martedì 29 settembre 2015

Il blogging è dialogo

Nell'ultimo anno, Hand of Doom si è arricchito non solo di contenuti più maturi e interessanti, ma anche di lettori e di commentatori. E per me un vero piacere che questo blog, per quasi sei anni una landa desolata in cui la mia unica voce si perdeva nel nulla, riceva pochi ma preziosissimi commenti praticamente a ogni suo post (by the way, grazie mille a tutti voi, che avete cominciato a seguirmi!). Ciò è stato possibile grazie a una serie di motivi: uno sicuramente è che, come ho appena detto, ho lavorato molto sui contenuti e li ho resi migliori. Non penso però sia questo il motivo principale del piccolo successo degli ultimi mesi: seppur non ne abbia la certezza, credo  che la spinta decisiva per rendere Hand of Doom appetibile mi sia venuta dalla mia rinnovata voglia di socializzare, specie con blogger a me in qualche modo "affini", per visione del mondo, passioni o sensibilità. All'inizio non è stato molto facile, il mio carattere un po' chiuso e molto timido mi ha costretto a sforzarmi parecchio per riuscire a lasciarmi andare e a vincere la ritrosia, ma alla fine sono riuscito a stabilire un rapporto di stima con alcune altre persone, che in certi casi sono diventate poi miei lettori.

Qualcuno a questo punto potrebbe già cominciare ad arrabbiarsi, accusandomi di aver posto in atto una strategia ben precisa di comment marketing, ossia in poche parole "commentare per essere commentati"; è una condotta che alcuni esperti di marketing on-line consigliano, ma altri odiano. La realtà è un po' diversa, però: sono sicuramente consapevole che commentare altri blog porti visite, ma non è questo che mi ha spinto a farlo. La cosa che più mi premeva, invece, era proprio socializzare un po' e cercare persone con cui scambiare qualche parola. Credo di averne addirittura bisogno come essere umano: anche se non sono proprio solo nella vita di tutti i giorni, grazie a qualche sparuto amico e soprattutto alla mia ragazza (che è fantastica, non potrei chiedere di meglio), non mi bastano così pochi contatti, sento invece di avere la necessità di espandere un po' i miei orizzonti sociali. E' per questo che ho cominciato a commentare blog simili al mio, con l'unico fine di confrontarmi con altre persone: il fatto poi di aver guadagnato qualche lettore fisso che lascia anche i suoi commenti è un effetto secondario apprezzabilissimo, ma di sicuro non è mai stato il mio obiettivo principale.

Per rendere il discorso più generale, io non ho nulla contro il comment marketing (se non quello spam, del tipo "ecco il mio sito, visitalo"); tuttavia, credo che un blogger, per essere veramente tale, dovrebbe avere un atteggiamento disinteressato, almeno in parte. Non trovo nulla di sbagliato nel commentare un blog altrui anche con lo scopo di far leggere a una comunità il proprio sito; tuttavia, l'obiettivo primario non può che essere quello puro di comunicare con altre persone. Ciò non solo perché commenti non pertinenti al tema del post, che non aggiungono nulla oppure minimali del tipo "bel blog, complimenti" non portano da nessuna parte: il motivo principale è, secondo me, che fare blogging (o almeno farlo bene) vuol dire soprattutto dialogare. A questo punto mi si potrebbe obiettare che non è vero: un blog in fondo è l'espressione di una persona sola, quindi non è un dialogo, ma semplicemente un monologo che parte da una "star" e arriva al suo pubblico, dall'alto verso il basso. In realtà non è quasi mai così: a meno di non essere un personaggio famoso all'esterno del mondo di internet, che può costruirsi da subito un pubblico ampio senza dover faticare, chi vuole spiccare almeno un tantino all'interno della blogosfera deve per forza avere contatti personali con altre persone, che siano lettori o ancor meglio altri blogger, di solito più disposti al "following" e al commento. La prova migliore di ciò sono i tanti blog deserti tenuti da gestori solitari (come ero io fino a qualche tempo fa, del resto) o addirittura da persone che seguono la filosofia di non commentare "la concorrenza", che è quanto di più deleterio ci possa essere: suvvia, il concetto di concorrenza all'interno della blogosfera è demenziale, non esistono lettori che snobbano uno per leggere un altro!

