venerdì 31 agosto 2012

La disgustosa ipocrisia dei pro-life

Parto da una normale notizia di cronaca: il cardinal Carlo Maria Martini  è appena morto per colpa della sindrome di Parkinson. Si potrebbe discutere ore ed ore della scarsa qualità del giornalismo italiano e all'importanza che da alle singole persone (per dire, a Ronnie James Dio, un dio in tutti i sensi, nemmeno mezzo secondo è stato dato, mentre a questo cardinale è stato dedicato un lungo servizio sul telegiornale qualche ora fa, quando neanche era morto), ma non voglio discutere di questo, nell'articolo. L'argomento che voglio trattare è un altro.

Ho letto online che il cardinale ha rifiutato ogni cura e ogni accanimento terapeutico. Molti già penseranno che sta per arrivare un attacco alla chiesa o al prelato in se, ma non è così (anche perché non vedo perché attaccarlo): secondo me ha fatto la cosa giusta. Martini, in contrapposizione con la sua istituzione, era per la libera scelta sul fine vita, perciò non vedo nulla di ipocrita nell'aver espletato un diritto che ogni stato democratico dovrebbe consentire. L'ipocrisia invece è nella chiesa (ma parlo solo degli uomini che la compongono stavolta, non della religione in se), nei politici che la supportano servilmente e più in generale di chiunque, sul fine vita, si dichiari pro-life. Questi ultimi infatti non hanno detto nulla di nulla sulla vicenda, non hanno contrastato in alcun modo la decisione del cardinale, e ciò denota la loro enorme ipocrisia. Che, per caso la vita di una Eluana o di uno Welby è più importante? Non credo, al contrario, anche se per me ogni vita ha lo stesso valore, per un credente in teoria dovrebbe essere più importante un membro d'elite della chiesa di cui si fa parte, che un sconosciuto famoso solo per una malattia o un incidente. Eppure, nessuno ha detto niente, si segnala l'assenza di qualsiasi voce contraria alla scelta del cardinale. Da un certo punto di vista è meglio così, Martini ha avuto la possibilità morire in pace e senza angosce; ma dall'altro, è deprimente vedere questa situazione, con gente anche potente che, per esempio con il caso Eluana ha strepitato e si è stracciata le vesti, con dichiarazioni disgustose, atrocità ed oscenità varie, mentre nel caso di specie assoluto rispetto e silenzio religioso. Come si può anche solo ascoltare le tesi di persone così, se le stesse persone che le sostengono non ci credono fino in fondo, o ci credono solo quando tali idee gli sono state inculcate e le seguono in maniera pecoresca? Non si può, semplicemente. Il poeta Ezra Pound diceva "Se un uomo non è disponibile a correre qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o è lui che non vale nulla"; ed io seppur da posizioni che non potrebbero essere più lontane dalle sue, concordo con questa presa di posizione. Pound era un fascista, aveva idee a mio modo di vedere assolutamente sbagliate, ma il suo portarle avanti coerentemente è comunque in qualche modo ammirevole; al contrario, questi "pro-life" non hanno alcun tipo di coerenza in idee e comportamenti, esprimono codardamente le proprie idee solo se qualcuno di importante li appoggia e mai in contrasto ad essi, il che, a mio modo di vedere, squalifica sia le loro idee che loro stessi.

Un'altra implicazione, ancor peggiore, di questa vicenda è di ribadire la situazione assurda Italiana, in cui chi è potente può fare ogni cosa, mentre chi non ha il potere è limitato nei suoi diritti, e molti di questi ultimi, persino, appoggiano incoscientemente questa situazione. Quanto mancherà alla prima adozione di un potente omosessuale? Secondo me pochissimo, e pur da "favorevole" all'eutanasia (e all'adozione per gli omosessuali), trovo disgustoso il fatto che possano accedervi solo i "privilegiati"; ed è ancor più vomitevole che costoro siano gli stessi che negano alla stragrande maggioranza di "non-privilegiati" di usufruire di tali diritti inalienabili di ogni persona (perché in effetti questo sono, e le virgolette sulla parola "favorevole" sono per dire che i diritti esistono e basta: per esempio non si può essere favorevole al diritto a mangiare, è un diritto giusto oggettivamente). L'Italia necessita di un grosso cambiamento nella cultura (neanche in quella laica, questa battaglia è proprio per cambiare la mentalità delle persone),  altrimenti così è impossibile andare avanti, e si potrà tornare solo indietro (non esagero, il fatto che capi politici e clero abbiano tanti privilegi non è democratico, è puro ancient regime).

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