martedì 2 agosto 2016

Leggere non è peccato

L'Italia, lo sapete tutti meglio di me, è un paese in cui non si leggono libri. Le statistiche sono molto chiare: nel 2015 solo il 42% della popolazione ha letto almeno un libro. E di questa frazione, solo il 13,7% ha letto almeno un libro al mese, qualificandosi così come "lettore forte" (fonti Istat). Purtroppo, c'è poco da fare contro questa tendenza. Il nostro è un paese con una mentalità sbagliata nei confronti non solo della letteratura ma in generali di arte e cultura

Sarà difficile che qualcosa cambi nel prossimo futuro. Tuttavia, provare a fare qualcosa non costa nulla: è per questo che ho deciso di aderire all'iniziativa "Leggere non è peccato". Nato da un'idea di Silvia Algerino del blog Lettore Creativo e di Nadia Banaudi del blog Svolazzi e Scritture, si tratta di qualcosa a metà tra meme e gioco. Il suo scopo ultimo è proprio di rilanciare la letteratura in Italia, uno scopo arduo da raggiungere - anche perché dubito che i non lettori si interesseranno a dei post su una passione che non appartiene loro. Nonostante questo, l'iniziativa è del tutto lodevole: per questo ho deciso di partecipare.

Le regole, come ha scritto Nadia nel suo post di lancio (mentre qui c'è l'omologo sul blog di Silvia), sono molto semplici: bisogna prima di tutto linkare gli articoli con cui le due autrici hanno introdotto l'iniziativa - cosa che ho appena fatto. E poi, bisogna rispondere a tre semplici domande, cercando di scrivere qualcosa di significativo: le risposte migliori infatti vincono un piccolo premio. Bando alle ciance, dunque!

Quali sono i tre motivi che ti spingono a leggere?
Individuarne solo tre è un po' difficile, si legge per tanti motivi diversi. Credo però che i principali siano:
  • Conoscenza: sia che si tratti di un saggio che un romanzo - oppure che io legga al di fuori dei libri, per esempio i blog - c'è sempre qualcosa da imparare. Questo vale per i libri brutti, per non parlare di quelli belli, coi quali si può veramente entrare nella mente di un'altra persona - lo scrittore, ovviamente. Visto che io sono un eterno curioso, quindi conoscere sempre nuove cose è uno degli obiettivi e dei piaceri maggiori della mia intera esistenza, leggere non può che essere uno dei miei passatempi principali.  
  • Piacere: come appena detto, c'è il piacere che deriva dall'apprendimento, ma non solo. Spesso c'è anche quello di far viaggiare la fantasia, che sotto la guida dell'autore può raggiungere luoghi che mai avrebbe raggiunto da sola. E se la storia è bella, c'è anche il piacere basilare di seguirla, e di godere delle emozioni che riesce a darmi, qualsiasi esse siano. 
  • Allontanamento dalla realtà: il fatto di usare la fantasia e seguire la storia porta anche questo vantaggio. Come sa chi mi segue su Hand of Doom,  non sono una persona molto positiva: penso spesso, al contrario, che la mia vita faccia schifo. Niente di personale: penso che sia la vita in generale a essere un errore. Ma se leggo, ogni problema sparisce: la mia attenzione è sulla trama, non sui miei tanti problemi. Se poi anche le vite dei personaggi fanno schifo va bene lo stesso: non penso comunque alla mia. Ed è questo che la rende uno dei miei hobby ideali.
Quali sono i tre libri che consiglieresti a chi non legge?
Io direi:
  • Il codice Da Vinci - Dan Brown
  • Il miglio verde - Stephen King
  • Lo hobbit - John R.R. Tolkien
Non sono tra i miei preferiti - tranne il secondo - ma sono tutte storie scorrevoli, non troppo lunghe, e soprattutto che incollano il lettore alla pagina e riescono a emozionare - almeno, per me è stato così. Dubito infatti che sarebbe costruttivo proporre a un non lettore un mattone da oltre mille pagine oppure romanzi difficili da seguire, per quanto splendidi. Per noi lettori forti, infatti, il portale de il Nome della Rosa può essere una sfida intrigante, ma penso che un non lettore butterebbe il libro nel caminetto (metaforico o reale che sia) dopo i primi dieci aggettivi!

