martedì 2 febbraio 2016

Una storia di maturità

Oggi vorrei raccontarvi una storia un po' dolorosa, ma con un bel lieto fine. Non è una delle solite che mi diverto a inventare; stavolta è una storia vera, che ho vissuto personalmente. È anche un post lunghetto, più del mio standard: se avete da fare, lasciate perdere, altrimenti prendetevi qualche minuto e leggetela tutta.

Tutto è cominciato molti anni fa, per la precisione quasi dieci. Avevo appena iniziato a frequentare l'università a Padova, e con la mia naturale timidezza non ero riuscito a fare amicizia con nessuno, neanche i compagni di corso. Per sentirmi meno solo, ho cercato conforto online: così, vista la mia passione per il metal, che dura tutt'ora  mi sono ritrovato a iscrivermi al forum di una delle webzine professionali sul genere più importanti d'Italia (no, non ho intenzione di fare nomi, né qui né più avanti).

Per un paio d'anni non ho avuto problemi con questa permanenza, grazie anche al fatto che ho mantenuto un basso profilo. Nonostante questo, in quel periodo sono riuscito a stabilire con alcune persone un rapporto virtuale, che io, nella mia solitudine, consideravo vere e proprie amicizie, anche più che virtuali. Purtroppo però tra il 2009 e il 2010 la mia vita ha cominciato a girare per il verso sbagliato. In primis, ho avuto problemi con gli studi universitari; a questo si è aggiunto, poco più avanti, l'inizio di un rapporto d'amore storto fin dall'inizio, che mi ha portato poco tempo dopo nel baratro (ma questa è un'altra storia - i lettori più vecchi forse la conoscono, agli altri la racconterò un'altra volta, se vorranno). Tutto questo, ovviamente, ha portato grande stress in una vita non felice ma fino ad allora tranquilla. Ingenuo e giovane com'ero (ero ancora più vicino ai venti che ai trenta), invece di cercare sfoghi intelligenti a questa frustrazione, ho cominciato a litigare con altre persone su quel forum.

Ovviamente, non è stato positivo. Ero sempre arrabbiato, ogni pretesto era buono per dare vita a un flame, il che però di sicuro non mi sfogava, anzi mi faceva stare peggio. Oltre a questo, mi sono creato attorno un alone di inimicizia e di diffidenza, che pian piano mi ha portato non solo a perdere una dopo l'altra le amicizie virtuali che avevo allacciato, ma anche a essere preso di mira. Purtroppo per me in quel forum, come del resto in tanti altri online, c'era un giro poco chiaro, con "amici dei moderatori" che potevano adottare comportamenti non permessi a un utente qualsiasi. Così, quando ho cominciato a dare fastidio anche ai gestori del sito (perfettamente comprensibile, del resto), è cominciata una vera e propria persecuzione virtuale. Allora non si parlava ancora di cyber-bullismo, e non ero consapevole che era di questo che si trattava. Ho provato a reagire in molti modi, denunciando pubblicamente, poi tornando a un profilo bassissimo, poi ancora cercando di distaccarmi il più possibile dal forum, ma non c'è stato verso: alla fine sono esploso, e sono stato escluso in via definitiva dal forum. L'ennesima ingiustizia, mi sembrò allora, anche se oggi sono convinto che sia stato un bene: restare lì sarebbe stato peggio.

A oggi, sono passati anni da quei tempi. Nel frattempo ho continuato per la mia strada e sono cresciuto molto: a oggi posso quindi guardare ai fatti con molto più distacco. E così, le mie idee sull'intera faccenda ora sono completamente diverse. Mi sono reso conto infatti di quanto sono stato ingenuo in quel periodo, e di quanti sbagli ho fatto. Non ero solo immaturo, molto peggio: ero davvero arrogante e cattivo, anche se non mi accorgevo di esserlo. Il mio maggior rimpianto è di aver maltrattato persone che non mi avevano fatto granché di male, e che giustamente mi hanno abbandonato. Anzi, dirò di più: mi spiace di aver perso alcuni di loro, e a volte penso che sarebbe meglio tornare indietro e cambiare le cose. Questo di sicuro non legittima il cyber-bullismo che ho subito: nessuno merita un trattamento simile, quindi non sono stato io il solo a sbagliare, in quel periodo. Tuttavia, se gli altri avevano torto, ho capito che nemmeno io ho avuto ragione, e che forse se sono stato preso di mira non è stato un caso, ma ero io uno davvero facile da provocare e da attaccare.

