martedì 2 dicembre 2014

Italiani e diffidenza medica

Negli ultimi giorni uno degli argomenti di cui più si parla, nella blogosfera e sui social network, è la sentenza del tribunale di Milano che ha assegnato un vitalizio ad un ragazzino autistico riconoscendo la causa della sua malattia nella vaccinazione da lui fatta, nonostante tale tesi sia stata smentita ormai dalla comunità internazionale ed il medico che l'ha formulata sia stato condannato al carcere per truffa in Inghilterra. E' questo solo l'ultimo di una lunga serie di casi di antiscienza medica a salire alle cronache, specie negli ultimi tempi, in cui la diffidenza verso la cosiddetta "medicina ufficiale" sembra essere giunta ai suoi massimi livelli. Qual è però la causa di questo fenomeno? E' tutta colpa del solito popolo italiano, così ignorante? In parte sicuramente si, ma per una volta l'ignoranza secondo me non è l'unica responsabile della situazione spiacevole. La mia opinione, seppur da profano, è che la colpa stia anche nella medicina in sé, o meglio in chi la pratica: ho maturato questa convinzione attraverso le mie esperienze personali, che ora vi racconto.

La storia è cominciata oltre due anni fa, quando all'improvviso, suonando la batteria, ho cominciato ad avvertire dolore ai polsi, come fosse un'infiammazione. Capita a volte, ma basta qualche giorno di riposo per farsi passare questo tipo di sofferenza: con me però non ha funzionato, anzi nonostante il riposo il dolore è divenuto pure più forte. Visto che col tempo non guarivo, ho cominciato a vedere specialisti di vario tipo (un paio di ortopedici, un fisiatra, un neurologo) ed ho affrontato molti esami, alcuni dei quali anche decisamente spiacevoli (tipo la elettromiografia, in cui ti infilano degli aghi nella pelle e poi ti danno la scossa, un dolore che auguro solo ai miei peggiori nemici), ma nulla è stato evidenziato, l'unica cosa a diminuire per tutte queste cure inutili, di cui alcune pure in istituti privati, è stato il "conto in banca". Risultato di tutto ciò: in due anni nessuno è stato capace di dirmi che cosa ho, ed i dolori sono diventati così forti da costringermi ad abbandonare quasi del tutto la batteria, nonché qualsiasi attività un minimo pesante per braccia o mani (anche stendere il bucato ormai è troppo per me); effetto di ciò è stata la depressione (la batteria era la mia vita, un tempo) e l'aver preso anche diversi chili, vista l'ormai totale assenza di movimento. E, altra conseguenza importante, ho ormai perso del tutto la voglia di fare qualcos'altro per la mia salute, essendo ormai arrivato a pensare che è meglio tenersi i dolori di dover sopportare anche la beffa di essere preso in giro dai medici e di fare altri esami inutili, spendendo altro tempo ed altro denaro per un nuovo odioso nulla di fatto.

Di chi è colpa tutto ciò? In parte probabilmente è anche colpa mia, del mio eccessivo essere prevenuto nei confronti dei medici già dall'inizio della storia, anche se con buona ragione, direi: come non ricordare quella volta in cui una cisti batterica batterica mi è stata curata come contrattura muscolare, per non parlare poi della mia semplice depressione curata con farmaci anti-schizofrenici di cui porto pesanti postumi purtroppo ancora ora, a distanza di anni. Dall'altra parte, però, come tutte queste esperienze, ed in particolare quella dei miei dolori attuali, mi hanno insegnato, anche i medici hanno le loro colpe, con la loro incompetenza (se fossero competenti, qualcuno avrebbe scoperto cos'ho), con la loro mancanza di professionalità (non sono pochi quelli che non si sono presentati all'appuntamento o hanno trovato scuse per non vedermi), ma soprattutto con la loro totale incapacità di qualsivoglia rapporto umano con il paziente: di tutti i dottori che ho visto, infatti, solo uno mi ha trattato come una persona, scusandosi anche di non riuscire sapere cosa avevo, gli altri invece mi hanno sempre trattato con distacco, come carne da macello, con poca o nulla importanza. E' proprio questo il peggio di tutta la vicende, essere stato trattato male e quasi preso in giro da chi invece avrebbe dovuto aiutarmi e prendersi cura di me.

Cosa dire, davanti a tutto questo? Uno con una cultura scientifica più che discreta, come modestamente io credo di essere, riesce a comprendere come la colpa non sia della scienza medica, uno strumento di per sé né buono né cattivo come tutte le altre scienze, quanto nei medici, che fanno questo lavoro per i soldi e per il posto fisso assicurato (com'era fino a qualche anno fa, almeno), e non per passione e per voglia concreta di aiutare le persone. Ma chi invece una cultura di questo tipo non ce l'ha? Sicuramente la rabbia di venire trattato come sono stato io si rivolge non contro i singoli medici, ma contro la medicina in generale: è proprio dall'estremizzazione di questa tendenza secondo me che nasce la fiducia che la gente (e pure la magistratura, a volte) dà a metodi alternativi totalmente privi di efficacia come Stamina o come quello di Tullio Simoncini, mentre la medicina "ufficiale" viene considerata il male, giusto uno strumento dei potenti o di "Big Pharma!!!1111" per vendere medicine o anche per qualche motivo più losco.

Insomma, la mia opinione è che la dissaffezione dell'italiano medio nei confronti della medicina, derivi anche da chi la pratica, che con la sua incapacità sia professionale che di calore umano, allontana la gente da sé e dal proprio mondo. La soluzione? Certo aumentare la cultura scientifica media una grossa mano la darebbe, ma credo anche che al sistema medico servano dottori più competenti ed appassionati per consentirgli di funzionare decentemente, cosa da cui per ora siamo lontanissimi. Insomma, se anche uno scientista accanito come me continua a frequentare gli ospedali solo perché quasi costretto dalla propria famiglia, qualcosa vorrà pur dire, no?

1 commento:

  1. Io ormai da anni mi curo con medicine alternative e:
    - sono riuscita a guarire da anoressia e depressione con i fiori di bach
    - utilizzo l'omeopatia per qualunque cosa, dall'insonnia agli eritemi
    - uso shampoo e bagnoschiuma biologici
    Se non fosse che fumo come una ciminiera, sarei una vera salutista. Mia mamma ha una farmacia e qualche anno fa mi sono resa conto che per qualunque cosa prendevo un farmaco. Ho deciso di dire basta. Non ha senso che per farmi passare il mal di testa debba distruggermi i reni.

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