Quali sono le tre azioni che identifichi col peccato?
Premesso che non credo nel peccato né nel concetto assoluto di bene e male, posso però parlare di quello che ritengo più profondamente sbagliato. Quindi, citerei:
  • Disonestà: è la piaga dell'Italia, lo sapete tutti. Qui ognuno cerca di raggirare il prossimo e non si fa scrupoli a passare sopra a ogni principio e a ogni persona per il suo tornaconto personale. Inutile dire che è alla causa di gran parte dei problemi che abbiamo: dopotutto c'è un motivo se i paesi più felici al mondo sono quelli scandinavi, dove il senso civico e di appartenenza a una comunità sono ben più sviluppati.
  • Irrazionalità: seppur sia positiva sotto suoi certi aspetti - per esempio l'amore - è problematica nella sua grande varietà di manifestazioni negative. In parte è alla base del "peccato" precedente, e non solo: sono tantissimi i mali che derivano da esso. Dal credere alle bufale e ai complotti alla xenofobia, dal fondamentalismo religioso alla logica "noi contro i nemici" di cui ho parlato due settimane fa, sono tanti i comportamenti che si sprigionano dal sonno della ragione. Visto che il relativo benessere che abbiamo deriva da movimenti razionalisti - e  l'attuale crisi da un rigurgito di irrazionalismo - trovo che oggi non ci possiamo permettere di essere irrazionali (eccetto che nelle già citate manifestazioni positive).   
  • Ignoranza: può sembrare simile alla precedente, ma non è così. Possono esistere persone colte ma irrazionali, e persone ignoranti ma in grado di usare bene la logica. Immagino queste ultime come persone intelligenti ma che non hanno potuto acculturarsi, perché magari sono nate in un paese povero, o perché sono di bassa estrazione sociale e hanno vissuto nel degrado dalla nascita. La loro ignoranza è giustificabile; quella degli "italiani medi" invece no. Credo proprio che in un'era di informazione (relativamente) libera come questa, per molti l'ignoranza non sia una condizione imposta ma una scelta. E questo, ovviamente, non è accettabile.   
C'è poi un quarto peccato che si può citare: ossia, il fatto di non vincere al gioco di Nadia e Silvia. Si, ovviamente sto scherzando! Anche se... la speranza c'è sempre!

La domanda: ovviamente non ho niente da chiedere, in questa occasione. Se però vuoi partecipare a questa iniziativa sei il benvenuto. Puoi addirittura farlo se non hai un blog: è così semplice che puoi usare anche i social network! Trovi tutte le istruzioni nel già citato post di Nadia. 

8 commenti:

  1. Grazie, Mattia, per la partecipazione e per l'apprezzamento. Hai ragione quando dici che il rischio è che rimanga un gioco tra lettori e che, quindi, non sia sufficiente per spingere non-lettori a leggere. Però la nostra idea è di far circolare la voce, proprio come un tormentone, che leggere è bello, anzi è figo, anzi non è peccato. Semmai è un peccato non leggere. Per questo abbiamo creato il logo e la maglietta. Pensa se ci fossero molte persone a portarla, magari qualche ragazzino ne sarebbe attratto e passerebbe il messaggio. Spesso chi non "impara" a leggere è solo perché non l'ha mai fatto e per pregiudizio pensa che sia noioso. Ma se qualche influencer importante conoscesse il nostro progetto e lo sposasse, forse il messaggio passerebbe più facilmente e, chissà, forse qualche giovane non cambierebbe opinione. Dalle statistiche si vede anche che oggi i bambini leggono più di un tempo, però molti nell'età dell'adolescenza abbandonano la lettura. Certo ci sono mille motivi, ma non sarà anche perché pensano che leggere è da sfigati? Ecco, a noi piacerebbe far loro cambiare idea. :)

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    1. Infatti come ho detto trovo la vostra iniziativa lodevole e molto bella ^_^ . Spero davvero che abbia un grande successo, e che possiate convincere almeno qualcuno ad abbracciare la lettura. Difficile, ma io ve lo auguro :) .

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  2. Bel post condivido molto quello che hai scritto. Allora con un libro al mese sarei già un lettore forte, che bello, io pensavo di essere scarsa con una media di due...

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    1. Ciao, benvenuta da queste parti ^_^ .

      Si, in effetti neanche io mi considero un lettore fortissimo, piuttosto uno medio. Eppure l'anno scorso ho letto ventitré libri secondo le statistiche di Anobii (il che significa circa una trentina in totale, visto che quel social network non conta i libri auto-prodotti). Quindi la questione lascia perplesso anche me. Ma il fatto che solo il tredici percento delle persone legga più di un libro al mese mi lascia ancor più sconvolto :/ .

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  3. Ciao Mattia, piacere di conoscerti, grazie per aver aderito alla nostra iniziativa.
    In un mondo utopistico leggere sarebbe come respirare, come andare al cinema, come fare jogging, ma in questo è davvero una rarità. Eppure è così bello, liberatorio e fondamentalmente magico che spesso capita di chiedersi chi è l'alieno? Dalla mia posso dire di far alzare parecchio la media, perché all'incirca uno o due romanzi a settimana li stermino.
    Ovviamente in bocca al lupo per il concorso!

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    1. Grazie a te per essere qui sul mio blog! Sono convinto anche io che il mondo che descrivi sarebbe bellissimo. Purtroppo, viste le tendenze, mi sa che è più facile una distopia contraria in cui leggere è vietato, un po' tipo Fahrenheit 451 di Bradbury. Ma dopotutto, sognare un mondo migliore non costa nulla - anzi, per la precisione nemmeno questo è peccato :D !

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  4. Sto preparando anch'io il meme e le mie risposte saranno molto simili alle tue!
    Prometto che non ho scopiazzato... è solo che leggiamo per motivi molto simili e abbiamo a cuore gli stessi valori! :D

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    1. Ottimo allora! Non vedo l'ora di leggere le tue risposte :D .

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