martedì 10 marzo 2015

Socrate ed i blogger

In molti dei miei post, ci tengo spesso a sottolineare come le mie opinioni siano in fondo quelle di un profano, che certo non si ritiene un esperto o un'autorità di ciò che sta parlando. Un esempio di questo sono le mini-recensioni di libri o film: vogliono essere semplicemente un modo per far conoscere i miei personali pensieri su questa o quell'opera, di sicuro non rappresentano consigli di un esperto. Un po' di più mi sento a mio agio per quanto riguarda l'heavy metal (ed infatti il mio sito di gran lunga più professionale è Heavy Metal Heaven), ma nemmeno lì ho l'ambizione di essere il più grande critico del mondo o di conoscere qualasiasi gruppo sia mai esistito. Inoltre, è sottinteso che i miei voti sono sempre e comunque del tutto opinabili, se non altro perché ogni recensione, da chiunque possa essere scritta, per quanto dettagliata e giustificata, non può che essere comunque l'espressione di sensazioni assolutamente soggettive del suo autore, che è impossibile siano condivise da tutti indiscriminatamente.

Purtroppo, questa mia mentalità è ben poco condivisa, sia in internet in generale che, in particolare, nella blogosfera italiana. Locuzioni come "secondo me" o "non sono sicuro" sono infatti molto poco diffuse, la maggior parte delle persone esprime le proprie opinioni sempre in senso categorico. Ciò può anche aver un senso se si ha la giusta competenza nel parlare di materie scientifiche o di qualche altro ambito tecnico/specifico del sapere, ma diventa, specie se spinto all'eccesso, qualcosa non solo di poco accettabile ma anche di fastidioso, specie se l'argomento ricade all'interno delle cosiddette "materie umanistiche". Personalmente, non riesco infatti proprio a capire per quale motivo la maggior parte delle persone voglia passare per "massimo esperto" di qualcosa, arrivando a volte a fare figure barbine, spinta quasi dalla paura di ammettere di non essere ferrati in determinate materie, cosa che mi pare quasi ridicola. In un mondo così complesso come il nostro, è inevitabile infatti essere ignoranti nella stragrande maggioranza dei rami della conoscenza umana, che per essere appresi tutti quanti insieme occorrerebbero decine di vite umane messe insieme. Eppure ognuno sembra in difficoltà ad ammetterlo, preferendo comportarsi manco fosse davvero la persona più erudita del mondo. Mah...

Per carità, poi, in fondo ognuno può fare quello che vuole nel proprio spazio internettiano, sui social network come nei blog: tuttavia, a mio avviso sarebbe piacevole leggere più spesso persone che non pretendono di essere dio sceso in terra, persone che come Socrate ammettano ogni tanto che"io so di non sapere" e si dimostrino un po' meno aggressivamente convinte di sé e più dubbiose. Sarà poi tanto difficile, alla fine? A me personalmente non sembra, ma probabilmente il fatto che internet sia come lo conosciamo già di per se mi dà torto.

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