sabato 15 agosto 2009

Il tiranno dei mondi

Come potete vedere, questo blog, pure se sembra "andare a rilento" non si ferma nemmeno a ferragosto. Questo è il nuovo racconto che ho scritto in solo un giorno, e che quindi potrebbe sembrare un po' frettoloso nello stile. E' un racconto di fantascienza, di quelli che mi piace tanto scrivere (e leggere), e come trama (e come intento "moralizzatore") si avvicina molto al racconto "La sciagurata fine della civiltà umana", anche se nelle mie intenzioni doveva essere qualcosa di leggermente diverso. Il titolo è un ovvio tributo al romanzo "Il Tiranno Dei Mondi" di Isaac Asimov, uno degli scrittori che amo di più, e ci sono anche grossi riferimenti all'ottimismo Asimoviano per quanto riguarda la colonizzazione dello spazio. L'ottimismo tuttavia è assente da questa sorta di favoletta morale, che da una situazione idilliaca peggiora sempre più, fino alla tristissima conclusione. Alla fine ho provato a scrivere un racconto decente: ci sono riuscito? A voi, miei pochissimi lettori, il verdetto.

Ringrazio Lady Irian che mi ha aiutato a correggere i piccoli errori di ortografia e di distrazione che ho fatto in questo racconto: il suo aiuto è stato molto prezioso.

Il tiranno dei mondi

Nel ventisettesimo secolo dell’era volgare l’umanità si era lasciata alle spalle molte cose che l’avevano ostacolata durante la sua precedente storia. Nazionalismo, religioni rivelate, razzismo, superstizione, la stessa economia di mercato capitalista, erano stati abbandonati dal mondo intero, oramai, e nel mondo aveva un dominio quasi totale il razionalismo. La tecnologia era al suo servizio, ed insieme avevano risolto il sovraffollamento, la povertà e la fame, e nel mondo dominavano ormai prosperità e ricchezza. Era una specie di paradiso terrestre, la felicità dominava, e nessuno, grazie al sistema educativo che fin da piccolissimi era volto alla ferrea educazione civica e morale, tentava nemmeno di limitare la libertà altrui. L’uguaglianza democratica era ormai diventata perfetta, non c’erano più discriminazioni di sorta ,e il torbido era completamente scomparso dal mondo. Certo, non era poi così paradisiaco, c’erano ancora degli scontri tra persone, ma si risolvevano col ragionamento e col dialogo; violenza o insulti erano quasi scomparsi da tempo, ed erano giudicati ormai cose deplorevoli e assolutamente da evitare. Senza pensieri e senza ansie, l’uomo passava il tempo a sognare, a ragionare, a dialogare, e non solo: la mancanza dell’economia, ossia l’assenza di un tetto di spesa per qualsiasi progetto, aveva consentito giganteschi passi in avanti nel campo della tecnologia, specie in quella spaziale. La Luna ormai era piena di installazioni umane e di attrazioni, era quasi un centro di villeggiatura, e Marte era stato terraformato, e l’intero emisfero sud del pianeta, l’unico non coperto dall’oceano che si era formato, era ormai abitato. C’erano colonie quasi autonome (tranne per la fornitura d’ossigeno) su Cerere, su Ganimede, su Io e su Titano, ed erano in fase di progettazione anche basi su Callisto e sui ghiacci di Europa. Ma il vero capolavoro dell’ingegneria era la Luna Cava, una gigantesca sfera che ruotava su se stessa per simulare la gravità, e orbitante intorno a Venere. Era un vero gioiello, orgoglio della intera civiltà umana. Si stavano inoltre sperimentando alcuni metodi per viaggiare velocemente attraverso le stelle, per poter così finalmente esplorare la galassia, e la curiosità umana viaggiava al massimo.

