venerdì 30 ottobre 2015

SDL: 10 Waves of You - Fields of Venus

E' qualche tempo che sto pensando a dei modi per come rinnovare Hand of Doom, per renderlo più vario. Ne ho trovati diversi, che presenterò pian piano nei prossimi mesi, senza fretta: ora invece ho deciso di cominciare da questo nuovo tipo di post, intitolato "sfondi da lettura" (abbreviato in "SDL"). La decisione è venuta dal fatto che questo è, tra le varie cose, un blog in cui si parla di scrittura; uno scrittore vero deve essere anche un lettore, e magari mentre legge può ascoltare musica. Ho deciso così di selezionare, tra i miei ascolti abituali, quelli le caratteristiche giuste per non dare fastidio mentre si legge: vale a dire, musica tranquilla, d'atmosfera, non troppo agitata, preferibilmente strumentale (è provato che il cantato può distrarre, anche se in un altra lingua). Niente rock e metal, quindi (di loro parlo abbastanza nei miei altri siti, del resto), solo musica elettronica minimale, classica e simili, e solo una volta ogni tanto. Questi articoli non saranno, inoltre, recensioni: come negli articoli su libri e dei film, non ci sarà alcun voto, mi limiterò solo a riportare le mie impressioni di non addetto ai lavori.

Terminata questa doverosa premessa, l'album che ho deciso per aprire "sfondi da lettura", è Fields of Venus, album d'esordio uscito quest'anno del progetto 10 Waves of You, gruppo solista del polistrumentista Luca Crivellaro. Nonostante il nome possa far pensare ad altro, il suo genere è un misto tra ambient e post-rock, due generi piuttosto tranquilli e che quindi si sposano bene con le intenzioni di questa rubrica.

Una copertina minimale ma bella e in linea col contenuto
A dominare l'intero disco sono toni molto soffusi e alienanti, in maniera dolce, tranquilla, rilassata, a tratti quasi new age. Non c'è però granché oscurità (nemmeno nel bel pezzo intitolato Darth Vader, nonostante il nome possa far pensare ad altro): spesso anzi la sensazione principale è di tranquillità o al massimo di mistero, anche in quei pochissimi momenti in cui la calma si spezza e la musica si fa un po' più rumorosa. Il tutto è praticamente senza cantato: solo Underground Waters e First Lights from Venus hanno un breve testo, che peraltro non dà troppo fastidio, visto la calma che domina entrambe. I pezzi che mi piacciono di più sono Rays of Kids, con le sue trame delicate di chitarra e il suo calore accogliente e soffice, e la complessa e vorticosa Clouds. In realtà però un brano veramente brutto non c'è. Qualche momento lievemente noioso è presente, ma per il resto l'album è fatto molto bene. A me personalmente piace molto, anche se non è proprio quel che ascolto di solito, preferendo negli stessi generi sonorità più oscure.

Per quanto riguarda invece il suo rapporto con la lettura, per la sua natura Fields of Venus è più adatto a due tipi di storie. Vista la sua aurea misteriosa, può dare un tocco in più a libri basati su elementi paranormali o esoterici; sicuramente è molto adatto per leggere di fantascienza, anche se forse non quella troppo distopica, visti i toni mai troppo cupi. Per i racconti di Hand of Doom è insomma un sottofondo più che adatto, anche se virtualmente la tranquillità dei 10 Waves of You si può sposare senza con qualsiasi tipo di testo.

Questa è la mia opinione. La palla a voi: adesso se vi va potete ascoltare l'album (lo potete trovare totalmente in streaming a questo indirizzo) e poi farmi sapere anche la vostra!

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