Concludendo, secondo me per un blogger la volontà di dialogare è fondamentale; o meglio, non è necessaria, a patto però di accettare che il proprio blog possa ricevere solo visite occasionali e che sia poco letto e commentato. Certo, mettersi in gioco e allacciare rapporti di stima reciproca con altri blogger non è una passeggiata, richiede grande voglia di socializzare e impegno nel coltivare le relazioni; se tuttavia anche uno come me, timido e misantropo ai massimi termini, ci è riuscito con relativa facilità, non può essere nemmeno così difficile, no?

Mi piacerebbe sentire voi, a questo punto: qual è la vostra visione sul blogging come dialogo?

8 commenti:

  1. Senza dialogo anche nel blog si va poco lontano :)
    Ne ha scritto da poco anche Marina: http://trentunodicembre.blogspot.it/2015/09/le-conversazioni-nel-web-vantaggi-e.html
    Niente spam, ovviamente: io non sono Marina ;)

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    1. Non ti preoccupare, non lo considero spam :) . E' curiosa comunque questa "convergenza evolutiva" dei due post, visto che io quello di Marina non l'avevo letto, anche se forse dovrei cominciare a seguire il suo blog :) .

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  2. Anche io do molta importanza al dialogo. A volte mi capita di leggere post senza commentare, ma è perché non ho tempo di farlo su tutti, oppure perché non ho niente da dire. Ma ci sono anche dei blog su cui non commento perché non riesco a percepire quella voglia di dialogo di cui parli in questo post. Magari si dicono cose interessanti, anche piacevoli da leggere, ma tutto finisce lì.
    Per il resto sono d'accordo con te, restare confinati nella propria isola non aiuta affatto (ed è pure noioso).

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    1. Credo sia sacrosanto poter anche leggere e basta, se io dovessi commentare tutti quelli che leggo non avrei più tempo per fare altro :D ! Come ho detto, un blogger dovrebbe avere voglia di comunicare, ma deve essere appunto una voglia, di certo è sbagliato viverlo come un obbligo; e poi, come dici tu, ci sono post o interi blog in cui non c'è molto da dire nei commenti, come per esempio blog tecnici scritti da persone molto competenti, a cui un commento di un profano non può aggiungere nulla. Hai perfettamente ragione quindi sul fatto che, se non bisogna isolarsi, non bisogna però nemmeno eccedere nell'altro senso: come sempre nella vita, ci vuole equilibrio :) .

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  3. Sono molto d'accordo con te, Mattia: il bello del blogging è entrare in contatto con le persone, sul loro blog e - perché no? - sul tuo. All'inizio il piacere della compagnia mi ha spinta a voler seguire un gran numero di blog, che poi ho dovuto ridurre per motivi di tempo. Il piacere dell'incontro, però, non cambia. :)

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    1. A me invece è andata diversamente: in passato ho aggiunto tanti blog solo perché mi interessavano, non certo per far conversazione. Adesso invece che ricerco la compagnia, ne aggiungo di meno: oltre all'argomento che mi stuzzichi adesso cerco anche persone con cui socializzare, e non tutti i blog interessanti soddisfano anche questo requisito. Come dici tu (e anche io :D !) il bello del blog è entrare in contatto: se non si entra in contatto, quindi, di motivi per seguire un blogger ce ne sono ben pochi. E' una cosa che ho realizzato solo di recente: forse è proprio per questo che adesso anche io mi becco qualche commento, al contrario di solo un anno fa :) .

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    2. Mi sono spiegata male: i blog che seguivo prima di tutto mi interessavano, poi mi faceva piacere conoscere il blogger. La chiacchiera per la chiacchiera non mi attira molto!

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    3. Ah, ora ho capito meglio. Allora abbiamo avuto percorsi simili, nel blogging ^_^ !

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