martedì 13 gennaio 2015

"Il ragazzo invisibile" di Gabriele Salvatores

Poco prima dello scorso capodanno, sono andato a vedere "Il ragazzo invisibile", l'ultimo film di Gabriele Salvatores. In parte lo stimolo per andare mi è venuto da Monica, che era curiosa di vedere la resa della sua Trieste, sfondo della pellicola, in parte avevo anche un po' di curiosità per questo "primo supereroe italiano" che si poneva come un qualcosa di assolutamente innovativo (anche se così non è stato, come vedremo tra poco).

Come al solito, ecco la trama in breve (occhio agli spoiler): il protagonista Michele è un ragazzino delle medie impacciato e "sfigato" come tanti altri, che subisce quotidianamente vessazioni da parte dei bulli della scuola, e che ha un'ossessione per la sua compagna Stella. Questa infatuazione viene però presto alla luce, mettendo il giovane tanto in imbarazzo che desidererà sparire, diventare invisibile: stranamente, ciò succederà davvero. Michele inizialmente penserà che è colpa del costume di un supereroe cinese, comprato per pochi euro, ma la verità verrà presto a galla quando il giovane conoscerà suo padre, che sapeva invece morto: il giovane è in realtà figlio di due Speciali, due persone dotate di superpoteri che un'organizzazione militare russa cercava di sfruttare per scopi militari, in seguito portato via dal padre in fuga ed adottato da colei che lui credeva la sua vera madre. Michele scopre inoltre che l'organizzazione lo sta cercando: è così che si spiegano le sparizioni dei suoi compagni di scuola, rapiti per verificare che non siano loro stessi il figlio dei due Speciali sparito. Quando viene rapita anche Stella, con cui nel frattempo Michele ha stretto amicizia, seppur da ragazzo invisibile e senza svelare la sua identità, il giovane correrà perciò a salvarla: combatterà quindi con l'organizzazione e con Artiglio, uno Speciale al suo servizio, ed alla fine riuscirà nell'impresa, salvando la sua bella, anche se poi a causa dei poteri di suo padre tutti dimenticheranno l'intera vicenda (fine della parte degli spoiler).
 
Il film si basa insomma su una storia che da un lato è semplice e piacevole, con pochi buchi di trama ed esagerazioni (per quanto in tal senso il film non sia del tutto esente da difetti, c'è da dire), risultando anche per questo piacevolmente differente dai soliti kolossal supereroistici americani, che a me personalmente non eccitano più di tanto, specie negli ultimi tempi. Dall'altra parte, però, questa semplicità è accompagnata da molti cliché del mondo dei comics, il che rende la storia magari non di banalità assoluta, ma in ogni caso un po' prevedibile e trita. Un'altra nota dolente è la recitazione di alcuni attori, specialmente dei bambini e degli attori stranieri: soprattutto il protagonista è infatti spesso abbastanza impacciato, il che è comprensibile vista la giovane età, ma comunque rovina la resa del film, seppur non troppo. Eccellente è invece la scelta dello sfondo del film: gli scorci di Trieste, bellissima città, sono altrettanto belli, e contribuiscono molto a rendere più bello il comparto visivo del film.

Quello di Salvatores è un film non eccelso ma di buon intrattenimento e da apprezzare, specie se riuscirà in futuro a far rivalutare agli occhi della critica nostrana il mondo della fantascienza e quello dei fumetti, ad oggi così ingiustamente sottovalutati e bistrattati. Se vi piace il genere, almeno una visione vi consiglio di darvela: qualcosa di interessante potete trovarla in ogni caso.

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