Una piccola frazione di persone però non condivideva questo clima spensierato e bellissimo: sotterraneo, covava ancora il germe dell’irrazionalismo. Esisteva in particolare un movimento clandestino, il M.I.M. (Movimento Irrazionale Mondiale) che tentava, anche in maniera violenta, di sovvertire la razionalità. Era composta quasi interamente da gente dotata di un intelligenza inferiore alla media: ogni tanto, nonostante la selezione genetica degli embrioni, usciva comunque una persona con quoziente intellettivo sotto allo standard di 100, inspiegabilmente per i genetisti. Questi individui, ad ogni modo, non erano discriminati in alcun modo, e la maggior parte di loro riusciva bene nelle scuole, ma nonostante questo essi avevano scarse capacità di ragionamento, come divenne chiaro in alcuni test sociologici. Dato che ormai lo scientismo era talmente sicuro da risultare poco più che banale, nemmeno essi lo mettevano più in discussione, anzi lo prendevano a modello. Ciò che contestavano era la razionalità, il fatto che non fosse possibile, col semplice ragionamento, arrivare ad una morale universale, e questo perché non si poteva usare il metodo scientifico per trovarla: ma, scarsi nel ragionamento com’erano, da queste premesse non riuscivano ad arrivare ad altra conclusione che era inutile avere una morale. Non riuscendo a comprendere il pensare altrui, ed essendo tremendamente invidiosi di coloro che chiamavano sprezzanti “le Teste”, arrivarono a postulare che pensare faceva male, e che il pensiero razionale doveva essere abolito. A loro volta, le persone “normali”, quelle razionali, che pure non avevano alcun pregiudizio legato al loro maggiore intelletto, non riuscivano a tollerare l’atteggiamento degli appartenenti del M.I.M., così aggressivo, arrogante ed intollerante; e per questo, poco dopo la sua creazione il movimento era stato dichiarato illegale

Accadde che divenne leader del M.I.M. una persona furba e molto capace a recitare, per quanto poco intelligente quanto i suoi compagni. Come si chiamasse veramente non lo ha mai saputo nessuno, ma si faceva chiamare Stephan Eliah Energy, anche se tutti lo chiamavano Steel, contrazione dei due nomi ma anche “acciaio” come la tempra che dimostrava, e che non era altro che pura finzione. Insospettabile, di bell’aspetto e con una buonissima memoria, era persino riuscito a prendere una laurea in fisica, ma ad un certo punto della sua vita decise che non gli bastava, nonostante fino ad allora non gli interessasse altro che la fisica teorica. Nascondendo la sua appartenenza al M.I.M., venne ammesso nel programma per entrare politica. Mentendo spudoratamente sulle sue stesse opinioni e intenzioni, e grazie anche alla facilità con cui in quei tempi si poteva fare carriera in politica, riuscì in breve a diventare un personaggio di spicco del partito nel quale si era inserito. Steel sapeva fingere benissimo, e si atteggiava a difensore imperterrito della razionalità nel mondo; inoltre era suadente e catturava le masse col suo grande carisma, anche se in realtà egli nel profondo non sopportava la compagnia e odiava le persone. In effetti, non aveva mai avuto un amico stretto, e aveva avute molte brutte esperienze con la gente, senza riuscire mai a capire che il problema non erano gli altri, ma il suo carattere egocentrico e intollerante, al limite del più bieco autoritarismo. Grazie alla sua abilità di attore, negli anni a seguire, Energy guadagnò sempre più consensi, finché non fu eletto Presidente della Confederazione Terrestre a maggioranza schiacciante.

Nei primi tempi si comportò esattamente come aveva fatto prima dell’elezione. Promulgò alcune leggi popolari votate al raziocinio, che qualche membro del Congresso del Sistema Solare gli proponeva, e ne rifiutò altre, senza particolari motivi, dato che non capiva il senso di ciò che faceva; ciò nonostante riuscì a non farsi scoprire. In effetti, sembrava un governatore come un altro; ma in segreto già preparava un colpo di stato. Iniziarono a scomparire inspiegabilmente giovani aitanti, sui pianeti colonizzati, senza lasciare traccia, prima in piccolo numero, poi sempre di più: venivano portati nell’unica base umana costruita in segreto su Callisto, e lì condizionati mentalmente e dolorosamente, per diventare soldati e schiavi, incapaci di provare emozioni e di ribellarsi, creati con l’unico scopo di obbedire agli ordini. Tutta l’operazione era clandestina, nessuno con un minimo di etica avrebbe mai approvato una cosa del genere, ma Steel non aveva scrupoli morali, non aveva coscienza, e quindi a lui non interessava. Quando il suo mandato di quattro anni terrestri stava per concludersi, convocò una conferenza stampa: mentre le navette partite da Callisto concludevano il viaggio su ogni pianeta o satellite abitato, in perfetta sincronia le une con le altre, ed i soldati sbarcavano prendendo possesso dei palazzi del potere, attraverso la tridivisione il Presidente Energy si rivelava come appartenente al M.I.M., e dichiarava con forza che da quel momento in poi la razionalità sarebbe stata abbandonata, che non aveva nessun senso, e che la suo nuova Tirannia Solare sarebbe stata senza alcuna morale.

