venerdì 18 dicembre 2015

La frustrazione dello scrittore

Dopo diverse settimane molto travagliate, finalmente in questa sono riuscito a ritrovare un po' di calma. Non è successo niente di storto ne ho avuto grossi impegni: ho potuto così lavorare di nuovo su testi esterni ai miei blog, con mio grande piacere. Non che scrivere solo per Hand of Doom e per le webzine musicali sia stato un male: anche se un po' faticoso lo faccio comunque con passione. Cerco di essere sempre serio e di portare avanti tutto con costanza, ma non mi capita quasi mai di scrivere qualcosa per dovere: sono contento di ogni cosa che faccio (o quasi), devo dire.

Tuttavia, sento il forte bisogno di differenziare un pochino ciò che scrivo. Non mi bastano i post che scrivo online: spesso sento la necessità di realizzare anche altro, anche se magari non sarà pubblicato subito, o addirittura non lo sarà mai. E' come un forte stimolo alla creazione: sento quasi che ci siano migliaia di articoli e delle storie che potrei ideare. Riesco quasi a sentirle come fluttuassero in aria, aspettando solo di esistere, grazie alla mia stesura (preciso: non credo nei fantasmi, è solo un discorso metaforico!).

Nelle ultime settimane, non ho lavorato su quasi nulla, e questa sensazione si era trasformata in frustrazione: c'erano tutti questi testi da scrivere e non potevo farlo un po' per i problemi, un po' per gli stati d'animo conseguenti. Non riuscire a combinare nulla di più del necessario stava diventando insopportabile. Ora che invece riesco ad avere più tranquillità e più tempo, l'ansia si sta attenuando: non è solo perché la scrittura è quasi una sorta di anti-stress, per me (discorso lungo - ho già fatto qualche accenno alla faccenda, e magari amplierò il discorso più avanti), ma anche perché scrivendo riesco a esprimere me stesso. Non riuscendo, mi sentivo annullato, quasi come fossi avvolto da metaforiche catene; ora che posso, va molto meglio. Non è stato piacevole, ma forse questo malessere è un bene: mi aiuta a non fermarmi, a darmi sempre da fare. Non solo: mi spinge anche a dare il meglio, a non accontentarmi, a non essere mai soddisfatto di quello che faccio, il che sicuramente è positivo per la qualità dei miei testi. Quindi, in fondo sono fortunato: meglio la frustrazione dello scrittore che non ha tempo di scrivere tutto quello che vorrebbe, rispetto al blocco dello scrittore che non sa cosa buttar giù!

La domanda: vi è mai capitato di sentirvi così?

4 commenti:

  1. Conosco la sensazione... Negli ultimi mesi per vari motivi riesco a scrivere molto meno di quello che vorrei

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    1. "Vorrei ma non riesco" è stata proprio la mia sensazione degli scorsi giorni. Però mi fa piacere (relativamente) che non sono il solo a sentirmi così, allora :) .

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  2. Concordo: meglio la frustrazione che il blocco! Con la frustrazione per il tempo mancante ci convivo, ormai siamo amici. :)

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    1. Mi sa che sono in tanti a conviverci: i tempi moderni sono sempre più frenetici, e il tempo per hobby e piaceri è sempre di meno :) .

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