A questo punto voi legittimamente vorrete sapere: perché ci racconti tutto questo? In effetti, era parecchio che non pensavo a questa storia. Tuttavia, di recente è successo un fatto che mi ha portato proprio a questa riflessione. Come forse sapete, il mio sito musicale Heavy Metal Heaven è aperto alle richieste dei recensioni da parte dei gruppi. Qualche settimana fa ne è arrivata una da un musicista che, ho appreso nello scambio successivo di mail, è anche un redattore proprio di quella famigerata webzine. Se fosse successo qualche anno fa, probabilmente la risposta sarebbe stata una mail di insulti e un totale rifiuto di recensirlo. Tuttavia, quando ho letto quest'informazione, non ho avuto nessuna reazione. Non che io abbia dimenticato il passato, o che abbia perdonato chi mi ha fatto del male. Come detto però sono cresciuto, il che mi ha portato ad avere un comportamento meno emotivo e più professionale. Non vedo quindi perché dovrei negare una recensione a uno che forse non era nemmeno arrivato, quando io venivo bullizzato. Anche fosse stato uno dei miei "persecutori", lo avrei recensito lo stesso con la massima professionalità ed equità: sarebbe stata una manifestazione di grande maturità, forse persino di superiorità morale. Per una curiosa coincidenza, comunque, l'album in questione mi piace moltissimo, e lo recensirò con un voto molto alto su Heavy Metal Heaven. Ironico, per un sito nato proprio come una sorta di "vendetta" concorrenziale verso la webzine che mi aveva scacciato, ma finito per diventare un'entità a sé, in cui scrivo semplicemente per il piacere di farlo.

Qual è la morale in tutto questo? In realtà se ne possono trovare molte. In primis, che una persona non si comporta in maniera maleducata necessariamente perché gli piace farlo: magari è solo frustrata nella vita, e ingenuamente non capisce che attaccare gli altri è inutile quando non dannoso. Da questo deriva che anche i personaggi più odiosi in fondo non meritano di essere cyber-bullizzati: meglio quindi dissuaderli dal dare fastidio che prenderli di mira, un comportamento che non è scusabile in nessun caso. Quel che mi rende più felice è però la consapevolezza che rispetto al passato io sono una persona molto più matura, e so come affrontare certe situazioni nel modo migliore. Certo, non è stato facile: dopotutto, credo che il dolore della storia che ho raccontato sia stata una molla fondamentale, senza cui forse non sarei cresciuto nella stessa misura. Oggi però posso dire che non tutto il male è venuto per nuocere. Ecco quindi il lieto fine di cui parlavo poco sopra: quel che nel passato era sofferenza e negatività, oggi è consapevolezza ed esperienza, che a volte sfociano un po' nel cinismo ma sono sicuramente positive.

La domanda: non saprei cosa chiedere, oggi, se non: cosa pensi di tutta la faccenda?

4 commenti:

  1. Mi riconosco un po' nelle tue parole. Sono stata per gran parte della mia vita parecchio incazzereccia; mi lasciavo prendere fuoco senza badare troppo a chi era nelle vicinanze, quasi con l'impressione che questo fosse un segno di determinazione, di attributi, insomma. Se ci ripenso ora, un po' mi viene da sorridere e un po'... da incazzarmi di nuovo! Molte volte in cui mi sentivo presa dal sacro fuoco non avevo tutta la ragione che credevo, e comunque non c'è vera giustificazione per quel tipo di arroganza. La maturità aiuta molto a capire. :)

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    1. Non avrei mai detto che tu lo fossi, ma forse anche chi legge questo blog non lo penserebbe di me. Comunque, viva la maturità, anche se sarebbe bello un mondo in cui nasciamo maturi, invece di doverci conquistare la maturità attraverso le esperienze negative :D .

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