Da subito scoppiarono grosse rivolte, anche violente, contro il neo-autoproclamatosi Tiranno: per la maggior parte delle persone il pensiero razionale era molto più importante di ogni cosa, anche a costo di usare metodi non proprio pacifici e ragionevoli. Ma i soldati erano molto ben addestrati, oltre che spietati, e affogarono ogni rivolta in centinaia di litri di sangue. Di fronte agli eccidi, però, sempre più gente si ribellava, nelle colonie come nella originaria Terra, dimostrando un coraggio e un amore per la razionalità fuori dal comune. Preso dall’odio e dall’ira, arrogante come era, Steel decise di bombardare Marte con alcune centinaia di bombe all’idrogeno che aveva fatto costruire violando di fatto il bando delle armi atomiche che resisteva da quattro secoli, e di bloccare completamente ogni viaggio spaziale: le altre colonie sarebbero morte senza più aria respirabile. Per quanto riguardava la Luna Cava, i soldati la tolsero dall’orbita venusiana e la scagliarono in direzione del Sole, prima di distruggere i comandi e di abbandonarla, condannando tutti i suoi abitanti ad un rogo di dimensioni epocali. Una dopo l’altra le basi extraterrestri, senza scelta, si arresero tutte, ma nella sua totale assenza di moralità il Tiranno non volle sentire ragioni, macchiandosi anche di migliaglia di morti per soffocamento. Per quanto riguarda la Terra, forse essa ebbe il destino peggiore: piena di soldati, anche di quelli che avevano abbandonato le colonie prima del blocco del volo spaziale, il mondo originale divenne un inferno. Chiunque fosse o fosse stato in passato un razionalista, o avesse avuto a carico semplicemente un sospetto di questo, veniva internato in degli speciali campi di lavoro, dove veniva sfruttato per il lavoro, torturato e ucciso, insieme alla sua famiglia. Fece rinchiudere perfino tutti i componenti del M.I.M., i quali pur avendolo appoggiato fin lì disapprovavano tutta quella violenza e tutto quel sangue versato, in un ritorno per quanto lieve di coscienza. L’egocentrica e intollerante rabbia del Tiranno non risparmiava nessuno, ne donne ne bambini, ed a lui del resto non interessavano le sofferenze altrui, pieno di sé com’era: tutti coloro che riuscivano a pensare o a ragionare, a fare quello che lui mai era riuscito a fare, dovevano pagarla cara.

In 10 anni, la popolazione del Sistema Solare si era praticamente azzerata, rimanevano solo pochissimi soldati e il Tiranno. Il grosso dell’esercito, aveva eseguito alla lettera gli ordini di Steel, rastrellando la Terra con maglie sempre più strette, finché non rimase più nessuno al di fuori dei campi di concentramento. Poi anche essi si svuotarono, i prigionieri morivano e non venivano più rimpiazzati, ed alla fine rimasero completamente deserti, solo lugubri baraccopoli di cemento piene di scheletri mai seppelliti. A quel punto, però, non c’era più nessuno che lavorasse, nessuno a produrre i beni di prima necessità. I soldati erano condizionati benissimo, non abbastanza però da non sentire la fame, e cominciarono a ribellarsi, uccidendo e venendo uccisi dai loro stessi compagni rimasti fedeli. Ne rimasero solo pochissimi, alla fine, poi anche essi vennero sopraffatti dalla fame. Avrebbero voluto insorgere anch’essi, ma non avevano più la forza di far nulla, e nel giro di pochi giorni morirono di fame. Rimase in vita solo Steel, per una strana ironia del destino. Si era accorto di ciò che aveva fatto, e nei suoi ultimi giorni di vita arrivò a desiderare di non averlo mai fatto, ma in lui non c’era alcun pentimento, nessun senso di colpa, abituato com’era a considerare le persone come spazzatura. Era dispiaciuto solo di non avere più sudditi, non di aver ucciso miliardi di persone. Tra atroci sofferenze e dolori, infine il Tiranno morì come era vissuto, senza alcun rimorso, e il gigantesco palazzo che si era fatto costruire fu la sua eterna tomba. Sulla Terra calava così il silenzio, un silenzio di morte eterno: causato da una sola persona, e dalle sua irrazionale e deleteria mancanza di morale e di ragione, che aveva condotto la civiltà umana alla rovina.

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