ma anche se qui le case sono ancora in piedi, ci manca la serenità. Del resto, a parte i più piccoli qui tutti abbiamo il ricordo traumatico del terremoto del 1997 e quello più recente di Amatrice. Se da un lato quindi sono abituato a questo movimento continuo, dall'altro è frustrante, come ho detto.

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  3. Gli ultimi - per quanto siano stati inquietanti - e mi riferisco in primis a quelli del 2012 (quando c'erano scosse quasi tutti i giorni e un giorno verso le 12.00 abbiamo anche evacuato l'azienda) sono stati all'acqua di rose in confronto a quello del 1976 (Friuli).
    Ricordo che facevo la terza media e stavo studiando geografia (per la precisione Australia e Nuova Zelanda) quando il tavolo ha cominciato a sbattermi contro. Una rapida occhiata al lampadario confermò quello che già sapevo.
    Corremmo tutti in strada e - giuro - NON SI RIUSCIVA A STARE IN PIEDI: tutto il terreno si muoveva come sul Tagadà (hai presente, no?). Tutto: le case, il paesaggio...tutto. Capogiri. Stare a gambe larghe per mantenere l'equilibrio. Qualcuno poi disse che non avevamo avuto danni perché il movimento era "ondulatorio" anziché "sussultorio".
    Per me ci è solo andata di culo (scusa il francesismo).
    Nel 2012 è cominciato durante la notte con le porte degli armadi che sbattevano.
    La cosa peggiore del terremoto è che TUTTO l'ambiente intorno a te ti si rivolta contro e non c'è alcun posto in cui fuggire, se non lontano dagli edifici.

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    1. Anche a me è successa una cosa del genere: ero alle elementari, stavo portando i compiti alla lavagna quando è arrivato il terremoto di Umbria/Marche del 1997. Confermo tutte le tue sensazioni: magari è il ricordo deformato dagli anni, ma mi ricordo il mondo che sembrava ribaltarsi. E in fondo nemmeno adesso c'è molta differenza: dopotutto il nostro cervello non è abituato alla totale mancanza di punti fermi durante un terremoto, è per questo che è tanto spaesante, credo :) .

      Comunque, durante un terremoto è meglio non fuggire, in realtà. Meglio mettersi sotto un muro portante - o ancora meglio una trave - e soprattutto bisogna mantenere la calma. Si tratta di una lezione che ormai ho imparato benissimo: quando arriva una scossa mi muovo solo se è molto forte, altrimenti non faccio una piega :D .

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